IL VANGELO DEL GIORNO

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At 10,34-43; Sal 95; Fil 2,5-11; Mc 16,1-7

17/4 VENERDÌ IN ALBIS

I discepoli di Gesù dovranno recarsi in Galilea, perché dovrà compiersi per mezzo di essi la profezia di Isaia: “Ma la caligine sarà dissipata, poiché non ci sarà più oscurità dove ora è angoscia. In passato umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti. Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Madian. Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco. Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre. Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti” (Is 8,22-9,6). Dalla Galilea dovrà partire la luce che illuminerà il mondo. Chi dovrà portare la luce di Cristo alle nazioni sono i Dodici, è il corpo di Cristo che è la Chiesa.

Gesù ha iniziato la sua missione di luce dalla Galilea: “Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» Mt 4,12-17). Poiché la missione è una, non due, anche i Dodici devono partire dalla Galilea: “Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»!” (Mt 28,18-20). Con l’adempimento di quest’ultima profezia, ogni parola di Dio si è compiuta. Nessuna rimane da compiere. Il Padre è stato fedele in ogni sua promessa.

Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore. E non dissero niente a nessuno, perché erano impaurite.

Ora spetta ai Dodici adempiere ogni Parola detta loro da Gesù Signore. Quest’obbligo dura sempre, fino al giorno della Parusia. È un obbligo personale per ogni membro del corpo di Cristo. Papa, vescovi, presbiteri, diaconi, cresimati, battezzati, dottori, maestri, profeti, ognuno secondo il mistero o il particolare dono dello Spirito Santo deve essere un portatore della luce di Cristo Gesù nel mondo. Ognuno deve essere luce che genera luce. Se un solo cristiano non genera luce, la missione di Gesù è in grande sofferenza. La luce di Cristo è privata della sua pienezza e completezza. Le donne non compiono la missione perché impaurite. Noi abbiamo la fortezza dello Spirito Santo.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano generi altre fonti di luce in Cristo.

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