I VERBALI del Consiglio Pastorale

VERBALE N°14 CONSIGLIO PASTORALE DELLA COMUNITA’

SAN PIETRO DA VERONA SEVESO

2015 / 2019

 

Assenti giustificati: Galliani Piermario, Ghirardi Emilia, Giussani Renata, Pelizzoni Stefano, Don Penna Eugenio, Rusconi Luciano, Simonetti Michele, Don Donato Vicini.

Altri assenti: Baio Laura, Bianchi Giorgio, Celora Nicola, Manzoni CesaMonti Giulia,

 

Dopo la pausa estiva, presso la Parrocchia San Carlo di Seveso Altopiano, si è tenuto l’incontro odierno, suddiviso in tre momenti:

  • Preghiera iniziale
  • Discussione o.d.g.
  • Pranzo insieme

Il primo momento ci ha visti riuniti nella chiesa parrocchiale San Carlo, dove abbiamo salutato il Signore e ascoltato il brano evangelico Lc 9,18-22 della terza domenica dopo il martirio del Precursore e siamo stati sollecitati a lasciarci interpellare dalla domanda che Gesù pone ai suoi discepoli: “Ma voi chi dite che io sia?”.                                                                              A Maria, madre di Cristo e madre nostra, abbiamo rivolto la nostra preghiera.

Quindi, nella sala accanto al bar dell’oratorio, abbiamo esaminato gli altri punti all’o.d.g.

I PUNTO ODG: LO STILE DEL CONSIGLIARE

Questo tema è stato affrontato da don Andrea, nuovo rettore del Santuario di San Pietro Martire, che, prendendo spunto dalla Lectio divina di Carlo Maria Martini al Consiglio pastorale diocesano  a Triuggio, il 4/ 6 / 2000, ci ha fornito preziose indicazioni su come lavorare in seno al Consiglio Pastorale.

Di seguito si riporta la LECTIO DIVINA e il PASSO DEL SIRACIDE 37, 7 – 15

I "consiglieri" nel libro del Siracide

Mi è stato suggerito, come tema, un testo del libro del Siracide, testo molto bello e che può valere anche per i membri del prossimo Consiglio. Nella Bibbia di Gerusalemme è intitolato: I consiglieri, ed è parte del c.37 del Siracide.

Ogni consigliere suggerisce consigli, ma c'è chi consiglia a proprio vantaggio. Guardati da un consigliere, informati quali siano le sue necessità -egli nel consigliare penserà al suo interesse- perché non getti la sorte su di te e dica: 'La tua via è buona', poi si terrà in disparte per vedere quanto ti accadrà. 10Non consigliarti con chi ti guarda di sbieco, nascondi la tua intenzione a quanti ti invidiano. Non consigliarti con una donna sulla sua rivale, con un pauroso sulla guerra, con un mercante sul commercio, con un compratore sulla vendita, con un invidioso sulla riconoscenza, con uno spietato sulla bontà di cuore, con un pigro su un'iniziativa qualsiasi, con un mercenario annuale sul raccolto, con uno schiavo pigro su un gran lavoro; non dipendere da costoro per nessun consiglio. Invece frequenta spesso un uomo pio, che tu conosci come osservante dei comandamenti e la cui anima è come la tua anima; se tu inciampi, saprà compatirti. Segui il consiglio del tuo cuore, perché nessuno ti sarà più fedele di lui. La coscienza di un uomo talvolta suole avvertire meglio di sette sentinelle collocate in alto per spiare. Al di sopra di tutto questo prega l'Altissimo perché guidi la tua condotta secondo verità (Sir 37,7-15).

Il nostro testo è divisibile in cinque parti che commenterò una per una.

 1. La prima parte -vv.7-9- sottolinea il problema nodale.

"Ogni consigliere suggerisce consigli, ma c'è chi consiglia a proprio vantaggio". […]

Ciò che viene a galla è appunto il problema del consigliare, o meglio l'insidia più profonda: chi mi consiglia lo fa in funzione dei suoi interessi? è una persona davvero libera interiormente? L'applicazione di questa semplice massima è molto ampia: nella vita amministrativa, sociale e politica occorre guardarsi da chi ha interessi propri da sostenere e da promuovere, interessi che distolgono dal ben consigliare e dal decidere bene. È un'ammonizione, un caveat che sarà valido in tutti i tempi.

