I VERBALI del Consiglio Pastorale

 VERBALE N°18 CONSIGLIO PASTORALE DELLA COMUNITA

SAN PIETRO DA VERONA SEVESO

2015 / 2019

Il giorno 6 giugno 2018, alle ore 21, presso i locali della Casa Parrocchiale, è convocato il CP, con il seguente Odg:

1)       Saluto e approvazione verbale seduta precedente

2)       Dialogo sulla pastorale giovanile

3)       Arrivo delle “Sorelle di San Carlo”  in Comunità Pastorale

4)       Aggiornamento sulla situazione delle nostre scuole parrocchiali

5)       Varie ed eventuali

Risultano assenti….

Dopo la preghiera iniziale, don Carlo presenta suor Mary Jones e suor Vigeia, delle Sorelle di san Carlo, che assieme ad una consorella prenderanno residenza nella nostra Comunità, al fine di assistere i più poveri, i più deboli e i più piccoli, come recita il carisma della loro Congregazione. In particolare, all’inizio saranno a disposizione dell’Oratorio Paolo VI e di quello dell’Altopiano per le attività estive.

Il verbale precedente viene approvato all’unanimità.

Si passa poi a trattare l’argomento del rinnovo della Pastorale giovanile. Don Carlo istruisce la discussione alla luce della realtà esistente. La Curia non invierà un sacerdote per occuparsi degli oratori, e per questo don Carlo chiede a tutti un sano realismo: negli ultimi 5 anni si sono avvicendati 5 diversi sacerdoti, poiché tale responsabilità rappresenta un impegno totalizzante. La proposta avanzata all’arcivescovo è stata quella di tentare la strada della delega ad un gruppo che, adeguatamente formato e aggiornato, studi una nuova pastorale. L’arcivescovo ha dato l’assenso. Per questo motivo, don Carlo chiede un parere al Consiglio, allargato alla presenza di tre operatori della PG: Ruggero, Mara e Massimiliano. Dopo la lettura del testo e delle domande allegate, inviate precedentemente ai consiglieri via mail, si apre la discussione.

Filippo prende la parola raccontando la sua esperienza giovanile; loda don Carlo per la proposta e propone un gruppo per ogni realtà locale. Per la sua esperienza, l’affezione personale conta molto. Sono i giovani che devono sentirsi attratti dalla proposta, non la proposta che deve arrivare loro. Renata chiede con quali criteri verrà composta la commissione, e che lei in linea di massima è contraria a tali modalità. Il figlio presta la sua opera come educatore e registra che l’entusiasmo sta andando a scemare. Serena ritiene utile una commissione che debba studiare come arrivare ai giovani, però teme che l’assenza di un sacerdote possa risultare negativa. A suo parere la commissione deve affiancare un sacerdote, e alla domanda se questo possa essere il vicario parrocchiale, don Carlo risponde sì. Conclude affermando che la PG non può essere disgiunta da quella familiare. Francesco interviene sostenendo che probabilmente questa è l’unica strada, anche se preferirebbe la presenza di un unico responsabile. Si chiede in cosa si stia sbagliando, vista la decrescita vertiginosa dei numeri, e sottolinea che chi si dovrà occupare del progetto dovrà in primo luogo crederci. Massimiliano (educatore), interviene raccontando che l’esperienza a suo avviso è bella ma difficile. Un gruppo può elaborare una molteplicità di soluzioni, e la trova anche un’occasione di riscoperta della fede. Per Emilia ci vuole un responsabile superiore, e il gruppo dovrebbe comprendere anche ragazzi giovani. Ruggero (educatore) si dice d’accordo col raccordo con la pastorale familiare, ma sottolinea che la responsabilità diffusa può ostacolare l’iterazione. Per Mara (educatrice) è mancata una figura che tirasse le fila. Su invito di don Carlo a suggerire un’ipotesi di struttura, suggerisce un gruppo vario per età e con qualcuno che possa vantare un’esperienza professionale nel settore. Intervenendo nuovamente, Francesco sottolinea che il responsabile deve essere persona carismatica. Su invito di don Carlo, Giancarlo suggerisce la formazione di persone con passione, che tra loro vantino un legame prossimo all’amicizia. I compiti dovrebbero essere suddivisi, partendo comunque dal presupposto che ciascuno andrà aiutato, e che il momento della comunicazione è molto importante. Ferruccio la giudica una proposta innovativa, suggerendo una commissione snella, giovane e agile, che rappresenti tutte le parrocchie, con un referente unico. le principali qualità dovrebbero essere capacità relazionali e calore umano. A proposito del testo letto, sottolineo anche l’Istituto Toniolo è una fonte preziosa di indagini sui giovani. Sempre a proposito del testo, Giovanni si meraviglia che la ragazza intervistata non nomini mai Gesù.

Don Carlo, sottolineando la necessità di rivolgersi a TUTTI i giovani, e non solo a quelli che restano dopo la Cresima, sollecita una risposta anche alla quarta domanda tra quelle proposte. Filippo sottolinea la necessità di non dare ai giovani risposte precostituite, Non bisogna dare un insegnamento, ma condividere un cammino in termini di confronto. I ragazzi devono sentirsi stimati e vivere la proposta in termini di condivisione. Per don Massimiliano la parola d’ordine è FRUTTO: i giovani sono frutto della comunità. Occorre prima di tutto chiedersi perché questa comunità non dà frutto, perché la commissione (che pur ci vuole) non potrà risolvere questo problema. Nicola sottolinea che una comunità deve accogliere anche coloro che si sono persi. Molti si riavvicinano perché trovano una proposta. I giovani esigono molto, ma soprattutto che si stia con loro. Occorre dedicare loro molto tempo. Basterebbero due o tre giovani per accogliere e fare proposte. La commissione dovrebbe essere luogo di persone che fanno testimonianza. I giovani sono in grado di attrarre altri giovani.

Chiusa la discussione, il lavoro prosegue raccogliendo le indicazioni, che potranno essere anche inviate successivamente. Don Massimiliano e la Giunta (contattata da Ferruccio e Lidiana) rielaboreranno le proposte in un documento.

Don Carlo illustra poi la situazione delle scuole parrocchiali, tutte in sofferenza nel decanato. Al momento la loro gestione è affidata ai parroci, che hanno interessato l’arcivescovo sul da farsi. E’ stato proposto a mons. Delpini un progetto di finanziamento di una struttura gestionale. A breve si terrà un CP sulla pastorale scolastica. La scuola di Baruccana funziona bene; a Seveso si è individuata una coordinatrice didattica, che sarà affiancata da un consulente segnalato dalla Curia.

Per le varie ed eventuali, don Cesare riprende il discorso precedente indicando la necessità che sia la Comunità a guidare i lavori della Commissione. In quest’ottica, si sta organizzando un’esperienza di esercizi spirituali nelle quattro parrocchie, con un percorso identico per tutte. Don Carlo auspica che in tale contesto siano i frutti delle vocazioni nella Comunità a predicare. Le commissioni del 12/6 elaboreranno proposte in tal senso. Serena caldeggia tematiche dedicate a chi è alla ricerca della fede, mentre Filippo suggerisce modalità che non escludano famiglie con figli piccoli. Su richiesta di Ferruccio, si conclude illustrando le modalità degli oratori estivi, che hanno riscosso una buona presenza e disponibilità di educatori.

Non avendo altro da discutere, dopo la benedizione di don Carlo, la seduta si chiude alle 22.40.

 

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