I VERBALI del Consiglio Pastorale

VERBALE CONSIGLIO PASTORALE

COMUNITA’ SAN PIETRO DA VERONA

4 FEBBRAIO 2020

 

Alle ore 21.00 don Carlo introduce la seduta invitandoci a rivolgere il nostro sguardo alla Madre di Dio , pregando con l’Ave Maria, affinché  illumini il nostro lavoro e ci aiuti a dialogare e verificare il cammino della nostra Comunità Pastorale rispetto  ciò che l ’Arcivescovo ci propone di vivere durante il Sacro  Tempo di Quaresima nella sua lettera Pastorale. Don Carlo introduce don Cesare che ci guiderà nella lettura.

DON CESARE ci invita a far memoria di ciò che da sempre la Tradizione della Chiesa ci consegna per vivere il tempo di Quaresima: tempo forte e favorevole affinché chi è discepolo di Gesù possa riscoprire e approfondire il suo essere discepolo di Gesù, che il condividere la vita di Gesù non la si condivide da di fuori, ma da dentro. Ci spiega poi il significato della parola Conversione, cammino e opera di tutta la vita e la Quaresima come tempo di lotta, spirituale, non contro gli altri. Che strumenti da la Chiesa ai suoi figli per affrontare questa lotta? Da sempre, continua don Cesare, gli strumenti, le armi per combattere questa lotta che la Chiesa ci dà sono:

  • l’Ascolto più frequente della Parola di Dio
  • La preghiera più intensa e prolungata
  • Il Digiuno e le opere di Carità

Prosegue don Cesare: quali sono quindi i contenuti che il nostro Arcivescovo ci chiede di mettere a fuoco nel tempo di Quaresima? (p.84)

  • Lo sguardo rivolto al Crocifisso
  • La meditazione delle verità cristiane
  • La pratica di un’ascesi proporzionata

Don Cesare ci illustra poi ciò che di bello in Vescovo propone:

  • sullo sguardo al Crocifisso ci invita a leggere il punto 1 a pag.77);
  • sulla meditazione delle Verità Cristiane: don Cesare ci invita a leggere il punto 2 pp.77-78) in particolare concentrandosi su:
    • il testo della Lettera ai Filippesi
    • al pensare a qualche proposta  più popolare che raggiunga tutti i fratelli,
    • ascolto della spiegazione del Credo
  • Sulla pratica di un’ascesi proporzionata: il digiuno e le opere di Carità: perché digiuniamo e facciamo più opere di carità? Suggerisce don Cesare: per far entrare più in me gli stessi sentiment di Cristo Gesù e ci invita a soffermarci sul punto 3 ( pp.79-81).

Don Cesare infine ci ricorda di tener presente il carattere Battesimale della Quaresima ) sottolineando che l’artista della Conversione non è l’uomo ma lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto nel Battesimo, commentando il punto 4 (pp.82-83).

 

DON CARLO ci invita a far memoria di come abbiamo vissuto questo tempo di Quaresima nell’anno passato con rifermento alla lettera Pastorale di quest’Anno.  Ci chiede di suggerire altri eventuali interventi affinché i nostri fratelli vivano bene la Quaresima. Don Carlo commenta che il Vescovo ci suggerisce delle proposte ben specifiche (vedi pp.78 ascolto della spiegazione sul Credo).

 Prosegue poi  mostrandoci e spiegandoci  una bozza di programma sulla falsa riga di ciò che è stato proposto alla Comunità negli scorsi anni, nella quale, precisa, non ci sono le sottolineature che quest’anno ci suggerisce l’Arcivescovo.

 Don Carlo ci informa inoltre che per motivi economici di due parrocchie, i quali saranno poi discussi in separata sede, la prima domenica del mese si terrà sempre una colletta monetaria dedicata ai bisogni della parrocchia. Presso la parrocchia San Carlo l’ incontro specifico, aperto a tutti i parrocchiani, sarà Domenica 9 febbraio alle ore 15.00.

Procede poi illustrando le proposte Quaresimali pensate dalla Diaconia (vedi slide). E ci chiede quali suggerimenti possiamo offrire, stimolati dalla lettera dell’Arcivescovo.

 

FERRUCIO DE TONI suggerisce, facendo riferimento alla p. 89, che potrebbe essere utile promuovere delle occasioni di incontro per approfondire i temi della Dottrina Sociale della Chiesa , al fine di orientare l’impegno in ambito sociale.  Mai come nei  tempi nei quali stiamo vivendo, è mancata  una voce Cattolica Cristiana che si impegna a spendersi in ambito politico. Anzi a volte questa tematica viene vista con diffidenza.  Come Comunità Cristiana sarebbe il caso di ribadire qual è il vero valore di spendersi in questo campo; è una sensibilità da risvegliare nella nostra popolazione.  Si potrebbe organizzare una serata con qualche testimonianza diretta.