Leggo inoltre nei vv.8-9 il problema dell'irresponsabilità, atteggiamento forse più comune nel consigliere ecclesiastico: 'La tua via è buona, va bene, vai avanti con coraggio', ma poi si tiene in disparte per vedere quanto ti accadrà. Chi consiglia così fa finta di consigliare, non ha il senso della corresponsabilità. Ricordo un proverbio inglese molto saggio che recita: Dammi dei buoni consigli e insieme il tuo aiuto economico, così che tu non abbia a rischiare solo sulla mia pelle! Chi consiglia senza assumersi poi la responsabilità di gestione, parla da ottimista, da sognatore, spinge l'altro a buttarsi in avventure pericolose da cui lui sta lontano.

2. Dopo aver esposto i due nodi del consigliare -libertà e responsabilità- viene dato, come sempre nei libri sapienziali, un elenco e, nel nostro caso, un elenco di consiglieri sbagliati. È la seconda parte del testo, vv.10-11.

Sono sconsigliati anzitutto i consiglieri incapaci di dominare le emozioni e che, addirittura, non ti vedono di buon occhio (chi ti guarda di sbieco, chi ti invidia); hanno infatti interessi acquisiti di ordine negativo, non vantaggi da ottenere, ma piccole vendette da perpetrare. Meglio quindi non affidarsi a loro.[…]

A questo punto ci domandiamo: esiste il consiglio? di chi dobbiamo fidarci? con chi possiamo consigliarci?

 3. Risponde la parte costruttiva -dopo quella destruens, distruttiva e critica-, che pero non e esente da sorprese.

"Invece frequenta spesso un uomo pio, che tu conosci come osservante dei comandamenti e la cui anima e come la tua anima; se tu inciampi, saprà compatirti" (v. 12).

In questo solo versetto sono contenute le quattro caratteristiche del consigliere giusto. Esiste il consigliere giusto, possiamo trovarlo e dobbiamo avere fiducia in lui: e un uomo pio, che teme il Signore e non pensa di essere l'unico padrone dell'esistenza propria e altrui; osserva i comandamenti, perché e educato all'autodisciplina, all'onesta, al rispetto delle persone e delle cose altrui. Due caratteristiche che riguardano il consigliere nella sua vita religiosa ed etica. Le altre due concernono il rapporto del consigliere con te: la cui anima è come la tua anima, ti stima, sente profondamente quali sono i tuoi intenti, e libero, serio e ti capisce; se inciampi, saprà compatirti, non ti manda allo sbaraglio per poi dirti: io non ne ho colpa, la scelta e tua, ma se inciampi ti sarà vicino, ti sosterrà, non ti abbandonerà.

In altre occasioni avevo espresso i modi, le ragioni e le motivazioni del consigliare partendo dalla Scrittura e riferendomi anche al dono del consiglio così come ne parla san Tommaso. Oggi, seguendo il testo del Siracide, vorrei sottolineare che consigliare bene e difficile e che richiede una certa vita interiore, una spiritualità, una affinità con le intenzioni della Chiesa, come pure la voglia di pagare di persona (e vero che il consigliere non è responsabile delle decisioni che vengono prese e tuttavia se il suo consiglio è accolto deve sentirsi coinvolto fino in fondo nella scelta che ne deriva).

