I VERBALI del Consiglio Pastorale

CONSIGLIO PASTORALE STRAORDINARIO DELLA  COMUNITA’ PASTORALE SAN PIETRO DA VERONA

7 luglio 2021

 

Alle ore 18.30 don Carlo Pirotta da avvio alla seduta straordinaria del CPCP con la preghiera del Gloria.

don Carlo Pirotta introduce la sessione facendo riferimento al Consiglio Pastorale dello scorso 23 ottobre 2018, nel quale alla maggioranza era stata votata la mozione di chiedere alla Curia Diocesana di indicare dei percorsi per ridare vigore e sicurezza alle scuole parrocchiali della Comunità Pastorale San Pietro da Verona.

Poiché assenti fino alle ore 19.00 don Fabio Landi responsabile della Pastorale scolastica della Diocesi di Milano e don Claudio Carboni parroco della Comunità Pastorale di Meda, in quanto impegnati in riunione con il personale della scuola San Pietro Martire, Don Carlo prosegue illustrando l’accorpamento delle scuole Parrocchiali, così come suggerito dalla Curia, e quanto succederà dal 1° settembre 2021.

 

La parrocchia Beata Vergine Immacolata cederà in comodato d’uso gratuito i rami d’azienda della scuola dell’ infanzia e asilo nido e i relativi fabbricati dove si svolgono le attività, alla parrocchia San Pietro Martire, con comodato d’uso gratuito per le strutture (fabbricato e contenuto), questo permetterebbe di razionalizzare i servizi dei dipendenti, i inizierò dall’unificazione della figura della Coordinatrice.

 

Per quanto riguarda le scuole primarie: la scuola di San Pietro Martire concederà il ramo d’azienda della Primaria e i relativi spazi alla Parrocchia S. Maria Nascente in Meda. Anche in questo caso il consorziarsi della scuola San pietro Martire e San Giuseppe di Meda permetterebbe una miglior gestione. Il Gestore di entrambe le scuole primarie sarà il Parroco di Meda don Claudio Carboni.

 

La situazione economica per quanto riguarda Beata Vergine Immacolata è tecnicamente priva di debiti, probabilmente solo un po’ di TRF che è stato utilizzato negli anni passati per investimento nella scuola, così come consentito dalla legge;

Per quanto riguarda la scuola San Pietro Martire forse quest’anno, nella Sezione Primavera per la prima volta, ci saranno due sezioni e si comincerà a recuperare un po’ dell’investimento fatto.

I debiti della scuola sono quasi unicamente i TFR che non sono stati accantonati ma utilizzati per gli investimenti nell’edificazione della sezione primavera e per la realizzazione delle aule per la scuola secondaria di primo grado (quest’ultima purtroppo non andata a buon fine).

Come situazione economica, la scuola primaria San Giuseppe non è in passivo, Quest’anno hanno come preiscrizioni per la prima classe 25 bambini, contro i 13 di San Pietro.

A domanda del consigliere Monti su quale sia il numero minimo di alunni affinché una classe sia economicamente sostenibile, il Dr. Colombo del CAEP della Comunità Pastorale di Meda, risponde 21.

Con l’accorpamento delle due scuole i bambini che non riusciranno a trovare posto nella san Giuseppe, sarebbero quindi invitati ad iscriversi alla San Pietro Martire.

 

Don Carlo prosegue segnalando che on la proposta di accorpamento sopracitata si potranno inoltre mettere in comune alcuni servizi, come la segreteria, o ricollocare le insegnanti  da una scuola all’altra, che in una  situazione di esubero perderebbero il loro collocamento.

 

Una consigliera chiede se l’attuale direttore della San Pietro Martire resterà e la risposta è 

per quest’anno sì, in quanto accompagnerà la transizione

 

Don Fabio Landi, responsabile della Pastorale Scolastica della Diocesi di Milano, ribadisce che in generale le scuole cattoliche non godono di buona salute, ciò è dovuto sia ad una diminuzione demografica della popolazione, che ad una maggiore complessità delle esigenze educative. E’ volontà della Diocesi né di chiudere, né di svendere questo servizio, bensì di consolidare la collaborazione tra le diverse scuole, lavorare insieme e potenziare il lavoro. Accorpando le scuole primarie San Pietro Martire e San Giuseppe si potrà mantenere e collaborare a mantenere  la scuola aperta: collaborare attraverso la condivisione di alcuni servizi, pur mantenendo le rispettive identità dei due enti scolastici. Il cambiamento avverrà attraverso una serie di passaggi graduali ma veloci, che prevede un primo anno (2021/2022) di collaborazione per sviluppare la reciproca conoscenza e intesa.

 

Quindi le decisioni sono già state prese chiede Daniela Ronchi?

 

Don Fabio Landi risponde che si tratta di una proposta di accordo tra le due parrocchie sotto la supervisione costante del Vescovo e della Curia. Considerati i dati di fatto al momento è difficile pensare a soluzioni diverse. Il prossimo anno sarà un anno di conoscenza e di avvicinamento, ma non definitivo come decisioni, ed eventualmente si potranno fare ulteriori variazioni. Non ha nascosto che, se anche questa soluzione non dovesse essere sufficiente per riequilibrare la stabilità economica delle due scuole primarie, si dovrà prendere in considerazione l’ipotesi di eliminare fisicamente una delle due strutture, e in questo caso la scelta cadrebbe sulla  San Giuseppe essendo la struttura di San Pietro decisamente più grande e con spazi già ora in grado di accogliere tutti, alunni della San Pietro Martire e della San Giuseppe.

 

Alcune perplessità accompagnano queste decisioni prese: Marco Brugora chiede come gestire la ridondanza del personale che si genera quando due entità si fondono e ci sono funzioni identiche e quindi doppie. Don Fabio risponde che per risparmiare bisogna eliminare una delle due. Lo stesso vale per le insegnanti quando due classi diventano una.

Daniela Ronchi segnala che il bilancio della scuola di San Pietro è molto preoccupante e che le strutture della San Pietro sono vecchie e in caso di manutenzione straordinaria di una certa entità, la Parrocchia non è assolutamente in grado di far fronte alla spesa.

Don Carlo risponde che quest’anno il bilancio risulta molto passivo in quanto sono state inserite alcune voci, come i crediti inesigibili, che si trascinavano da anni, e le ferie del personale docente non esaurite negli anni scorsi. Questo anche in vista della transizione prossima.

Daniela Ronchi chiede se per questo anno le rette saranno immutate per le famiglie utenti e don Landi ribadisce che per il prossimo anno 2021/2022 le rette rimarranno immutate così come per il resto delle procedure, concedendo questo anno di tempo per apportare modiche e per approntare prospettive.

Alle ore 20.15 don Carlo Pirotta termina la seduta affidando il lavoro alla Beata Vergine Maria guidandoci nella preghiera dell’Ave Maria.

 

Per ulteriori approfondimenti:

 

LA SEGRETARIA                                                                                      IL PARROCO

                                                                                                                     

Barbara Binnella                                                                                        Pirotta don Carlo

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