 

FILIPPO CRISTOFERI rileva con piacere la chiarezza e la specificità delle proposte dell’Arcivescovo. Con riferimento all’intervento di Ferruccio segnala che sul nostro territorio ci sono  delle opere che nascono dalla sensibilità della Dottrina Sociale della Chiesa, alcune sull’assistenza alla povertà, ai bisogni Alimentari, Caritas e Banco Alimentare, alcune offrono sostegno ai soggetti più deboli nell’ambito della cura e dell’assistenza come La Casa di Riposo, la Fondazione Maddalena Grassi. Forse varrebbe la pena valorizzare il concetto della Dottrina Sociale della Chiesa, e anche  la sua applicazione nelle varie realtà operanti valorizzandole facendole conoscere. Magari qualcuno conoscendo queste realtà potrebbe coinvolgersi, dedicando un po’ del suo tempo.

L’altro tema importante da valorizzare è quello del “Credo”. Potrebbe essere interessante, propone a don Carlo, dedicare a questa spiegazione una della catechesi domenicali previste in calendario: in quanto  non si utilizzerebbe una modalità  filosofica esegetica, per spiegarlo ma  sarebbe svolta in modo piuttosto colloquiale, coinvolgendo le esperienze di vita di chi partecipa alla catechesi della Domenica.

Altro tema bellissimo a cui accenna l’Arcivescovo è quello della Carità: magari ci sono degli specifici bisogni locali e territoriali. Potrebbe essere una colletta per le persone più bisognose della Comunità, persone specifiche e conosciute a coloro, impegnati nelle opere di carità, che se ne occupano. Ci sono tanti bisognosi in Africa, o Cristiani perseguitati, ma anche tanti bisognosi nella nostra Comunità. I bisogni sono tanti, continua Filippo, come lo sono tante situazioni di profonda solitudine che forse sono  più difficile individuare.

Potrebbe esserci anche una Cena Povera che ci riporta al tema del Digiuno. Una volta si faceva questo tipo di iniziativa. Come anche potrebbe essere interessante proporre un momento più spirituale.

 

DON CARLO ci presenta la “24ore per il Signore” prevista per il 20 e 21 marzo, rimandando i dettagli del suo svolgimento presso ogni parrocchia a un confronto in Diaconia.

FILIPPO CRISTOFERI consapevole che il tempo a disposizione alle famiglie non è mai tanto, chiede  se comunque si riuscisse a dedicare dei momenti rivolti specificatamente alle famiglie:  non rivolti solo ai bambini o agli adulti ma che potrebbero coinvolgere tutta la famiglia.

Ultima cosa Filippo propone, se fosse possibile di focalizzare i temi delle Vie Crucis proposte nella parrocchie sulle tematiche proposte dal Arcivescovo.

 

DON CARLO riflette che si potrebbe inserire queste tematiche nella Via Crucis al Bosco delle Querce, risorse umane permettendo, in quanto il lavoro dietro la stesura di una Via Crucis (testi, canti ecc) non è un lavoro facile.

Buona l’idea di fare una catechesi sul Credo e buona l’idea di fare catechesi intergenerazionale, sostiene don Carlo. Riflette poi che tra la Messa delle 9.00 e delle 11.00 sono già previste catechesi intergenerazionali per le classi 2,3,4,5 elementari. Un buon momento per una catechesi sul Credo potrebbe essere prima o dopo la Celebrazione della Domenica pomeriggio;  momento nel quale forse le persone sono più rilassate senza dovere scappare ad impegni del sabato sera o del pranzo domenicale.

FILIPPO CRISTOFERI chiede se non fosse meglio magari inserire i contenuti della lettera del Arcivescovo all’interno dell’Omelia durante la Celebrazione Eucaristica?

DON MARIO ci spiega che la liturgia Ambrosiana propone in Quaresima un cammino catecumenale ben definito e preciso verso la Pasqua e non è possibile inserire altro.

DON CARLO ci spiega la differenza tra Omelia e Catechesi. L’Omelia appartiene al carisma profetico della Chiesa, il profeta ci indica la meta e la strada dove dobbiamo arrivare. La catechesi appartiene al Carisma Pastorale. La differenza tra il Profeta e il Pastore è che il Profeta indica la strada, il cammino che si deve seguire. Il Pastore invece vede la sue pecore, le accompagna; non ci può essere catechesi se non in modo dialogico; se non c’è dialogo, non c’è catechesi: sarà una profezia, una lezione. Anche l’Omelia non è una lezione ma è legata alla Parola di quel giorno, la Catechesi è dialogare con la gente su un contenuto della dottrina della Fede.

MARZIA MAZZON  considera che sarà una catechesi da svolgersi in una delle due parrocchie nelle quali è celebrata una messa vespertina domenicale.