 

4. La quarta parte, vv.13-14, e la più sorprendente perché sembra riportare tutto alla propria scelta interiore. […]

Il primo monito ("segui il consiglio del tuo cuore"), letto nell'insieme del libro e nel contesto dell'intera Bibbia, non svalorizza il consiglio -come può apparire a una lettura superficiale-, ma contiene una profonda verità. Nessun consigliere ci esime dall'assumerci la nostra responsabilità e quindi guai a chi dicesse: ho agito in base a quanto mi è stato consigliato e se la scelta si è rivelata sbagliata la colpa è anche del consigliere. Chi ascolta il consiglio, soprattutto se ha la responsabilità del decidere non può far cadere su altri gli effetti negativi della propria decisione. È importante chiarire il rapporto tra consiglio e deliberazione: il consiglio accompagna la deliberazione, qualunque essa sia (ecclesiale, sociale, civile), fino all'ultimo, e però la deliberazione deve essere assunta con piena responsabilità, da colui che ha il compito di decidere, seguendo il consiglio del cuore. Seguire il consiglio del cuore significa discendere in profondità per ascoltare lo Spirito che parla in noi, e non un generico andare dove ti porta il cuore. Consigliere ultimo non può non essere lo Spirito che permette di fare la sintesi di quanto si è recepito dai consiglieri.

Molto bella l'immagine che spiega il monito: "La coscienza di un uomo talora suole avvertire meglio di sette sentinelle collocate in alto per spiare". A dire: quando siamo coinvolti in una decisione molto importante, che comporta gravi conseguenze, si risvegliano in noi delle antenne che ci fanno cogliere bene non solo quanto dobbiamo decidere per conto nostro, ma pure come dobbiamo lasciarci illuminare e come dobbiamo vagliare i consigli.

Il testo del Siracide non descrive un processo rigorosamente democratico (quello proprio di un Parlamento o di una Società per azioni); descrive piuttosto il modello di una responsabilità partecipata secondo gradi diversi. È il modello appunto di certi organismi ecclesiali (Consiglio presbiterale, Consiglio pastorale diocesano, decanale, parrocchiale, in qualche maniera lo stesso Sinodo dei Vescovi e ultimamente persino il Concilio ecumenico).

La Chiesa, come corpo di Cristo, ha una struttura nella quale le membra tutte collaborano al bene dell'insieme, ma hanno funzioni e responsabilità diverse; il capo è Cristo e quindi la decisione ultima è sempre sua.

 

5. Che la decisione ultima sia sempre del Signore è espresso nella quinta e ultima parte, al v.15: "Al di sopra di tutto questo prega l'Altissimo perché guidi la tua condotta secondo verità". Nel regno di Dio è Dio che ci conduce; noi ci sforziamo di capire la sua volontà passando per gradi diversi di riflessione, e tuttavia ogni decisione alla fine va riportata e affidata a Lui che è il nostro Pastore e ci guida nei pascoli della verità. […]

 Vorrei, in conclusione, trarre due conseguenze per noi.

1. Interroghiamoci sulla nostra libertà di cuore, chiediamoci se davvero nel dare consiglio o nel prendere una decisione abbiamo o non abbiamo degli interessi personali da sostenere.

2. Rendiamoci sensibili ai suggerimenti dello Spirito santo che è dentro di noi. Nei Consigli della Chiesa (presbiterale e pastorale diocesano, decanale, parrocchiale) non dovrebbero esserci movimenti di opinione per cui ci si accoda semplicemente -diciamo ciò che dicono gli altri-. È importante che ciascuno, dopo aver ascoltato gli altri, si domandi: che cosa responsabilmente mi sento di dire?

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Aggiungerei alcune indicazioni pratiche:

• Cerco di ascoltare veramente (contro il “so già cosa dirà…”)

• “Mai” e “sempre” sono spesso avverbi falsi

• Per costruire comunione, evito tutti i “ma” e i “però”, posso invece dire “vorrei aggiungere a quanto dici che…”

• Fare domande aiuta a superare un momento di tensione...

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Ai presenti, poi, vengono distribuite alcune fotocopie sulle quali sono riportate le attenzioni che la Diocesi consiglia di avere per uno svolgimento ordinato e fecondo delle sessioni del Consiglio Pastorale.

Don Carlo invita a leggerle a casa con tranquillità ed eventualmente presentare delle mozioni alla prossima riunione.

All’interessante riflessione del Cardinale Martini, riportata e arricchita dall’esperienza di Don Andrea, fanno seguito alcuni interventi dei consiglieri.

PELLEGRINO ROSARIA, riflettendo sull’affermazione “Si è sempre fatto così”, sostiene che è vero che si deve essere disponibili ai cambiamenti, accettarli, migliorarli, ma è anche vero che non si può rinnegare il passato, perché è sul passato che si fonde la nostra fede.

