Mercoledì 24 LUGLIO (Lc 11,9-13)

Per natura, costituzione ontologica, l’uomo è un mendicante di Dio. Lui si deve nutrire di Dio perché è Dio il suo alito di vita e il suo cibo spirituale. Dio è il Datore della vita ma anche Colui che la conserva in vita. Non solo la crea, ma anche l’alimenta, la fortifica, la rinnova, la rigenera, la santifica, la conduce verso il raggiungimento del suo fine ultimo. Per questo motivo Dio non è solo Creatore, ma è anche Provvidenza della sua creatura. Questa verità il Salmo l’applica a tutta la creazione.

Benedici il Signore, anima mia! Sei tanto grande, Signore, mio Dio! Sei rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto, tu che distendi i cieli come una tenda, costruisci sulle acque le tue alte dimore, fai delle nubi il tuo carro, cammini sulle ali del vento, fai dei venti i tuoi messaggeri e dei fulmini i tuoi ministri. Egli fondò la terra sulle sue basi: non potrà mai vacillare. Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste; al di sopra dei monti stavano le acque. Al tuo rimprovero esse fuggirono, al fragore del tuo tuono si ritrassero atterrite. Salirono sui monti, discesero nelle valli, verso il luogo che avevi loro assegnato; hai fissato loro un confine da non oltrepassare, perché non tornino a coprire la terra.

Tu mandi nelle valli acque sorgive perché scorrano tra i monti, dissetino tutte le bestie dei campi e gli asini selvatici estinguano la loro sete. In alto abitano gli uccelli del cielo e cantano tra le fronde. Dalle tue dimore tu irrighi i monti, e con il frutto delle tue opere si sazia la terra. Tu fai crescere l’erba per il bestiame e le piante che l’uomo coltiva per trarre cibo dalla terra, vino che allieta il cuore dell’uomo, olio che fa brillare il suo volto e pane che sostiene il suo cuore. Sono sazi gli alberi del Signore, i cedri del Libano da lui piantati. Là gli uccelli fanno il loro nido e sui cipressi la cicogna ha la sua casa; le alte montagne per le capre selvatiche, le rocce rifugio per gli iràci. Hai fatto la luna per segnare i tempi e il sole che sa l’ora del tramonto.

Stendi le tenebre e viene la notte: in essa si aggirano tutte le bestie della foresta; ruggiscono i giovani leoni in cerca di preda e chiedono a Dio il loro cibo. Sorge il sole: si ritirano e si accovacciano nelle loro tane. Allora l’uomo esce per il suo lavoro, per la sua fatica fino a sera. Quante sono le tue opere, Signore! Le hai fatte tutte con saggezza; la terra è piena delle tue creature. Ecco il mare spazioso e vasto: là rettili e pesci senza numero, animali piccoli e grandi; lo solcano le navi e il Leviatàn che tu hai plasmato per giocare con lui. Tutti da te aspettano che tu dia loro cibo a tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono; apri la tua mano, si saziano di beni. Nascondi il tuo volto: li assale il terrore; togli loro il respiro: muoiono, e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra. Sia per sempre la gloria del Signore; gioisca il Signore delle sue opere. Egli guarda la terra ed essa trema, tocca i monti ed essi fumano. Voglio cantare al Signore finché ho vita, cantare inni al mio Dio finché esisto. A lui sia gradito il mio canto, io gioirò nel Signore. Scompaiano i peccatori dalla terra e i malvagi non esistano più. Benedici il Signore, anima mia. Alleluia. (Sal 104 (103),1-35).

Questa è la verità del nostro Dio. Gesù oggi ci insegna che noi tutti non solo dobbiamo attendere ogni cosa da Dio. A lui ogni cosa si deve chiedere con preghiera incessante. Dio è colui che sempre dona. L’uomo deve essere colui che sempre chiede. Chiedere a Dio ogni cosa è manifestazione di purissima fede. L’uomo sa che solo Dio è la sua vita e a Lui ogni giorno la chiede. È questa la sua umiltà perenne.

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Il Padre celeste non dona solo le cose materiali, per il corpo. Dona il suo Santo Spirito come vera anima, vero spirito, vero nuovo alito di vita dell’uomo. Il primo alito di vita è nella morte a causa del peccato. L’uomo riceve il nuovo alito di vita e tutto in lui risuscita, viene ricreato, rinnovato, rigenerato, non per restaurazione di ciò che è stato o di ciò che è morto, ma per nuova creazione. Dio non è un antiquario che restaura le vecchie cose. La nostra vecchia umanità. Lui è il Creatore oggi che la crea nuova in Cristo Gesù per opera del suo Santo Spirito. È questa l’eterna verità del nostro Dio.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci umili sempre.

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