I VERBALI del Consiglio Pastorale

VERBALE

CONSIGLIO PASTORALE COMUNITA’ PASTORALE SAN PIETRO

4 DICEMBRE 2019

 

Assenti giustificati: Maria Curtosi, Petra Busnelli, Filippo Cristoferi

 

Alle ore 21.00 DON CARLO ci invita a pregare con la preghiera tipica dell’Avvento Ave Maria, e a soffermarci ad ascoltare  cosa il nostro vescovo suggerisce per questo Tempo di Natale, attraverso la sua lettera pastorale “ Gesù cresceva in sapienza, età e grazia” . Don Carlo ci informa che quest’anno la Lettera Pastorale è composta da una serie di lettere e che ciascuna presenta una parte del tempo liturgico.  Segnala inoltre che l’ascolto di ciò che il nostro Vescovo ci suggerisce attraverso le  lettere pastorali del Tempo Liturgico che viene dopo quello che stiamo vivendo sarà la modalità con la quale affronteremo, di seduta in seduta, la pianificazione delle nostre attività parrocchiali.

Moderatore:  Ferruccio de Toni

Segretaria: Barbara Binnella

 

DON MARIO CAPPELLINI ci introduce alla lettura della Lettera Pastorale per il Tempo di Natale, richiamandoci ad alcuni punti enunciati dal nostro Vescovo primo fra i quali “Il  cambiare il ritmo” delle nostre attività ovvero  l’assaporare il tempo che stiamo vivendo e prendere un passo  più umano e di respiro dopo la frenesia delle feste di Natale e Capodanno. Non significa affatto rallentare, continua don Mario, ma bisogna ritrovare una ripresa dopo l’Epifania: noi dopo aver contemplato e visto, come i pastori, come i Magi, questo Mistero del Dio con noi del Dio in casa, che cambia il nostro cuore, dovremmo riscoprire la bellezza del quotidiano vissuto in casa, un tempo di Nazareth.  Questa ripresa, prosegue don Mario si ritrova nella lettera ai Filippesi (4, 8-9) la quale ci aiuta a porre attenzione alla qualità della nostra vita e a quelle cose citate, che solitamente, riusciamo a vedere sono in alcuni momenti, quando abbiamo un po’ di respiro. La logica del tempo di Nazareth la si ritrova nel Vangelo di Luca e Matteo che ci esorta a vivere e “crescere in età, sapienza e grazia”, come Gesù modello di umanità,  dando tutto il peso necessario ai rapporti che intessiamo in famiglia e nella società, alle amicizie, agli affetti. Don Mario, attraverso la memoria della sua fanciullezza ci aiuta a comprendere meglio quel tempo di “apprendistato” che ha vissuto Gesù,  e come  i suoi  famigliari, con le persone del suo paesello, della sua comunità, lo hanno modellato. Ci esorta, quindi a vivere il nostro quotidiano, lasciandoci condurre dallo Spirito, per crescere nello Spirito, nella comprensione della realtà nella vita della famiglia e nella vita sociale; una vita semplice, una vita vera. Questo tempo di calma di serenità e di affetti dovrebbe permettere a ciascuno di noi di non buttarsi su modalità che valorizzano l’apparire , ma l’essere, ovvero  ad una crescita interiore di legami di vita.

Aattingendo dalle sue memorie di seminarista, quando assieme al Vescovo erano guidati spiritualmente dal attuale Cardinale Corti, Don Mario,   ci presenta le figure di Charles de Foucauld e Madeleine Del Brel due grandi testimoni della Fede,  formati anch’essi con ”tempi apparentemente vuoti e inutili” e che sono cresciuti  nella quotidianità, nella normalità di vita condivisa, attenta, facendo il bene.

