I VERBALI del Consiglio Pastorale

VERBALE  N° 12 CONSIGLIO PASTORALE DELLA COMUNITA’

SAN PIETRO DA VERONA SEVESO

2015 / 2017

Assenti giustificati: Dusi Flavia, Lecchi Giuseppe

Altri assenti: Baio Laura, Besana Serena, Bianchi Giorgio, Bizzozero Giusy, Cazzaniga Francesco, Colombo Roberta, Cristoferi Filippo; Don Penna Eugenio, Manzoni Cesare, Rusconi Luciano, Russi Cristian.

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Dopo aver raggiunto il numero legale di presenze il Presidente apre la XII sessione ordinaria del CPCP.

 I PUNTO ODG: PREGHIERA INIZIALE

Don Carlo afferma che Cristo Risorto non ritorna alla condizione precedente, ma entra in quella dimensione nuova che è la comunione con Dio e per comprendere ciò ci invita all’ascolto del passo del Vangelo di Giovanni 9,1- 38b.                                                                     Dopo la lettura veniamo esortati ad osservare qualche minuto di silenzio per lasciar cadere dentro di noi ciò che Gesù profetizza sul nostro destino, a seguire, a lode della Trinità, recitiamo la preghiera del Gloria.

II PUNTO ODG: APPROVAZIONE VERBALE CPCP 22 MARZO E 5 APRILE

Ferruccio De Toni (moderatore) fa votare il verbale del 22 marzo (consulte parrocchiali) e del 7 aprile (bilancio finanziario), entrambi sono votati all’unanimità.

Alla richiesta di Michele Simonetti della mancanza della nota esplicativa che avrebbe dovuto accompagnare la pubblicazione dei rendiconti (come aveva suggerito il consigliere De Toni nel corso del CPCP del 5 aprile), Don Carlo sottolinea che si è fatta molta fatica a mettere insieme un tentativo di  bilancio preventivo, ma senza ancora riuscirci. E’ necessario ragionare in modo diverso con il CAECP.

III PUNTO ODG : RITORNO DEL LAVORO FATTO NELLE CONSULTE PARROCCHIALI DEL 22 MARZO

                               E CONSEGUENTE DIALOGO

Ferruccio De Toni invita quattro rappresentanti, uno per ogni parrocchia, a esporre ciò che è emerso nelle singole consulte parrocchiali.

Viviana Pontiggia per Baruccana presenta la seguente relazione:

All’incontro di mercoledì 22 marzo della CONSULTA PARROCCHIALE di Baruccana erano presenti Cristian Russi, Michele Simonetti, Valerio Rusconi, Roberta Colombo, Viviana Pontiggia, Don Massimiliano.

QUALE STAGIONE STA VIVENDO LA NOSTRA PARROCCHIA (LA PRIMAVERA DI NUOVE SPERANZE? L’INVERNO IN CUI TUTTO E’ CONGELATO? L’AUTUNNO DEL RIMPIANTO? L’ESTATE DELLA PIENEZZA?)

La stagione che sta vivendo la Parrocchia è l’inverno in cui è tutto congelato, si percepisce che le attività proseguono per inerzia ma senza particolari stimoli; si è sottolineato come lo spirito oratoriano si sia un po’ perso nelle varie iniziative e ci si è soffermati parecchio sulle società sportive, in cui l’attenzione verso i più piccoli è trascurata, come pure la cura della struttura intesa come “casa comune” (comportamenti e linguaggi irrispettosi in un ambiente educativo cristiano, rifiuti abbandonati, spogliatoi non puliti). Si ritiene più che mai necessario e urgente cambiare registro: bene la proposta di discutere in modo approfondito in un CPCP dedicato e di ripensare le dinamiche di gestione/ affidamento delle strutture sportive parrocchiali.

COME STA VIVENDO LA NOSTRA PARROCCHIA IL PROGRESSIVO APRIRSI ALLA DIMENSIONE DI COMUNITA’ PASTORALE?

La dimensione della comunità pastorale è vissuta con difficoltà, percepita come una forzatura calata dall’alto e non rispondente a reali esigenze parrocchiali per cui a volte diventa problematico e non fruttuoso lo spostamento delle iniziative nelle diverse parrocchie perché non si riscontra maggiore partecipazione né coinvolgimento di persone del territorio (i partecipanti sono sempre quelli). Il rischio è quello di “vivacchiare”.

