IL VANGELO DEL GIORNO

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Dt 6,4a; 11,18-28; Sal 18; Gal 6,1-10;

Gv 4,5-42

DOMENICA 17 MARZO

La missione evangelizzatrice deve essere sempre compiuta da due agenti: il missionario e lo Spirito Santo. Non però in modo separato, ognuno operando per suo conto, ma in modo strettamente unitario e cioè avendo il missionario lo Spirito Santo come sua Parola, sua verità, sua Modalità storica perché il dialogo di verità e di luce giunga alla salvezza vera di colui che ascolta. Se lo Spirito Santo non è nel missionario, nessuna missione sarà di salvezza. Manca lo Spirito, la Parola, la Verità da annunziare, la Modalità storica secondo la quale muoversi. Tutto viene dallo Spirito del Signore. L’uomo deve essere suo strumento. Perché lo strumento sia efficace, esso dovrà abitare nella Parola di Cristo Signore, trasformandola in sua vita. Chi è allora il vero strumento dello Spirito Santo? Solo la persona che vive in Cristo, con Cristo, per Cristo, in piena obbedienza ad ogni sua Parola, desiderio, volontà, secondo verità perfetta, altrimenti mai potrà esserci vera missione. Chi non è in Cristo non può ascoltare lo Spirito del Signore e neanche ne segue le mozioni o le ispirazioni. Gesù, nello Spirito Santo e sotto sua ispirazione, chiede alla donna di andare a chiamare suo marito. La donna gli dice di non avere marito. Gesù le risponde che sta dicendo il vero. Prima aveva avuto cinque mariti e quello che ora è con lei non è suo marito. Tanto è bastato per convincere la donna che si trovava dinanzi ad un vero profeta.

Gesù dice alla donna dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.

Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

La missione si fa nel tempo e nella successione dei missionari. Chi precede deve seminare bene perché chi segue possa raccoglie bene. Ma anche chi raccoglie deve seminare bene perché quanti verranno dopo possano anche loro raccogliere. Seminare, raccogliere, seminare devono essere azioni perenni nel tempo. Se chi precede non semina, chi segue non può raccogliere. Per causa di chi non semina e di chi non raccoglie, si perdono anni e anni di missione evangelizzatrice.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni discepolo di Gesù semini e raccolga bene.

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