DON CARLO risponde che occorre però avere la capacità di leggere ciò che è abitudine, ciò che è tradizione e che porta la ricchezza del passato; le abitudini non sempre sono da buttar via perché sono il fondamento delle virtù.                                                                                          Non è detto che tutte le abitudini siano buone, alcune potrebbero essere abitudini a fare cose che buone non sono e quindi diventano vizi.                                                                                                                                                            E’ necessario avere la capacità di discernere ciò che di buono viene dal passato, ma se                       il contesto storico - culturale ci chiede di compiere un passo in avanti, non possiamo restare legati al passato.

DE TONI FERRUCCIO ritiene importante iniziare questo nuovo anno pastorale sentendosi dire qual è lo stile che dobbiamo avere in seno al CP, ciò ci potrà aiutare a capire qual è il nostro ruolo. Facciamo, dunque, tesoro di quello che Don Andrea ci ha comunicato e impegniamoci a metterlo in pratica nel momento in cui interveniamo nelle discussioni, senza dimenticare che l’intervento deve essere contenuto nel tempo, deve esprimere quello che ciascuno di noi vuole portare come contributo di idee. Tutto questo ci consentirà di rendere più proficui i nostri incontri di lavoro.

DON CARLO precisa di aver ereditato al suo arrivo a Seveso un CP pieno di sospetti e di paure; molto faticoso è stato presiedere le diverse sedute, ma, col passare del tempo, questo clima è nettamente migliorato perché è cresciuta la stima tra noi.

TRAINA GIOVANNI conferma quanto detto da Don Carlo e specifica che personalmente fa parte del CP in nome di quell’amicizia instauratasi con Don Donato e prima ancora con gli altri sacerdoti che lo hanno preceduto e con gli amici di Altopiano. Ritiene che in un rapporto di stima e di fiducia si riesce a intervenire in modo non formale ma umano, e conclude dicendo: “Tanto più tra noi cresce la stima, tanto più ci sarà un rapporto di amicizia e di condivisione” -

Alle ore 10:47, non essendoci altri interventi su questo tema, Don Andrea lascia la seduta con l’augurio di un proficuo lavoro.

 

II PUNTO ODG: LETTERA DELL’ARCIVESCOVO

L’Arcivescovo ci chiede di ripartire proprio dalla Lettera Pastorale per lavorare, tenendo in considerazione le indicazioni che in essa emergono: quelle generali per tutta la Diocesi e quelle locali, scelte da noi.

Sono tre i punti proposti:

  • Il legame con l’Eucarestia
  • La capacità di riconoscere la vita come grazia e come vocazione
  • Il tema della missionarietà.

Questi tre punti, afferma Don Carlo, devono essere come l’orizzonte all’interno del quale svolgeremo i nostri lavori, e precisa che il passo che noi abbiamo voluto compiere è quello della realizzazione del Progetto OPT.

Comunica che i quattro responsabili del percorso OPT hanno stabilito che per il nuovo anno pastorale le visite alle famiglie saranno effettuate nel periodo d’Avvento 2017 e nel tempo Pasquale 2018 e rassicura dicendo che la copertura totale del territorio va costruita con pazienza, senza fretta, senza forzature; si deve cercare di ricostruire una mappa del territorio in cui vedere dove sono presenti persone che già operano in parrocchia in modo da individuare in una determinata via, in un determinato quartiere, figure di riferimento che facciano da trait d’union tra la parrocchia e il territorio.

Rosaria Pellegrino, OPT per il terzo anno consecutivo, ritiene necessario far capire anche a coloro che si dicono cristiani praticanti e che sono molto vicini alla Chiesa che coloro che si sono resi disponibili per il servizio di OPT sono persone da aiutare, consigliare, affiancare e non persone da rifiutare e da osteggiare.

Don Carlo risponde che non dovrebbe essere così e si prefigge di affrontare questo tema  con l’articolo di fondo a cura del parroco che sarà pubblicato nel prossimo bollettino parrocchiale di novembre.