Don Mario poi prosegue con la presentazione della Lettera Pastorale che abbiamo ricevuto in allegato alla convocazione sottolineando le ammonizioni e i consigli del Vescovo, sull’importanza del non fare sempre tutto, di dedicare maggiore tempo alla preghiera alle buone letture, del reagire all’inerzia dei calendari che prevedono la ripetizione dell’identico; ribadendo che “il tempo di Nazaret”, quello in cui non succede niente, è necessario per la maturazione delle persone  e per la riforma della Chiesa….per le persone e la Chiesa sono necessari la presenza dello spirito e l’esercizio della libertà delle persone.

 

 Prosegue poi, don Mario, mettendo in risalto alcune occasioni per interpretare gli eventi attuali con lo Spirito del “tempo di Nazaret” secondo i suggerimenti dell’Arcivescovo:

  • La giornata della Pace (1 gennaio 2020): a partire dalle sollecitazioni del messaggio di Papa Francesco possiamo orientare il nostro sguardo il nostro cuore verso questa grande tensione alla pace, che purtroppo viene continuamente disattesa; non c’è un conflitto mondiale, ma tanti di conflitti in tutto il mondo
  • L’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani per pregare affinchè tutti i cristiani siano una cosa sola, per eliminare conflitti non solo dottrinali o pastorali, a volte anche personali; tutti credono in Cristo, ma poi si fanno la guerra, oppure ogni Chiesa, a casa sua , si organizza come meglio crede. L’unica arma per eliminare i conflitti è la preghiera,l’ unica possibilità concreta e vera per camminare noi per primi verso un Ecumenismo vero.
  • Il percorso per la recezione di Amoris Laetitia: approfittare di questo tempo “casalingo” giocato nelle relazioni più vicine, per considerare le dinamiche del matrimonio, della vita di coppia, sulla responsabilità educativa, sulla drammaticità dei divorzi e delle separazioni e su tante altre problematiche che emergono sempre con maggiore insistenza. Riprendere quindi la lettura e la riflessione di questo documento.
  • La settimana dell’educazione legata alla festa di San Giovanni Bosco: coinvolgere la comunità intera su questo fondamentale passaggio della comunicazione della Fede che è il cammino dei ragazzi l’incontro di Gesù con loro. Gesù è con loro , è vicino, ma loro hanno preso altre strade, non frequentano più i nostri ambienti, non conoscono più i percorsi che si stanno proponendo. Occorre dedicare una grande attenzione, sforzo all’educare i ragazzi giovani, esorta don Mario, sottolineando l’importanza che il vescovo dà alla scuola, al mondo della scuola: Decisamente importante è la presenza e testimonianza dei cristiani, non solo durante l’ora di religione.  Particolare attenzione va data alle scuole parrocchiali e ai collegi Arcivescovili, che in questo momento hanno difficoltà  economiche a sopravvivere.

 

Don Mario, interpretando le parole del Vescovo, ribadisce che il Natale è l’occasione per incontrare tutti coloro che partecipano alla Celebrazione Eucaristica solo il Natale magari perché tutte le domeniche, per vari motivi non possono, magari lavorano, hanno varie problematiche. Queste persone  vivono questa loro assenza con sofferenza;  ma quella volta che riescono a partecipare sono felici  e lo fanno capire a casa e a coloro che condividono la vita con loro. E’ un tempo ricco di belle emozioni che però talvolta non trovano riscontro nella vita di tutti i giorni.  E’ un tempo che rende noi capaci di crescere in sapienza e grazia davanti a Dio e davanti agli uomini ( i nostri compagni di lavoro, i nostri famigliari e amici). Occorre approfittare di questo tempo perché dopo c’è la corsa agli impegni e alle necessità della vita che sono tante. E’ tempo per aiutare quelle persone che sono in difficoltà, gli ammalati. Questo tempo di Natale, ci permette davvero di essere capaci di crescere e di essere contenti che il nostro Dio è venuto a vivere in mezzo a noi. Non siamo mai cresciuti abbastanza, conclude don Mario.

