I VERBALI del Consiglio Pastorale

VERBALE CONSIGLIO  PASTORALE STRAORDINARIO DELLA COMUNITA’ SAN PIETRO DA VERONA SEVESO

23 ottobre 2018

Alle ore 21.00, essendo presenti i membri del CPCP, i rappresentanti della Scuola San Pietro Martire, della Scuola Beata Vergine Immacolata di Baruccana Scuola Pier Giorgio Frassati, Fondazione Asilo Nido e altri Interessati, Don Carlo dà avvio alla sezione straordinaria dell’odierno CPCP con la preghiera del Gloria e asserendo che è Gesù sulla croce, risorto che può illuminare il cammino del lavoro che stiamo per intraprendere, dedicato trovare una risposta alla domanda “ HA ANCORA SENSO LA SCUOLA PARITARIA?”

E spiega che cento anni fa un grande cambiamento avvenne tra la nostra gente: le famiglie da contadine incominciarono a diventare operaie, impegnando non solo i papà ma anche le mamme, soprattutto da quando la Schwarzenberg fece incetta di tutte le donne delle nostre case.

Fu allora che le comunità cristiane si fecero carico di creare strutture adatte affinché i bambini fossero accolti, aiutati e guidati.

Nel frattempo la Costituzione Italiana ha garantito che ci potesse essere una scuola pubblica di stato e una scuola paritaria. Le famiglie che scelgono una scuola pubblica paritaria però pagano due volte l’istruzione dei loro figli; una prima volta pagando le tasse dovute allo Stato Italiano, una seconda volta scegliendo una scuola con un’impostazione educativa particolare.

Oggi, dopo cento anni, siamo qui a dover riflettere sul costo così pesante che una famiglia deve sostenere per voler scegliere una scuola paritaria.

Don Carlo conclude questa sua introduzione preannunciando che al termine degli interventi del Dottor Zaboi e del dottor Colombo, invitati questa sera per chiarire le idee ai Consiglieri e agli altri presenti su questo problema, saranno proposte tre mozioni che dovranno essere votate dal CPCP.

IL dottor Aldo Zaboi, nuovo direttore della Scuola Primaria, esordisce dicendo che la scuola paritaria San Pietro Martire ha senso di esistere

Perché ha un’identità chiara

  • Ponendo forte attenzione agli alunni.
  • Rendendosi disponibile al rinnovamento.
  • Prendendo in carico gli alunni richiedenti.
  • Puntando a un buon senso di squadra.
  • Mantenendo una dimensione familiare senza calare di livello.
  • Partecipazione attiva dei genitori.

 

 Perché sa rispondere a molte domande delle famiglie

  • Chiedendo ad esse la condivisione delle scelte educative.
  • Dialogando in maniera costante.
  • Creando un filo diretto ed efficace.
  • Sapendo che viene esercitato un controllo.
  • Con insegnanti e Direttore pronti ad intervenire in caso di necessità.
  • Mettendo davanti un referente ideale e non figurativo.

 Perché ha una fisionomia didattica efficace

  • Ponendo attenzione alle persone.
  • Adattando la didattica alle necessità del singolo.
  • Facendo fare molte “esperienze” agli alunni curando la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti.
  • Mantenendo uno “strabismo” tra innovazioni.

 

 

  • Perché ha un legame con la Parrocchia
  • Incentivando legami con Oratorio e Parrocchia.
  • Proponendo valori cristiani condivisi.
  • Curando itinerari accurati di vita cristiana.
  • Praticando una vera esperienza di Chiesa.
  • Sentendosi emanazione educativa della Chiesa.

 Perché investe sul personale

  • Attuando una selezione accurata.
  • Cercando figure solide.
  • Chiedendo al Personale di essere figure appassionate e significative.
  • Incentivando la buona circolazione di idee.
  • Riuscendo ad avere una buona fidelizzazione.
  • Stimolando la presa in carica delle persone.