Maria Cerliani asserisce che non sa come aiutare gli OPT, il cui servizio, se colto nel modo corretto è un servizio positivo; conferma il fatto che tante persone più sono vicine alla Chiesa, tanto più non condividono alcune scelte, mentre persone lontane si mostrano disponibili e apprezzano il fatto che gli OPT dedicano parte del loro tempo al bene della comunità. Secondo il suo parere solo il tempo, le giuste modalità, il superamento di alcuni pregiudizi, l’apertura mentale nei confronti dell’innovazione, la crescita della stima potranno rendere lodevole il servizio degli OPT, così come lo è il servizio dei catechisti, il servizio dei chierichetti, dei volontari del bar e di tanti altri.

Giovanni Traina spiega che motivi ben precisi lo hanno spinto a visitare le famiglie che abitano nella stessa sua via, uno dei quali è stato quello d’instaurare un dialogo con conoscenti che è facile incontrare spesso. E’ accaduto però, che alcune persone per paura di chi bussa alla porta per farsi aprire adducendo motivi non ben chiari, hanno avuto difficoltà ad accettare la visita. E’ necessario pian piano far capire l’utilità di questa attività pastorale che si sta instaurando nella nostra comunità; sono necessarie maggiori informazioni e maggiore conoscenza delle persone che si prestano a svolgere questa servizio.

Secondo Ferruccio De Toni i passi da compiere sono ancora tanti e faticosi. Le modalità devono essere variegate secondo le situazioni che s’incontrano. Senz’altro c’è più apertura e capacità d’accoglienza da parte di coloro che frequentano meno la Chiesa, forse perché qui incontrano quel contatto umano di cui hanno bisogno.

Alla domanda di Serena Besana se la visita è stata precedentemente programmata, Rosaria Pellegrino risponde affermativamente, spiegando che una decina di giorni prima viene recapitata ad ogni famiglia che sarà visitata una lettera per comunicare giorno, ora, nome e cognome degli OPT che effettueranno la visita. Nonostante ciò, la diffidenza ad aprire la porta è abbastanza diffusa. Aggiunge di aver vissuto per ben due anni questa esperienza in modo positivo, tant’è che è pronta a ripeterla anche quest’anno Questa positività l’ha condivisa con tutta la comunità tramite articoli pubblicati sul bollettino parrocchiale “QUI ALTOPIANO”

Si sospende la seduta per dieci minuti di pausa e si riprende alle ore 11:00 affrontando il successivo punto.

III PUNTO ODG: CALENDARIO ANNO PASTORALE 2017 / 2018

Ogni consigliere riceve copia del calendario del nuovo anno pastorale (ALLEGATO N° 1) in cui sono riportate tutte le attività programmate a livello comunitario e parrocchiale e le date delle sedute di tutti i CPCP:

ü   16 settembre 2017, odg odierno

ü  7 novembre 2017, Progetto di Pastorale familiare

ü  16 gennaio 2018, Incontro zonale CPCP zona V a Meda

ü  7 marzo 2018, Progetto Scuole Parrocchiali

ü  17 aprile 2018, Approvazione rendiconti e budget preventivi

ü  6 giugno 2018, Progetto Pastorale giovanile

ü  11 luglio 2018, Verifica dell’anno e impostazione anno pastorale 2018 / 2019

 

V PUNTO ODG: COMUNITA’ EDUCANTE

Don Carlo comunica di avere programmato

A)   4 incontri di preghiera e intercessione per la Comunità educante

  • 4 novembre: San Carlo ad Altopiano
  • 15 novembre: dedicazione della chiesa di San Clemente a Baruccana
  • 31 gennaio: San Giovanni Bosco a San Pietro
  • 30 maggio: Beato Paolo VI a Seveso Centro

  

B)   4 incontri per le commissioni

  • 22 settembre a Baruccana
  • 5 dicembre a Seveso Centro
  • 13 marzo ad Altopiano
  • 12 giugno a San Pietro