 

FERRUCCIO DE TONI ringrazia don Mario per l’illustrazione della Lettera Pastorale; ringrazia  i presenti che dedicano un po’ del loro tempo per un confronto su questo tema, nell’ambito della nostra azione di consigliare il parroco; ci ricorda alcune regole per facilitare questo confronto:

  • interveniamo con ordine uno con l'altro, non ci sovrapponiamo
  • evitiamo momenti di confronto e di botta e risposta tra un intervento e l'altro che possono essere poco funzionali: lo scopo è dire quello che pensiamo, il nostro punto di vista, condividerlo con gli altri arricchendoli del nostro pensiero;
  • cortesemente ricordare il vostro nome prima dell'intervento; in quanto non ci conosciamo ancora tutti e facilitiamo il compito della trascrizione.

Ferruccio sostiene che  i punti toccati sono tanti, in controtendenza rispetto allo stile che tutti noi abbiamo quotidianamente del fare per continuare a fare, sempre di più; ci serve quindi un invito a fare il contrario. ci invita, Ferruccio a riflettere e a intervenire con il nostro pensiero.

GIUSEPPE PECORARO fa riferimento a ciò che don Mario ha osservato rispetto l’educare dei nostri ragazzi, che ormai non frequentano i nostri ambienti. Come padre di due figli (una di prima media) e presidente dell’Associazione Sportiva di Baruccana nota una certa difficoltà nel coinvolgere i ragazzi dopo la Cresima; si fanno tante iniziative, per educarli a venire, ma conseguita la Cresima, questi ragazzi non vengono più, né all’oratorio, né a Messa. Cosa si può fare adesso per fermarli, per farli tornare? Si cerca di organizzare qualcosa di concreto, un’iniziativa prima di Natale che coinvolga l’oratorio e l’associazione sportiva per tentare di appassionare i i ragazzi.

 

MICHELA MAURI propone una riflessione sulla Lettera Pastorale, che trova lieve e leggera, e concorda che “non c’è altro da fare che vivere il quotidiano lasciandosi condurre dallo Spirito”. Ha avuto la possibilità di vivere momenti intensi nell’Azione Cattolica in gioventù, ma riflette che spesso , entrando nell’età adulta, i figli, il lavoro, talvolta si è  presi dal vortice della vita. Sapere che la Fede si gioca nel quotidiano è di grande conforto, sostiene Michela,  e che il Vescovo ci richiama a questo, almeno nel periodo di Natale è un pensiero lungimirante. Le iniziative, ci sono, il Vescovo stesso ne cita tante, ma mettere in luce questo aspetto rasserena; da pace e leggerezza.

 

TECLA OTTOLINA propone due riflessioni: la prima, rivolta al parroco, segnala la necessità nel momento in cui si invitano i ragazzi alle iniziative dell’oratorio, di porre maggior accento sugli aspetti negativi che il passare il tempo nei centri commerciali, da parte dei ragazzi può avere sulla loro educazione e di valorizzare maggiormente, il loro tempo passato in famiglia, con i nonni o con gli zii. Il tempo che i ragazzi passano in famiglia non è in contrapposizione all’educazione in oratorio. L’attività di oratorio vorrebbe contrapporsi a ciò che sbagliato si fa alla domenica, a tutte quelle cose che, potendole fare in altri giorni (per chi può) vengono invece svolte alla domenica. Sarebbe da fare una critica verso la politica attuata dai centri commerciali, che rovina le nostre famiglie e la nostra società ed invitare i ragazzi a passare più tempo in oratorio, quando non stanno in famiglia.