 Perché (R) esiste nonostante le criticità

  • Sussistono nonostante la cronica mancanza di fondi
  • Pur avendo un respiro “asmatico” per i numeri bassi

 

 Riflessioni conclusive (ma non esclusive!)

  • La scuola è un investimento per tutti.
  • E’ sicuramente un costo.
  • Non permette le indecisioni.
  • Chiede respiri lunghi uniti a sguardi chirurgici.
  • Occorre crederci e mostrarne i fatti
  • Per gli alunni è un’esperienza forte che chiede fatiche, rinunce alle famiglie, al personale scolastico e alle parrocchie
  • Però c’è il contributo alla crescita umana e cristiana.
  • E questo non è poco.

 

Dopo le esaurienti risposte date da dottor Zaboi, interviene il dottor Roberto Colombo, commercialista, membro del Consiglio degli Affari Economici della Parrocchia di Meda, che ha ricevuto l’incarico di analizzare e capire e promuovere il bilancio delle nostre scuole parrocchiali.

Afferma subito che le nostre scuole “stanno male” e i motivi sono tanti e vari:

  • Perdita di personale (preti, suore, volontari che erano le colonne portanti).
  • Riduzione dell’insegnanti di sostegno.
  • Calo considerevoli degli iscritti (nelle famiglie italiane nascono meno bambini).
  • Crescita dei bisogni educativi.
  • Ridotte dimensioni delle scuole.
  • Riduzione degli iscritti e conseguente aumento dei costi fissi pro capite.
  • Mancanza dei contributi statali.
  • Contrazione dei contributi comunali.
  • Contrazione delle risorse finanziare delle parrocchie (i fedeli fanno meno offerte rispetto ad anni fa).
  • Impossibilità ad adeguare il cammino educativo e a mantenere gli immobili.

 

Il dottor Colombo fa presente che, nel mese di giugno, tale situazione è stata comunicata alla Curia.

Nel mese di ottobre la Curia ha presentato un PROGETTO per una nuova gestione delle scuole paritarie. Questo progetto spinge le scuole parrocchiali d’ispirazione cristiana ad unirsi creando un nuovo soggetto giuridico e nel corso di una riunione sono stati illustrati i benefici di un’unione e quali sono gli strumenti per fare questo tipo di unione.

E’ stata proposta la creazione di un’equipe che sarà costituita da diversi “professionisti”. Compito dell’equipe sarà quello di analizzare la situazione di ogni singola scuola che deciderà d mettersi insieme, supporterà le parrocchie nel costruire la strada da seguire per raggiungere l’obiettivo e assicurerà le competenze tecniche necessarie per realizzare questo progetto.

Il progetto per una nuova gestione delle scuole paritarie prevede quattro fasi:

Prima fase o fase locale – viene dato mandato al CPCP di verificare la prospettiva pastorale della scuola, se c’è necessità di mantenere ancora le scuole parrocchiali.

Seconda fase o fase di fattibilità dell’unione – trovare sul territorio un gruppo di scuole che intendono aderire a questo progetto.

Terza fase o fase del Dialogo – definire tra i vari gestori delle scuole le modalità di realizzazione del progetto.

Quarta fase o fase del Cammino – l’equipe nel giro di due anni dovrà realizzerà il progetto (I anno per definire l’unione, II anno per accompagnare l’unione nei primi passi).

E’ a questo punto del dibattito che vengono ascoltati i vari interventi dei presenti.

Pierantonio Frare, presidente dell’associazione genitore, dice che prima di pensare all’unione bisognerebbe prendere in considerazione il fatto che, facendo fatica a trovare nuovi iscritti alla scuola paritaria, è necessario rendere la scuola più “significativa”. Non si può correre il rischio che una volta fatta l’unione si debba chiudere per mancanza di alunni.

Una mamma asserisce di aver iscritto il suo bambino alla scuola di San Pietro Martire perché dopo aver analizzato bene il volantino di presentazione si è resa conto che era la scuola che desiderava per suo figlio; pensa che sia una scuola speciale e deve continuare ad esserci.