QUALI OSSERVAZIONI E PROPOSTE PER IL FUTURO?

Occorre prestare maggiore attenzione ai giovani che attraversano una fase critica della crescita e che negli ultimi anni hanno particolarmente risentito della mancanza di una figura di riferimento nella pastorale giovanile.

 

Per Altopiano Rosaria Maria Pellegrino relaziona quanto segue:

Sono presenti i Consiglieri CPCP: Dusi Flavia, Pellegrino Rosaria Maria, Pelizzoni Stefano, Riva Giorgio e i                                                                                                                                                             Consiglieri  del Consiglio d’oratorio: Bottinelli Eleonora, Busnelli Sabrina, Gola Mirella, Marzorati Lidia, Mazzon Marzia, Pignata Emanuela.

Alla prima domanda: “ Quale stagione sta vivendo la nostra Parrocchia?”

 Si passa dalla risposta pessimistica dell’inverno, dove tutto è congelato a quella dell’autunno del rimpianto e del nostro scontento. Il cambio di sacerdoti in questi ultimi anni nella nostra parrocchia ha provocato non poche problematiche: ciascun prete con la sua presenza ha aggiunto o tolto qualcosa a quella che è la vita nella comunità.                                                                                                                                                             Spesso lo scoraggiamento ha avuto il sopravvento. Alcune abitudini, alcune pratiche, alcuni atteggiamenti che abbiamo ritenuto positivi e arricchenti sono difficili da abbandonare a favore di altri che ci vengono proposti.

Durante la discussione però affiora in ciascuno di noi il desiderio di nuove speranze e ci coinvolge in maniera netta la sollecitazione di non associare in modo rigido l’autunno con il rimpianto, perché così facendo si corre il rischio di guardare solo indietro. L’autunno è anche la stagione in cui si raccoglie, pertanto dobbiamo avere il coraggio di guardare avanti e prepararci a riseminare ciò che abbiamo raccolto.

Seconda domanda “ Come sta vivendo la nostra Parrocchia  il progressivo aprirsi alla dimensione di Comunità Pastorale?”

Non in modo positivo, a distanza di diversi anni dal suo nascere ancora oggi vengono poste domanda come “ Cos’è  questa Comunità pastorale? Quali i vantaggi?  Perché questo continuo cambio di sacerdoti?”.                                                                                                                                                       In molti sono convinti che il problema della carenza di nuove ordinazioni sacerdotali non esista asserendo che tanto a Seveso ogni parrocchia ha il suo sacerdote e anche qualcuno in più e si fa l’elenco di quelli che operano sul territorio sevesino e di quelli che ultimamente, in breve tempo, si sono succeduti. In tanti sono convinti che la costituzione della Comunità Pastorale abbia disperso e allontanato molti Cristiani dalla Chiesa.

Terza domanda  : “Quali osservazioni e proposte per il futuro?”                                                                                Emerge la necessità di una figura stabile, disponibile che ci accompagni nella crescita cristiana, che ci guidi, ci appoggi, che sia presente in mezzo alla comunità, che proponga e condivida iniziative, che ci aiuti ad organizzare in oratorio attività interessanti e coinvolgenti sia per i ragazzi che per i genitori.

 

Maria Luisa Cattaneo per la Parrocchia San Pietro Martire presenta la seguente relazione:

Presenti: Ballabio Paola, Gianni Carla e i membri del CPCP Cattaneo Maria Luisa, Ghirardi Emilia, Manuele Sabrina, Pozzoli  Alessandro, Squarcia Anna

  • In Parrocchia la speranza è nel vedere l’entusiasmo dei ragazzi se sono opportunamente coinvolti in iniziative ed esperienze di fede cristiana.                                                                                                             Ci sono “germogli” da coltivare, semi da gettare (OPT), gruppi da rivitalizzare.                                            Necessità di rinnovare il Consiglio dell’Oratorio.
  • Difficile l’apertura alla dimensione della comunità pastorale.                                                                     Viene a mancare pian piano anche il senso di appartenenza a una comunità, a causa della dispersione (molti vanno a Messa in altre Parrocchie), della mancanza di coordinamento fra vari gruppi che lavorano in parrocchia, di un progetto unitario e stabile ognuno fa da sé, se vede una necessità, se ne ha voglia, se ha un obiettivo da raggiungere).                                                                   Difficoltà ad avvicinare le nuove famiglie.
  • Si propone di creare un rapporto più intenso e più aperto tra parrocchia e scuola parrocchiale.                                                                                                                                                                                          Si propone inoltre di completare, nel Piano Pastorale della comunità, la storia della Parrocchia di San Pietro (l’arrivo delle Madri Canossiane, la nascita della scuola parrocchiale e la sua crescita).