Con riferimento alla lettera pastorale (Pagina 62) Tecla ci propone la sua seconda riflessione focalizzando l’attenzione sulle caratteristiche dei ragazzi in età preadolescenziale che non frequentano più i nostri ambienti. Sono da dividersi in due categorie: una parte di questi ragazzi  non hanno mai avuto un vero interesse durante il cammino di preparazione ai sacramenti; probabilmente dovuto alla scarsa considerazione e interesse a questo cammino da parte delle famiglie dei ragazzi, le quali si avvicinano con superficiali e deboli motivazioni, in certi casi, magari ostacolando il cammino del ragazzo/a il quale magari potrebbe provare interesse. Un’altra parte dei ragazzi, in questa età così critica, inizia a porsi dubbi rispetto alla Fede, facendosi domande importanti, che non trovando risposta immediata, talvolta possono portare a serie problematiche. Occorre inoltre, sostiene Tecla porre maggior attenzione agli orari di incontro dei preadolescenti, magari programmandoli in orario pomeridiano, piuttosto che serale (specie in inverno) per garantire ai ragazzi una maggiore indipendenza alla frequenza.

DON MARIO interviene notando che tutte le problematiche espresse fin d’ora sono collegabili ai due ambienti educativi per eccellenza (tre ambienti se si considera anche la scuola): la famiglia e la Comunità Cristiana che si raduna la Domenica. Se i figli si  trovano bene con le loro mamme e papà, trovano i loro genitori attraenti (sono buoni, bravi, svegli, pronti, hanno molta inventiva, disponibili), allora i figli darebbe più valore al tempo passato in famiglia e darebbero anche più ascolto ai loro genitori. Questa dinamica accadrebbe anche nella nostra Comunità Cristiana: se i ragazzi venissero in oratorio e trovassero delle persone belle, positive, gioiose, se i ragazzi incontrassero una testimonianza viva, fantasiosa, bella. Purtroppo mancano gli educatori nella famiglia e anche nella Comunità Cristiana. Ci si limita a far fare delle cose più che incontrare delle persone; come se il Vangelo fosse “ delle cose” e non invece Una Persona. L’amore dei genitori non si limita a dei gesti affettuosi. I ragazzi devono sentire che c’è nei loro genitori un animo gioioso, ben disposto a dare la vita per loro e  contento di farlo mostrando interesse per ciò che fanno i loro figli anche nei momenti di stanchezza. Se c’è questa sintonia, allora si può parlare reciprocamente, altrimenti ci limitiamo a degli stereotipi.

ALESSIA ALLIEVI riferendosi alle riflessioni di Tecla e Giuseppe su adolescenti e preadolescenti nota che i ragazzi ora hanno voglia di fare esperienze nel cammino post Cresima; Purtroppo accade che un educatore, che ha voglia e interesse per proporre qualcosa, magari diversa dal solito, si trova davanti a dei rallentamenti di ordine “burocratico”: bisogna chiedere, far firmare moduli e autorizzazioni e talvolta ciò spegne l’entusiasmo dei ragazzi e degli educatori. Alessia riconosce giusta la preoccupazione dei genitori per ciò che concerne la sicurezza dei ragazzi, chiede però che ci sia una velocizzazione nella procedura. Rimpiange la spontaneità  e la freschezza delle proposte che nascevano in oratorio anni fa; ora la proposta è bella e ricca di contenuto ma talvolta manca di questa spontaneità, e risulta faticoso far emergere l’entusiasmo. Purtroppo oggi ci sono anche tante altre proposte in alternativa che attraggono i ragazzi, dovremmo tornare a far trasparire la gioia con cose semplici e ricche di contenuto.

 

DON EUGENIO sostiene che bisogna riportare le persone a quell’atteggiamento spirituale di fondo che l’Arcivescovo ci ha detto nella sua Lettera rispetto al nostro impegno durante il tempo di Natale. Ovvero, continua don Eugenio, alla realtà della vita feriale che è legata per noi credenti alla Fede. Ricorda quanto San Paolo Sesto ha detto: che la Fede è lo sforzo di dire sì al Signore, ogni giorno, nella concretezza della vita in cui uno si trova; alla vocazione che sta vivendo con tutti quegli impegni pratici che essa comporta. Questo significa, riportare un po’ l’attenzione sulla famiglia, perché la vita nasce e si sviluppa nell’ambito dei rapporti all’interno di essa. Bisognerebbe se si riesce ad inventare qualche cosa per affascinare le famiglie perché vivano e comunichino la gioia, la bellezza di quello che fanno; quella bellezza che comporta anche l’attenzione alle fatiche, alle sofferenze. Dalla famiglia in parrocchia, tutto ciò che si fa, (nella catechesi dell’iniziazione cristiana, nei momenti formativi dei gruppi, nei movimenti, nelle realtà ecclesiali che si muovono nella parrocchia) deve essere orientato nello sforzo di vivere in modo santo quello che uno ha da fare.

