IL VANGELO DEL GIORNO

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At 1,1-8a; Sal 117; 1Cor 15,3-10a; Gv 20,11-18

12/4 DOMENICA DI PASQUA [A]

I figli d’Israele piangono perché hanno perso il loro Dio, il loro Creatore, il loro Signore, Colui che è per essi la fonte di ogni vita. Il Signore li rassicura: essi non dovranno più piangere. Lui ritorna ad essere con loro: “Eppure il Signore aspetta con fiducia per farvi grazia, per questo sorge per avere pietà di voi, perché un Dio giusto è il Signore; beati coloro che sperano in lui. Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, tu non dovrai più piangere. A un tuo grido di supplica ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta. Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione, non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro, i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: «Questa è la strada, percorretela», caso mai andiate a destra o a sinistra. Considererai cose immonde le tue immagini ricoperte d’argento; i tuoi idoli rivestiti d’oro getterai via come un oggetto immondo. «Fuori!», tu dirai loro. Allora egli concederà la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno, e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso; in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato. I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita, ventilata con la pala e con il vaglio. Su ogni monte e su ogni colle elevato scorreranno canali e torrenti d’acqua nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri. La luce della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte di più, come la luce di sette giorni, quando il Signore curerà la piaga del suo popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse” (Is 30,18-26). Quando si perde il Signore tutto si perde. Il pianto è eterno se non saremmo accolti nel suo paradiso. È questa la tremenda pena del danno: abbiamo perso la fonte della vita.

Maria di Màgdala piange. Ha perso la sorgente della sua vita, la fonte del suo essere e del suo esistere. Dal momento della sua conversione lei aveva consacrato la vita al suo Signore. Viveva di ascolto della sua Parola. Già gustava lo Spirito Santo che in Gesù era un vero fuoco di verità, misericordia, perdono. Ora questo fuoco che dava fuoco al suo esistere nella verità e nella giustizia secondo Dio non c’era più. Lo aveva perduto. Neanche più il suo corpo si trovava. Perso Gesù tutto per lei è perduto. Non le resta che la misera e triste vita di un tempo. Per questo lei piange e per questo cerca il suo Signore. Lei non cerca un uomo. Cerca la vita. Non cerca una persona. Cerca l’autore della sua vita. Cerca l’acqua e il pane che danno verità ai suoi giorni.

Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Maria di Màgdala è posta dallo Spirito Santo, per mezzo dell’Apostolo Giovanni, come vero modello di ricerca. Oggi, lo dobbiamo confessare, Cristo Gesù non è più cercato. Si cerca tutto, ma non Gesù. Non lo si cerca più, perché abbiamo ridotto l’uomo a solo corpo, sola materia. La materia si nutre di materia. Il corpo si nutre di cose. O la Chiesa, in ogni suo figlio, ritrova Cristo Gesù, unica sola vera sorgente di vita eterna, o saremo tutti condannati a vivere di terra per la terra, senza alcuna trascendenza o aspirazione verso Dio. Ma vivere di terra per la terra significa vivere di peccato per il peccato, nella morte per la morte. La missione del cristiano è proprio questa: cercare giorno per giorno Gesù Signore, per creare negli altri cuori il desiderio di cercare la vita. Quando il cristiano non cerca più Cristo Gesù, è il segno che è nella morte.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano mai smetta di cercare Cristo Gesù.

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