 E’ lo stesso De Toni a dire che, alla consulta della Parrocchia dei Santi Protaso e Gervaso erano presenti: lui, Giulia Monti, Paola Monti, Nicolò Lanzani, Giuseppe Lecchi e Francesco Cazzaniga.                 Ferruccio afferma inoltre che nel corso della discussione è prevalsa una visione di una coda dell’inverno associata a un inizio di primavera.                                                                                                                                   In alcuni ambiti (quello sportivo e dell’oratorio per esempio) è evidente un po’ più di vivacità e fervore, nonostante la carenza di pastorale giovanile.                                                                                                                         Per quanto riguarda la dimensione della Comunità Pastorale sono emersi due distinti pareri: quello di chi vede il cambiamento come un passaggio complesso e faticoso e quello di chi sostiene che il passaggio avrebbe dovuto essere più radicale (società sportive).                                                                                                                                               Per le proposte avanzate per il futuro, Ferruccio sostiene che, pur consapevoli che la forma per fare pastorale giovanile si debba adeguare ai tempi, è fondamentale che l’Oratorio Paolo VI , risistemato e adeguatamente strutturato diventi il fulcro vitale e funzionale della comunità.

A questo punto viene data ai presenti la possibilità  di esprimere ulteriori pareri.

“Cosa ci portiamo a casa questa sera?”. Questa è la domanda che Emilia Ghirardi ha riportato essere nata nel suo gruppo alla fine della consulta e alla quale non hanno saputo dare una vera risposta. Si lamenta anche del fatto che la consulta, unico momento nell’arco dell’anno per poter affrontare i problemi di ogni singola parrocchia, non abbia avuto il risultato sperato proprio perché la traccia così pensata è stata ritenuta troppo generica

Michele Simonetti, dopo aver ringraziato i rappresentanti delle commissioni che nel CPCP del 22 marzo hanno presentato le attività pastorali trasversali e condivise, asserisce che è necessario coinvolgere in prima persona la gente per poterla far venire fuori da quello che è stato definito “gelido inverno”, gli ambiti in cui operare sono tanti. Si dichiara favorevole a tutto ciò che viene fatto nella pastorale d’insieme, ma reputa importante costruire e sperimentare qualcosa all’interno della propria parrocchia o oratorio per poterlo poi proporlo agli altri.

Don Massimiliano dice che il problema non è dato dal fare le iniziative insieme o di spostare i ragazzi da un oratorio all’altro, ma bisogna guardare alla qualità delle proposte e, a fronte delle tante, troppe iniziative, è necessario sapere che figura di cristiano ci sta dietro, che figura di cristiano vogliamo costruire. E’ necessaria un’attenta riflessione su quelli che sono i valori delle persone che sono state toccate da Gesù Risorto.

Maria Cerliani e Giovanni Traina condividono pienamente quanto esposto da Don Massimiliano e sostengono che tutte le iniziative devono essere supportate da una siffatta riflessione, Giancarlo Alfonsetti aggiunge che ogni nostra azione pastorale deve partire dalla preghiera.