Le commissioni saranno convocate da

ü  Don Massimiliano: commissione Sport

ü  Don Donato:           commissione Comunicazione

ü  Maria Roggiani:      commissione Iniziazione Cristiana

ü  Paola Monti:            commissione Itinerario Battesimale

ü  Cesare Manzoni:     commissione animatori gruppi di ascolto

ü  Giancarlo Alfonsetti: commissione Caritas

ü  Serena Besana:        commissione Famiglia

 

VI PUNTO ODG: ORARI SANTE MESSE

Con il desiderio di portare miglioramenti nella vita della Comunità che pone al centro la Celebrazione Eucaristica, Don Carlo avvisa che, insieme alla Diaconia e sentito il parere del Consiglio Pastorale, si procederà a modificare alcuni orari delle Sante Messe:

  • Poiché lo svolgimento di alcune attività, come catechesi o incontri, tra le due Celebrazioni della domenica mattina ha portato benefici nelle parrocchie dove in questi anni è stato possibile farle, si vuole creare questa possibilità anche nella parrocchia Beata Vergine Immacolata posticipando la Celebrazione Eucaristica dalle ore 11:00 alle ore11:15.
  • Per essere più vicini agli anziani che vivono nel centro di Baruccana, la messa domenicale delle ore 8:00 non sarà più celebrata nella chiesa Parrocchiale di San Clemente ma nella chiesa sussidiaria della Beata Vergine Immacolata di via Trento e Trieste.
  • La presenza di Don Eugenio nei pressi della casa parrocchiale di Seveso consente la reintroduzione della Celebrazione tutti i lunedì mattina alle ore 8:00 nella Parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso.
  • Nella Parrocchia di San Pietro Martire gli orari e i cambiamenti saranno fatti in armonia con le Celebrazioni in Santuario, in accordo con il nuovo rettore don Andrea. Nei giorni feriali in Santuario la Messa sarà celebrata al mattino alle ore 7:15, mentre in parrocchia sarà celebrata la sera alle ore 18:30. Domenica e nei giorni festivi l’Eucarestia sarà celebrata alle ore 8.00 in parrocchia, alle ore 9.30 in Santuario e alle ore 11: 00 in parrocchia.
  • Nella parrocchia San Carlo in Seveso Altopiano tutto resta immutato.

L’assemblea all’unanimità si dichiara favorevole ai suddetti mutamenti.

VIII PUNTO ODG: VARIE ED EVENTUALI

Don Carlo informa che:

1)    sta lavorando sul tema delle scuole e sulla loro situazione economica avvalendosi dall’ aiuto della Fondazione “Servire la Famiglia”, indicata dall’Ufficio dell’Avvocatura della Curia come consulente esterna.

2)    avrà un incontro in Curia il due ottobre perché è stata avanzata l’ipotesi di avere nella chiesa dei Santi Gervaso e Protaso e nella chiesa Beata Vergine Immacolata dei cinerari, in conseguenza al fatto che le ceneri dei morti non si possono tenere in casa ma vanno custodite in un luogo consacrato.

 

Ferruccio De Toni, quale rappresentante anche del Consiglio degli Affari Economici della Comunità, manifesta la sua preoccupazione per quanto riguarda la precarietà dell’equilibrio di bilancio della Scuola di San Pietro. Don Carlo garantisce che si sta approfondendo il discorso su questo problema, ma sarà la Curia ad indicare il percorso da fare.

 

Don Massimiliano informa che per sabato 23 settembre e domenica 24 è prevista la festa degli oratori delle quattro parrocchie.

Il tema è “VEDRAI CHE BELLO!”. Sabato tutti i ragazzi con le biciclette si troveranno al Parco delle Querce. Ciascun oratorio mostrerà qualcosa di bello agli altri oratori. Alla fine ogni oratorio inviterà gli altri a partecipare ad un evento particolare. Ciò per mettere in evidenza che ognuno ha qualcosa da offrire e condividere con l’altro. Domenica, invece, ogni parrocchia organizzerà attività varie e giochi nel proprio oratorio.

La seduta ha termine alle ore 12: 25. Segue il pranzo di condivisione nel bar dell’oratorio.

 

        La Segretaria                                                                      Il Presidente

Pellegrino Rosaria Maria                                                          Pirotta Don Carlo

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