Un papà, membro del Consiglio di Amministrazione della scuola di Corso Marconi, non è molto convinto che l’unione di più scuole paritarie possa risolvere i problemi che in questo momento si stanno vivendo.

Emilia Ghirardi, membro del CPCP, essendo cresciuta nella Scuola e nella Parrocchia di San Pietro, riconosce il fatto che la scuola paritaria funzioni bene mentre ha molti dubbi sul rapporto scuola / parrocchia. E’ vero questo rapporto c’era, era forte. Ora la Parrocchia di San Pietro ha l’onere della scuola ma il non rapporto, e allora si domanda perché chiamarla parrocchiale.

Emilia dice di non condividere minimamente l’organizzazione dell’oratorio feriale: c’è l’oratorio di serie A e quello di serie B, quello della parrocchia e quello della scuola, ciò è una cosa gravissima ed è sbagliato per principio.

Chiede di non mettere ai voti questa sera le mozioni perché è prematuro farlo, sono necessari ulteriori elementi per decidere. Inoltre, pur essendo consapevole che l’incontro è aperto a tutti, sarebbe necessaria, per una decisione così importante, una rappresentanza più numerosa della gente di San Pietro e non solo dei tre consiglieri.

Don Carlo risponde che per poter agire ha bisogno di un mandato da parte del CPCP e che sarà necessario sottoporre ai voti le mozioni.

Ferruccio De Toni, membro del CPCP e del CAEP, evidenzia la necessità che ogni scelta relativa alle scuole e al loro sviluppo futuro devono necessariamente avere dei fondamenti di sostenibilità molto concreta che supportino l’idealità che sta alla base educativa del progetto delle scuole. Senza questo aspetto di sostenibilità, si potrebbero avere dei seri contraccolpi nella vita di una scuola, come già accaduto per realtà della nostra zona, ad esempio il Collegio Pio XI di Desio, che ha visto una chiusura improvvisa.                                 Occorre valutare prospetticamente la sostenibilità in particolare della Scuola San Pietro oltre a divenire scuola di riferimento per la Comunità Pastorale

Seguono altri interventi pro e contro l’unificazione e quando al dottor Colombo viene chiesto se l’unificazione delle nostre scuole paritarie è fattibile, risponde che non ha ancora in mano tutti i dati per cui non può essere preciso, quello che può dire è che San Pietro ha le stesse problematiche delle altre scuole paritarie, cioè soffre di un costo di strutture alto rispetto al numero degli iscritti, pertanto una razionalizzazione dei costi deve essere fatta. Da sole le scuole paritarie così come sono fanno fatica ad andare avanti.

Don Carlo enuncia le tre mozioni e chiede di votare

I MOZIONE

SIETE D’ ACCORDO NEL CONTINUARE AD AVERE LE SCUOLE PARROCCHIALI PARITARIE?

FAVOREVOLI               CONTRARI             ASTENUTI

      17                                  0                               5

 

II MOZIONE

SIETE D’ACCORDO NEL CONSIDERARE LE SCUOLE PARROCCHIALI PATRIMONIO DELL’INTERA COMUNITA’ PASTORALE E NON DELLA SINGOLA PARROCCHIA CHE N’ E’ TITOLARE?

FAVOREVOLI             CONTRARI                 ASTENUTI

      19                                   0                                3

 

III MOZIONE

IL CPCP AUTORIZZA IL PARROCO A INIZIARE UNA TRATTATIVA CON LA CURIA?

FAVOREVOLI                    CONTRARI               ASTENUTI

        16                                   0                                 6

Dopo la votazione Don Carlo dice che i prossimi passi che farà sono quelli di confrontarsi con gli altri parroci del territorio e incaricare la Curia a iniziare a lavorare per l’attuazione del progetto.

La seduta ha termine alle ore 22:45

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