E a proposito della preghiera, don Carlo dice che, là dove c’è una festa patronale nelle nostre quattro parrocchie, sta facendo di tutto per dare la possibilità a chi ha una responsabilità educativa – sportiva o quant’altro, di avere un breve momento di silenzio (10/15 minuti) in cui portare a Gesù i nomi e i volti delle persone loro affidate.                            Interessante e bello è stato l’aver visto, in occasione della festa di San Giovanni Bosco, i catechisti della nostra Comunità pregare ciascuno per i propri ragazzi davanti alla statua del Santo.                                                                                                                                  Don Carlo sostiene inoltre che tutte le nostre strutture, con le tante loro criticità a livello giuridico, burocratico, organizzativo, hanno un solo scopo: annunciare il nome di Gesù, se così non è, possiamo anche farne a meno. Ricorda anche che noi siamo qui per obbedienza ad un mandato pastorale e non possiamo contrappore l’ordito alla trama con il rischio di mandare in fumo ogni cosa. Se fossimo qui con il desiderio di rivendicare un po’ più di ordito o un po’ più trama, dimettiamoci e ricominciamo tutto daccapo.                                   E’ necessario pensare, organizzare e proporre bene le iniziative, solo così potranno essere accettate.                                                                                                                                  Poi, alla richiesta di Giorgio Riva di creare un calendario di programmazione delle attività pastorali finalizzato a valutare l’equilibrio delle proposte e il percorso pastorale nel suo insieme, Don Carlo assicura che farà di tutto per avere a metà giugno una bozza di calendario da presentare già a settembre.                                                                                                                     Ferruccio De Toni è certo che la Comunità Pastorale è un’esperienza che ci portiamo dentro, anche se per certi versi è faticoso perché ci viene chiesto di spogliarci un po’ delle nostre abitudini consolidate, di spogliarci di tutto ciò che non è essenziale e, troppo presi da quello che facciamo, spesso dimentichiamo qual è l’obiettivo primario del nostro fare.           E’ necessario cercare le ragioni che stanno alla base del nostro agire, metterle in gioco, discuterne, modificarle, farle evolvere se si vuole ottenere buoni frutti.                                                Evidenzia il fatto che, in questi anni di esperienza da lui vissuti nel CPCP, alle serate più o meno burrascose si sono succedute serate belle, arricchenti con l’incontro di persone che hanno saputo portare contributi utili;  sollecita tutti noi a superare le dimensioni affettive verso i sacerdoti e a portare avanti il nostro percorso indipendentemente dalla figura sacerdotale che ci viene assegnata.

Michele Simonetti riferendosi alla relazione presentata per la Parrocchia di Altopiano là dove si legge “… alcune abitudini, alcune pratiche, alcuni atteggiamenti che abbiamo ritenuto positivi, arricchenti sono difficili da abbandonare a favore di altri che ci sono proposti…..”, sostiene che non vanno abbandonati ma, semmai, integrati e ritiene indispensabile la presenza della figura di riferimento per una vera crescita della comunità.

Don Carlo sottolinea che la nostra Comunità Pastorale fin dal suo nascere ha presentato delle criticità poiché è stata pensata con un parroco per quattro parrocchie, due vicari parrocchiali, un sacerdote residente che celebra solo la Messa. La mancanza di un vicario per la Parrocchia Santi Gervaso e Protaso ne aggrava ancor di più la situazione.                      

Viviana Pontiggia, convinta che anche la comunicazione ha il suo valore, chiede di non calare dall’alto decisioni e scelte, la stessa Diocesi deve fare lo sforzo di una comunicazione chiara e diretta. Ritiene la pubblicazione di un “bollettino” della Comunità Pastorale uno strumento molto utile per far conoscere la realtà delle quattro parrocchie e capace di coinvolgere le persone alle iniziative che si mettono in campo.

Maria Cerliani si mostra un po’ amareggiata da ciò che è emerso nelle consulte a proposito della Comunità Pastorale e afferma che personalmente credeva fin dal primo momento in questa comunità e la riteneva l’unica cosa capace di aiutare tutti a crescere, ma così non è stato. Abbiamo assistito a diversi “scivoloni”, ci siamo trovati davanti  a tante difficoltà, strada facendo abbiamo perso tanti pezzetti, abbiamo dovuto superare dure prove. Ancora oggi, a distanza di otto anni, non siamo ancora veramente partiti come comunità, molto è dipeso senz’altro dai continui cambiamenti dei sacerdoti e dal poco entusiasmo da essi mostrato. Se i pastori non sono i primi a darci l’esempio, se non sono trascinatori, noi laici facciamo fatica.                                                                                              Maria conclude il suo intervento dicendo: “ Io sono una persona che di fronte alla novità non si tira indietro, il passato ci deve aiutare a vivere bene il presente e il futuro, portiamo allora all’esterno l’entusiasmo e incominciamo a dare spessore a ciò che facciamo.”