Nota don Eugenio con disappunto, che talvolta le famiglie danno troppa importanza a regali, o lasciano che i figli, i nipoti dedichino troppo tempo a giocare con telefonini, a guardare la televisione  rispetto al tempo dedicato alla preghiera o ad altre attività più edificanti. Questo comportamento, sostiene don Eugenio, è da sradicare. La responsabilità di educare spetta a chi guida, chi insegna, i pastori, i genitori.

Occorre porre la nostra concentrazione sulla realtà fondamentale e sulla situazione concreta in cui viviamo, per cogliere appieno il messaggio che l’Arcivescovo ci dona in questo tempo di Natale. Occorre eliminare le distrazioni, per riportare in famiglia un giusto dialogo, magari partendo dalla lettura di una pagina del Vangelo, volto a ridare importanza a certi valori. All’inizio si farà fatica, ma la fatica nell’educare i figli, i nipoti è proprio questa, sostiene don Eugenio, ci vuole forza.

 

MATTEO MERONI con riferimento alla fatica che possono avere i genitori nel trasmettere certi passaggi condivide un’esperienza di catechismo preadolescenti che vede i ragazzi coinvolti un giorno fisso alla settimana, più una volta al mese assieme ai compagni  a casa, nelle famiglie. Viene consegnata alle famiglie una linea guida di preghiera e una famiglia invita le altre a casa propria (può essere occasione per una cena o altro). Il mese seguente un’altra famiglia invita le famiglie a casa propria e via dicendo. In questo modo, continua Matteo, si crea un  nucleo di famiglie coinvolte in preghiera e dialogo; l’impegno è poco per ogni famiglia e potrebbe  nascere un piccolo nucleo di genitori in preghiera assieme ai ragazzi. L’esperienza cui ha assistito Matteo ha portato questi frutti.

Una specie di catechismo casalingo, realizzato da genitori insieme (attraverso delle linee guida) che coinvolge i ragazzi in dialogo e preghiera.

 

DON CARLO interviene per rispondere ad Alessia sulla questione dei rallentamenti burocratici che possono attenuare l’entusiasmo nel cammino di catechesi dei preadolescenti. Concorda con lei, ma ricorda che i ragazzi sono minori e purtroppo anche se le varie autorizzazioni, la modulistica ecc, potrebbero sembrare pesanti, non se ne può fare a meno.

Inoltre, don Carlo segnalerà la proposta di Matteo Meroni all’equipe di educatori dei preadolescenti.

 

Don Carlo chiede poi ai convenuti la loro opinione sulla proposta dell’Arcivescovo; e suggerisce di lasciare qualche settimana prima di riprendere i ritmi ordinari delle varie attività pastorali di catechesi e riunioni fino al prossimo 12 gennaio.

Riflette poi don Carlo sulla bellezza del momento di meditazione e preghiera svoltosi lo scorso 1 gennaio, in occasione della giornata mondiale della pace: segnala che anche quest’anno, nel pomeriggio, si può ripetere questa esperienza e che occorre sostenere e pubblicizzare bene questo momento.

