IL VANGELO DEL GIORNO

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Gio 1,1-3,5.10; 1Cor 11,20-34; Mt 26,17-75

9/4 GIOVEDÌ SANTO

Tra l’Antica e la Nuova Alleanza la differenza è sostanziale sia nella sua modalità di celebrazione che sui frutti legati ad essa. Nell’Antica Alleanza il sangue era quello di un animale. Esso veniva asperso sull’altare e sul popolo. Il sangue è la vita. Dio e il popolo divenivano una sola vita. Dio era la vita del suo popolo, ma sempre nell’obbedienza alla sua Parola, alla sua Legge, ai Dieci Comandamenti. I frutti di questa alleanza erano le molte benedizioni e il possesso della terra. Nella Nuova Alleanza il sangue è quello di Cristo Gesù, è il vero sangue di Dio, del Figlio Unigenito del Padre, versato in remissione dei peccati. Questo sangue non si asperge, si beve. All’uomo è dato di bere il sangue di Dio perché viva per il suo Signore, vivendo per Cristo, in obbedienza al suo Vangelo. Bevendo il sangue di Dio si può vivere per Lui. Se il sangue non si beve e la carne non si mangia, l’uomo rimane nel suo peccato e non cammina verso la patria eterna, nell’obbedienza alla Legge di Cristo Gesù. Nessun simbolismo, nessuna figura, ma vera, sostanziale, reale carne del Figlio dell’Altissimo, vero, reale, sostanziale sangue del Verbo fattosi carne per la nostra redenzione eterna. I frutti dell’Eucaristia sono una vita in tutto conforme a quella di Cristo Gesù e in più il dono della vita eterna. Si vive oggi per Cristo, si vivrà domani eternamente con Lui. È evidente che, se ci si separa da questa divina ed umana realtà, diverrà impossibile vivere come Cristo e impossibile diviene anche raggiungere il Paradiso.

Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.

Oggi l’Eucaristia è stata privata del suo duplice fine: vivere la vita di Cristo in mezzo agli uomini, camminare con essa e per essa verso il regno eterno. Verso il regno non si cammina più. Esso è dato a tutti indipendentemente dalle loro opere. Poiché oggi non è più necessario vivere per Cristo, per essere domani con Cristo, si producono due gravissimi misfatti. Il primo consiste dell’allontanamento dalla Chiesa. Essa non è più vista mediazione di luce e grazia, verità e santità, necessaria per giungere alla vita eterna. Il secondo è ancora più grave. Il sacramento per la remissione dei peccati è privato del suo fine. Non è necessaria alcuna volontà di togliere il peccato dal nostro corpo e dalla nostra anima. Si è nel peccato e ci si può accostare al sacramento. Così il sacramento della vera santità è reso un sacramento profano, laico, neutro, inutile. È visto solo come un rito, una tradizione, un segno cui tutti possono accedere, anche chi non è cristiano, cioè discepolo di Gesù. Che l’Eucaristia sia vissuta secondo il pensiero del mondo lo rivela lo sprofondamento nell’immoralità e nell’idolatria dei cristiani.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che da tutti l’Eucaristia sia accolta in purezza di verità.

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