DON CARLO risponde che in effetti la messa vespertina della domenica sera in SSGP è frequentata da gente proveniente anche da San Pietro o San Carlo. Raccoglie la provocazione che riporterà in Diaconia.

Don Carlo, rispondendo a Filippo Cristoferi,  rimarca che il nostro territorio è terra feconda di opere di Carità. A testimonianza di ciò,  ci informa che una famiglia i cui nonni abitavano in una villa davanti all’oratorio San Paolo VI ha donato ad una cooperativa  la loro villa per realizzare una Comunità per mamme con bambini. In queste sere inoltre, don Carlo si troverà a ragionare con dei genitori con figli disabili per un progetto “Dopo di Noi”. 

Sottolinea  don Carlo che abbiamo parecchie strutture poco usate:  ad esempio l’Auditorium di Via Arese. Lo si potrebbe dare  in diritti di superfice per un certo numero di anni per realizzare 3-4 appartamenti  nei quali potrebbero abitare questi ragazzi disabili. L’edificio di Via Arese potrebbe con la presenza di Caritas, Banco Alimentare, ACLI, Unitalsi, diventare una Casa della Carità della Comunità Pastorale.

Viviamo in un territorio veramente fecondo, forse la vera vocazione del nostro territorio è la Carità sostiene don Carlo e evidenzia alcune delle realtà operanti in questo campo: Casa Betania, Fondazione Maddalena Grassi, Casa di Riposo Padre Masciadri, Villa Dho.

FILIPPO CRISTOFERI concorda ma rimarca che purtroppo non tutta la cittadinanza conosce queste realtà, si sa che esistono ma non si sa cosa fanno

DON EMILIANO propone,  da realizzarsi fuori dal Tempo di Quaresima in quanto già molto intenso, un incontro di conoscenza del Magistero di Papa Francesco sui poveri, sugli ultimi, chiedendo la testimonianza di qualcuno competente in materia. Potrebbe essere utile anche un incontro con i referenti le varie realtà sopracitate nella quale le varie esperienze operative possono essere testimoniate così da promuovere una conoscenza del loro operato alla comunità e promuovere una conoscenza reciproca tra le realtà. Importante è che questa scelta centrale della Chiesa sulla povertà, sui poveri e sugli  ultimi esplicata dal Magistero di Papa Francesco sia conosciuta e seguita.

 

BARBARA BINNELLA con riferimento alle Via Crucis, apprezza questo gesto visibile  fatto all’aperto in mezzo alla gente in quanto specialmente in tempi come questi  può essere  visibile testimonianza di fede a tutti e potrebbe anche essere strumento per avvicinare persone che magari non verrebbero alla via Crucis in chiesa, o che magari non conoscono il significato della Quaresima o che ne sono spaventati. Sembra sempre che molta gente ci vede come lontani, in questi tempi forti.

Chiede chiarimenti sul perché non si può fare in mezzo la città, in centro,  come si fa tra le vie delle parrocchie più periferiche.

DON CARLO risponde che purtroppo per come è progettata la città per motivi di viabilità del traffico, non è possibile anche per richieste varie; se qualcuno desidera fare una Via Crucis così può andare a Baruccana o all’Altopiano, o al Bosco delle Querce.

DANIELA RONCHI risponde che a volte il non frequentare la via Crucis o altri momenti è una scelta di vita; non è mancanza di conoscenza del Tempo che stiamo vivendo, siamo nel 2020, ma è mancanza di interessamento.  Non è questione che noi siamo lontani, è che certe persone scelgono di stare lontani. Non vogliono fare quel passo in più che li avvicina di più. Le occasioni ci sono, non mancano sicuramente.  Però se ogni volta che proponi qualcosa uno non ci va, non ci va perché non ci vuole andare. E’ come voler guidare una macchina senza voler andare a scuola guida.

DON CARLO riprende che la Via Crucis al Bosco delle Querce era nata proprio con l’intenzione di proporre una Via Crucis all’aperto, per tutti, senza dare fastidio a nessuno.

PAOLO BROCCADELLO commenta che le difficoltà di viabilità ce ne sono molte, sebbene all’Altopiano ci sono ancora vie tranquille, e che in effetti le vie Crucis che si facevano 20anni fa erano molto diverse. Propone di concentrarci sulle cose che già ci sono e di farle bene; di non farci prendere dalla fretta di fare tutto e subito.  Possiamo cominciare dar fare una cosa fatta bene e poi di aggiungerne altre.

 

DON MARIO chiede se si riprende la tradizione di recitare le Lodi al mattino o al pomeriggio o alla Domenica sera, se si può, dove si può?