Propone inoltre di chiedere alla varie agenzie educative presenti sul territorio di valorizzare la Settimana dell’Educazione, settimana che precede la festa di San Giovanni Bosco.  Riprendendo le provocazioni sull’emergenza educativa sulle quali abbiamo riflettuto, sostiene don Carlo, sarebbe da pensare a qualcosa di significativo,

 

GIANCARLO ALFONSETTI si riallaccia alle indicazioni fornite dal nostro vescovo sul “Tempo di Nazaret”, le quali ci invitano a riscoprire la  bellezza della preghiera; talvolta dimentichiamo la forza che la preghiera ci dà. Giancarlo riafferma che una comunità che prega, senza la preoccupazione di “fare numeri” è vincente:  riscopriamo la bellezza della parola, la preghiera personale,  la liturgia delle ore e affidiamoci al Signore, che tutto può. Giancarlo sostiene che se non ci fermiamo ad educarci, nei nostri oratori, a fare ciò ci indeboliamo; per cui concorda pienamente con la lettera pastorale.

In tal senso, con riferimento al precedente consiglio pastorale, Giancarlo chiede se c’era qualche notizia sulla scuola di preghiera.

DON CARLO risponde che in Diaconia si è lavorato sui suggerimenti pervenuti dal C.P; sul sito della Comunità Pastorale si possono trovare i verbali degli incontri della Diaconia. Si è pensato di sviluppare lodi e vespri durante le Celebrazioni Eucaristiche nei tempi forti.

Per quanto riguarda la Scuola di Preghiera si è pensato di chiedere ai vari consacrati e consacrate presenti  nella comunità pastorale di offrire un momento, a secondo del loro ritmo di vita, mensile o settimanale, da condividere con chi desidera intraprendere un cammino di preghiera. Questa proposta darebbe la possibilità alle persone di scegliere la tipologia di preghiera che desidera perseguire, per esempio: adorazione eucaristica con le suore infermiere di San Carlo, oppure una meditazione con le suore di San Carlo, oppure un momento di spiritualità con i Memores Domini o le Ausiliarie Diocesane ecc.

DON MARIO puntualizza che l’importante è che il cammino sia intrapreso con un ritmo lento ma  costante, senza voler aderire a tutto. Segnala che nella parrocchia BVI le lodi si fanno prima della Celebrazione Eucaristica, per agevolare coloro che desiderano partecipare prima di andare al lavoro. Sarebbe bello, però , sostiene don Mario che ci sia una Comunità che prega, non tanti gruppettini rivolti a coloro che si sentono di farlo, che hanno una forte motivazione, che sicuramente trovano posto e luogo. E’ importante che ci sia uno sguardo più allargato per consentire coloro che magari sono più lontani dalla Fede di frequentare e organizzare tali momenti in orari consoni alle realtà di queste persone per agevolare la partecipazione di tutti.

 

FERRUCCIO DE TONI ringrazia coloro che hanno dato il loro contributo e fa alcune considerazioni generali sullo stile pacato e moderato; sulla tematica dei ritmi quotidiani trattata  dalla  lettera pastorale dell’Arcivescovo. Interessante come il Vescovo abbia toccato un tema così delicato come la frenesia e i ritmi frenetici con i quali viviamo il nostro quotidiano che ci porta a consumare il nostro tempo senza viverlo e gustarlo pienamente. Grave per il cristiano, sostiene Ferruccio, perdere questo equilibrio. Buona quindi in questa chiave, la proposta di stare fermi per un tempo. Sarebbe bello, però, aiutare le famiglie a non sprecare questo tempo. Suggerisce che un sussidio, un elemento, un qualcosa che spieghi il perché di questo tempo di approccio più calmo alle cose, con qualche spunto su come vivere questo tempo nel modo più opportuno potrebbe evitare fraintendimenti.

Ritiene che tra i vari appuntamenti di Gennaio, l’occasione per riflettere che la Settimana dell’Educazione vuole proporre è assolutamente da non perdere. Da anni si parla dell’Emergenza Educativa, di difficoltà nelle famiglie, della dispersione dei giovani in età sempre più bassa.  Sarebbe bello proporre qualcosa di significativo in questo ambito e indicare alle famiglie che proprio questo tempo di approccio più calmo alle cose potrebbe essere utilizzato per recuperare un stile educativo atto a frenare questa emergenza.

