IL VANGELO DEL GIORNO

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At 8,9-17; Sal 67; Gv 5,31-47

28/4 MAR - III DI PASQUA [II]

I Giudei non possono conoscere Gesù nella sua verità per due motivi che sono inerenti alla fonte stessa della conoscenza. Essendo la loro una fonte parziale, necessariamente la conoscenza sarà parziale, la fede sarà parziale, la verità da essi professata sarà parziale. Mancano ad essi due fonti che sono essenza della rivelazione: i Salmi e i Profeti. Salmi e Profeti coprono più di mille anni di rivelazione. Essi vanno da Davide fino a Cristo. Essi sono privi di tutta la successiva rivelazione fatta da Dio ai padri. Mosè non è la Rivelazione. Nessun Libro della Scrittura è la Verità di Dio. La divina Verità è in tutto l’Antico Testamento quanto a rivelazione. È in tutto il Nuovo Testamento quanto a compimento. In tutta la Tradizione della Chiesa e in tutto il Magistero quanto a pienezza di comprensione e di conoscenza. La verità del Signore nostro Dio non si trova in una sola fonte. Ma in tutte le fonti: Mosè, Sapienziali, Profeti, Antico Testamento, Nuovo Testamento, Tradizione, Magistero, anche la Teologia e l’Agiografia vanno incluse quanto a comprensione e a vita della Parola.

Ma non per questo i Giudei sono immuni da colpa. Se essi leggessero Mosè senza alcun pregiudizio, senza asservirlo alla loro tradizione, con obbedienza piena alla Legge dell’Alleanza, con la libertà del cuore e della mente, saprebbero che Gesù non può venire se non da Dio. Come Mosè può essere solo da Dio per le opere che compie, così anche Gesù può essere solo da Dio per i miracoli, i segni e i prodigi da Lui compiuti. Non può un uomo fare ciò che Gesù fa se Dio non è con Lui, se Lui non viene da Dio. Infondo è questa l’argomentazione di Gesù. Io non vi chiedo di credere nella mia divinità. La fede nella divinità è susseguente, non iniziale. Io vi chiedo una cosa sola: credere che vengo da Dio. Credere che Lui mi ha mandato. Non dovete credere perché io ve lo dico, ma per le opere che io compio. Poiché io faccio tutto ciò che il Padre fa, allora non posso non essere da Dio. Quando però vi è disobbedienza ai Comandamenti, quando la Legge viene profanata con le opere cattive, allora il cuore diviene di pietra, gli occhi di marmo, la mente di argilla e nulla si vede e si comprende.

Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

C’è però una responsabilità che precede ogni peccato susseguente. Quando si commette un peccato che genera una moltitudine di altri peccati, si è responsabili di tutti i peccati susseguenti in ragione del peccato precedente. I Giudei sono responsabili del loro cuore di pietra e di ogni sentenza di cenere o di argilla da loro proferita, tendente a dichiarare menzogna ogni Parola e opera di Gesù, in ragione della loro disobbedienza alla Legge del loro Dio e Signore. Chi commette un peccato precedente sempre è responsabile di tutti i peccati susseguenti. La responsabilità è eterna. Si è responsabili di tutti i frutti di morte dati in cibo ai nostri fratelli.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che mai cadiamo nel peccato. È la morte alla verità.

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