DON CARLO risponde che, come stabilito nel precedente C.P. su suggerimento della Lettera Pastorale dell’Arcivescovo di riprendere la Liturgia delle Ore, abbiamo pensato che in Avvento e in Quaresima si celebrasse la messa del mattino Infra Laudes e la Messa del pomeriggio Infra Vesperas.

Durante la Quaresima a Baruccana c’era la tradizione che un gruppetto di persone recitavano i Vesperi alle 17.15. Nella parrocchia centrale in Avvento, tutti i giorni il vespero dentro nella Messa; il sabato e la Domenica, prima della Messa c’è la celebrazione dei Vesperi. Poiché è efficace verrà ripreso anche durante il Tempo di Quaresima.

DON EMILIANO segnala  con piacere che a Casa Betania viene ripresa la  Liturgia delle Ore, con le Lodi prima della messa e i vesperi prima della Messa del Giovedì sera. Viene anche recitato il Mattutino,. Cosa molto bella è che tutti i giorni pregano il Breviario completo. E’ una ricchezza che è da valorizzare, come la lettura di testi religiosi e spirituali. Nella semplicità e povertà troviamo tanti esempi di Vita.

 

FILIPPO CRISTOFERI chiede se si può consigliare ai catechisti di dedicare gli incontri settimanali di IC durante il periodo di Quaresima focalizzando ogni incontro su una dei punti suggeriti dall’Arcivescovo con progetti semplici per i bambini: ad esempio un incontro sulla preghiera, uno su piccole rinunce ecc.

DON CARLO risponde segnalando che i programmi del catechismo sono già molto impegnativi.

MARZIA MAZZON segnala che si potrebbero utilizzare i momenti del venerdì pomeriggio che vedono coinvolti tutti  i bambini dell’IC.

DON CARLO sottolinea con rammarico la difficoltà di questi tempi di proporre ai bambini di offrire delle rinunce. Una volta i bambini ricevano “la mancia”, ora purtroppo  non c’è più. Chiedono ai genitori qualcosa e i genitori glielo comprano. Quindi non è più una rinuncia del bambino.

MARZIA MAZZON sostiene che sarebbe bello riabituare le famiglie a fare delle piccole rinunce, una volta il bambino, con la mancia era responsabilizzato anche al risparmio. Ora ricevono tutto e non risparmiano niente. Una volta eravamo educati diversamente. Era bello l’impegno della Quaresima, la cassettina nella quale mettevi la monetina.

 

DON EMILIANO riflette sul fatto che le persone non vengono alle Vie Crucis e propone perché non andare noi? Non con Vie Crucis itineranti, ma in determinati luoghi, magari anche fuori mano. E’ molto più significativo l’”andare verso” che semplicemente invitare; questa è evangelizzazione.

 

DANIELA RONCHI considera che se nella Quaresima siamo chiamati ad avere una relazione più intima con il Signore e che questa relazione non può non tradursi nel migliorare le relazioni con chi ci sta accanto.  Propone come gesto caritativo, che non deve essere solamente inteso come economico, quello di migliorare la relazione con qualcuno con cui magari la relazione al momento è un po’ in crisi: può essere con un collega di lavoro, o un parente, o i vicini di casa o persone appena arrivate che magari non sono ancora ben accolte.

 

DON CARLO concorda  che è bello questo, individuare alcuni gesti di misericordia che magari uno sceglie di compiere quest’anno;  gesti di Misericordia corporale e spirituale: uno può scegliere se consolare un afflitto o consigliare un dubbioso E’ bello anche ci sia continuità nel Consiglio Pastorale e che possiamo pensare di poter passare almeno altri 3 tempi di Quaresima nei quali poter pensare di  progettare altre cose che magari quest’anno non riusciamo a fare.

 

------------- con riferimento alla Lettera Pastorale nel quale il vescovo parla del clima lamentoso, della mediocrità che si percepisce o sulla mancanza di attrattiva delle nostre comunità. sarebbe da porsi la domanda del perché le nostre comunità mancano di attrattiva. Forse sarebbe da interrogarsi sull’attrattiva non tanto delle nostre proposte ma della proposta cristiana. Siamo in grado di trasmetterla?  Con riferimento ai corsi di formazione per gli adulti citati dal vescovo,  pensa che è la qualità del relatore che fa la differenza,  il relatore dovrebbe essere in grado di parlare al cuore di ciascuno, a prescindere dal livello di istruzione, in modo che ognuno possa trarre la sua personale lettura. Vanno bene le proposte di Quaresimali, perché è la Parola che genera l’attrattiva, troppe volte ci concentriamo sul fare, riflette,  ma questo” fare” deve partire dalla Parola perchè è questo che attrae, che genera un cambiamento.

 

DON CARLO ci mostra il programma della Giornata del Malato e  delle prossime Quarantore di Adorazione Eucaristica proposte nella Comunità Pastorale.

La seduta si conclude con la recita del Padre Nostro.

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