ALFREDO DI MEGLIO pone la seguente domanda riferita al tema dell’educazione: cosa intendiamo noi con il termine Comunità Educante? La parrocchia, le famiglie, la scuola? Il problema non è delle singole realtà educative ma della Comunità Educante insieme. Purtroppo oggi non era all’ordine del giorno questa tematica, però questa problematica sarebbe da  mettere a tema una volta per sempre.

 

TIZIANA MOLLINI con riferimento alla proposta di prendere un tempo di sosta nella catechesi, afferma di non comprendere il beneficio che ne potrebbe derivare. Per le famiglie: fornire, in questo periodo ulteriori testi di riflessione, rischia di sommergerle di parole che non verrebbero valorizzate. Per i bambini: visto il calendario delle catechesi domenicali, sarebbe una pausa troppo lunga soprattutto per quelli che tra pochi mesi riceveranno per la prima volta il Sacramento dell'Eucaristia. Come catechista, è forse più significativo stare con i bambini, trasmettere testimonianze e proporre testimoni della fede come Giacomo e Silvia (Fidei Donum in Perù) che a breve incontreremo. Un'altra cosa che manca alle catechiste è l'incontro diretto con i genitori.

DON MARIO risponde che sarebbe utile sì avere questo contatto diretto, andare a casa di queste famiglie, visitarle, prendere appuntamento con tutte, già nel primo anno di IC.

DON CARLO indica che il nuovo cammino dell’Iniziazione Cristiana della nostra Diocesi è pensato  proprio per eliminare  l’idea sorpassata della catechista che pensa “I miei bambini”. Occorre a pensare in termini  di “mie famiglie”: se il percorso non è condiviso dai bambini e dalle famiglie, risulta fallimentare come lo è stato negli anni passati.

TIZIANA MOLLINI ci rende partecipi dell’esperienza di condivisione da parte delle famiglie del IIIanno I.C. (4 elementare) della statua del Gesù Bambino Eucaristico: le famiglie vengono contattate singolarmente dalle catechiste ed è bello vedere come questo simulacro possa essere occasione di dialogo e preghiera tra le famiglie e con le catechiste.

 

BARBARA BINNELLA riflette sul fatto che l’approccio delle  famiglie, dei ragazzi ai cammini di IC,e post IC sono molto cambiati negli ultimissimi anni. Il modo di pensare e vedere le proposte da parte delle famiglie e dei ragazzi è molto cambiato, purtroppo a volte le proposte vengono valutate con cinismo, più che con uno sguardo positivo sulle bellezza che esse vogliono comunicare.

  Quello che suggerisce di fare il  vescovo nella sua lettera pastorale è necessario per far passare  la bellezza che sta  nel conoscere Gesù, nella nostra Fede, centro delle nostre proposte. Pensando alle proposte rivolte alle famiglie, non occorre preoccuparsi di  quante persone potrebbero coinvolgere, come nel caso della pianificazione di eventi, ma di trasmettere la bellezza che Gesù Cristo ci ha donato.

 

ELEONORA BOTTINELLI precisa che occorre far capire bene alle famiglie, questo tempo di Nazaret: perché ci si ferma, il significato di questo tempo. Se no il rischio è che ci si disperda, che le famiglie non comprendano bene questo momento di calma e di riflessione che ci viene donato.

TECLA OTTOLINA concorda con Eleonora.  Parecchie famiglie si disperdono durante i cammini di Iniziazione Cristiana. Riferendosi a ciò che sostiene Pascal quando dice che la “reiterazione favorisce i riti” suggerisce di comunicare con grande chiarezza le proposte: dove si fa, e quando;  occorre segnalare eventuali modifiche tempestivamente chiarendo la motivazione che sottostà alla modifica. Purtroppo non è l’assenza agli incontri di  catechismo il problema.  Il problema si pone quando l’assenza agli incontri di catechismo  è accompagnato dalla non partecipazione alle Celebrazioni Domenicali e dall’assenza di preghiera a casa.  Una pausa troppo prolungata negli incontri di catechesi potrebbe risultare nella perdita di quel poco che si è riusciti a costruire con i bimbi e le famiglie in difficoltà.

