IL VANGELO DEL GIORNO

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At 5,12-21a; Sal 33; Rm 6,3-11; Lc 24,13-35

15/4 MERCOLEDÌ IN ALBIS

La Parola da sola non basta perché si conosca Cristo Gesù. Occorre che la Parola sia intimamente connessa con la visione di Lui. Parola e visione di Gesù devono essere offerte dalla stessa persona. Gesù è colui che dona la Parola, che spiega il mistero, ed è colui che mostra il mistero realizzato nella sua Persona. Lui è insieme il Crocifisso e il Risorto. È colui che parla e colui di cui si parla. È anche colui che parla e che si rivela attraverso un gesto semplice da Lui sempre compiuto mentre era con i suoi discepoli. Lui prendeva il pane, lo benediceva, lo spezzava. Questa legge vale per ogni discepolo di Gesù. Non solo lui deve parlare di Cristo, ma deve rivelarsi come vero discepolo di Gesù. Come si rivelerà? Quale via dovrà percorrere? La via gliel’ha data il suo Maestro: “Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri»” (Cfr. Gv 13,1-35). Ecco il segno di riconoscimento: l’amore del discepolo per l’altro discepolo.

Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Cristo e il discepolo devono essere una cosa sola. Colui cha parla è anche colui di cui si parla. Cristo e il Padre sono una cosa sola. Gesù parla di sé, parlando del Padre. Manifesta se stesso manifestando il Padre. Dona se stesso, donando il Padre. Il discepolo e il discepolo devono essere una cosa sola. Se il discepolo non è una cosa sola con l’altro discepolo, è segno che non è una cosa sola con Cristo Gesù. Quando si è due cose, il mondo mai potrà conoscere noi come discepoli e mai per noi conoscere Cristo. Siamo due cose, non una sola. Noi siamo il frutto di Cristo se siamo sull’albero di Cristo. Se ci separiamo non siamo più il frutto. Non c’è conoscenza.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il discepolo e Cristo siano una cosa sola.

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