 

IV PUNTO ODG LETTERA DEL VICARIO GENERALE A CONCLUSIONE DELLA VISITA PASTORALE.

Si legge la lettera del Vicario Generale, Monsignor Mario Delpini, indirizzata ai fedeli della Comunità San Pietro da Verona a conclusione della Visita Pastorale. Nella lettera sono sottolineate alcune priorità da condividere.                                                                                                 I membri del CPCP pongono attenzione soprattutto a queste priorità:

ü  Cura per la celebrazione della Messa domenicale che deve essere un appuntamento desiderato, preparato, celebrato con gioia e dignità: è necessario che ci sia un gruppo liturgico che anima la liturgia, un’educazione al canto liturgico, una formazione dei ministrandi e di tutti coloro che prestano un servizio nella celebrazione

ü  Favorire la preghiera feriale, promuovendo la partecipazione alla Messa, la preghiera della liturgia delle ore, l’adorazione eucaristica, la preghiera del Rosario

Alcuni esprimono pensieri, riportano vissuti personali, avanzano proposte.                                              In particolare Emilia Ghirardi dice di essere contenta che nella lettera si raccomanda di favorire  anche l’adorazione eucaristica.                                                                                         Questo momento, vissuto il sabato pomeriggio, ha costituito uno dei pilastri del Progetto Pastorale della Parrocchia San Pietro, ma dopo diversi anni e per l’avvicendarsi dei sacerdoti è stato soppresso, a nulla sono valse le insistenti richieste avanzate.                                   Ora Emilia ne propone la reintroduzione in ogni parrocchia almeno per tutto il sabato della settimana eucaristica che ogni anno si tiene nella nostra Comunità.  

V PUNTO ODG: PROSSIMI APPUNTAMENTI

I prossimi appuntamenti sono previsti per mercoledì 21 giugno per affrontare l’argomento sport nelle quattro parrocchie e i rapporti con le società sportive e sabato 9 settembre per una mattinata di convivenza e possibilità di pranzare insieme.

A proposito di sport Piermario Galliani ha voluto raccontare a quanto di negativo ha assistito nel corso di due distinte partite di calcio disputate da una squadra di un oratorio e da una squadra di un’altra società. Nella prima partita alla squadra dell’oratorio veniva inculcato l’agonismo all’ennesima potenza, nella seconda partita ha visto giocatori della squadra dell’oratorio piangere perché  i genitori litigavano accusandosi a vicenda delle negative prestazioni calcistiche dell’uno o dell’altro ragazzino.                                  Piermario si augura di non vedere siffatti episodi ripetersi sui campi dei nostri oratori.

VI PUNTO ODG: VARIE ED EVENTUALI

  • Don Carlo informa che la discussione delle scuole parrocchiali slitta a data da destinarsi poiché, su indicazioni dell’Ufficio dell’Avvocatura della Curia, si sta cercando di trovare la strategia migliore per risanare economicamente la parte più debole, che a oggi risulta essere la Scuola Primaria di San Pietro.
  • Orari estivi delle  Messe dal  12 giugno al 30 agosto:                                                       Santi Gervaso e Protaso verranno sospese le Messe del mattino delle ore 8.00, tranne il mercoledì che continuerà ad essere alle ore 9.00 (solo il mercoledì verrà sospesa la Messa delle ore 18.00).

San Pietro: verranno sospese le Messe feriali, durante le cinque settimane di assenza di Don Eugenio.

Beata Vergine immacolata Baruccana: verranno sospese le Messe del mattino di giovedì e di sabato alle ore 8.30 e si terrà la Liturgia della Parola.                                               La domenica le Messe saranno celebrate alle ore 9.00 – 11.00 – 18.00.

San Carlo  - Altopiano: gli orari rimangono invariati.

  • Infine Don Carlo rende noto che è pervenuta dalla Curia la risposta per la ristrutturazione dell’oratorio Paolo VI e risulta essere interessante in alcune sue parti e negativa in altre.

Esaurito l’ordine del giorno, la seduta termina alle ore 22. 45

 

               La Segretaria                                                         Il Presidente

     Pellegrino Rosaria Maria                                            Pirotta Don Carlo.

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