Per quanto riguarda la realizzazione di un sussidio da utilizzare in questo tempo di riflessione e meditazione, Tecla sostiene che potrebbe essere un’idea vincente purchè sia esaustivamente spiegata la sua motivazione, evidenziando bene la proposta di riflessione della Settimana dell’Educazione e della Festa della Famiglia. La Festa della Famiglia, ribadisce Tecla, non è assolutamente da sottovalutare, in questo tempo in cui nella nostra società i valori e il senso della famiglia vanno sempre più scemando.

 

FARIDE GERMANO’  suggerisce che si potrebbe pensare di realizzare dei momenti diversi dal consueto appuntamento settimanale di catechesi; magari momenti di preghiera in orari  consoni  a coinvolgere tutta la famiglia.

DANIELA RONCHI sostiene che non è opportuno in questa sede pensare all’operato delle catechiste, in quanto ogni catechista è in grado di valutare in base ai propri gruppi di famiglie affidate come impostare il cammino. Suggerisce inoltre che realizzare un sussidio in questi tempi non è opportuno in quanto c’è già molto materiale da leggere. se è da considerarsi un tempo si riposo, si riposa. Se si decide di far  catechesi, sostiene Daniela, non è da impostare come lezione ma da vivere nel quotidiano.

 

FERRUCCIO DE TONI ringrazia coloro che sono intervenuti e chiede se ci sono altri interventi.

 

Non essendoci altri interventi DON CARLO propone di raccogliere tutte le sollecitazioni pervenute e di affidarle alla Diaconia. Don Carlo precisa inoltre che il seguire le sollecitazioni proposte dall’Arcivescovo nella lettera pastorale non vuole in nessun modo essere un’imposizione. Raccomanda inoltre maggiore sobrietà,  il non affannarsi nel cercare di trovare soluzioni ai problemi proponendo attività, ma cercare di fare le poche cose che ci sono nel miglior modo possibile.

Don Carlo ricorda poi gli appuntamenti in calendario prima di Natale:

  • 8 dicembre: l’invito rivolto a tutti gli operatori pastorali della Comunità a un momento di preghiera e scambio di auguri presso l’oratorio di Baruccana, in occasione della Festività della Beata Vergine Immacolata, festa patronale della parrocchia;
  • Assemblea dei Giovani della Comunità prevista il 15 dicembre alle 19.00 presso la parrocchia SS. Gervaso e Protaso; i giovani sono invitati ad esprimere i loro bisogni e le loro esigenze riguardo a possibili proposte della Comunità. L’incontro sarà pertanto impostato sull’ascolto dei giovani, ai quali è stato preventivamente inviato un questionario come strumento per riflettere sulle loro aspettative nei confronti della Comunità.
  • 22 dicembre nel pomeriggio: Presepio Vivente.

don Carlo suggerisce inoltre di prendere nota dei vari appuntamenti pensati per le  Riconciliazioni Sacramentali, e ricorda che per agevolare le esigenze di tutti gli appartenenti alla comunità pastorale le Celebrazioni Eucaristiche Natalizie avranno orario sfasato nelle varie parrocchie. Infatti, dalle 17.00 fino alle ore 24.00, ad ogni ora, sarà possibile partecipare alla Celebrazione Vigiliare in una delle chiese parrocchiali.

 

Don Carlo ribadisce la proposta di affidare la pianificazione della settimana dell’ Educazione e le altre proposte alla Diaconia, e conclude guidandoci nella preghiera del Gloria e augurandoci un sereno riposo.

 

 

la segretaria                                                                           il Parroco

Barbara Binnella                                                                    don Carlo Pirotta

©2020 Designed By Utility Line Italia

Search