IL VANGELO DEL GIORNO

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Is 31, 9b-32,8; Sal 25; El 5,1-9; Mc 6,1b-5

SABATO 23 MARZO

Lo scandalo è grave tentazione per la nascita o la vita della fede negli altri, specie nelle persone piccole di età o anche piccole nella stessa fede. Non è una tentazione diretta, ma indiretta, provocata dal comportamento e dalle parole di chi non agisce conformemente alla morale che deriva dalle verità della fede. Il comportamento di Gesù è altissimamente morale. Tutto in Lui è vita secondo la mozione dello Spirito Santo che lo guida anche nei più piccoli precetti della Legge. La sua santità è perfetta. Per questo Lui può dire: “E beato colui che non trova in me motivo di scandalo”.

Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!» (Mt 11,2-6).

Lui, pur essendo Figlio di Dio, non deve pagare alcuna tassa per il tempio del Padre suo. Ma si sottomette alla Legge per non creare alcun motivo di scandalo.

Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì». Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei». E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te» (Mt 17,24-27).

San Paolo chiede ai discepoli di Gesù di mettere ogni impegno al fine di non dare motivo di scandalo a nessuno. La vita del cristiano deve essere santità perfetta.

Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga criticato il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza: nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, con sapienza, con magnanimità, con benevolenza, con spirito di santità, con amore sincero, con parola di verità, con potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama; come impostori, eppure siamo veritieri; come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece viviamo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto! (2Cor 6,3-10).

Gesù però deve camminare secondo la volontà del Padre, sempre mosso dallo Spirito Santo. Se lo Spirito di Dio gli comanda di dire una parola, Lui deve dire quella parola. Se gli ordina di compiere un’opera, lui deve compiere quell’opera. Non può dire o fare altre cose se non quelle che lo Spirito di Dio gli comanda, gli ordina, gli suggerisce. Qualcuno si potrebbe scandalizzare. Non si scandalizza però perché è stato fatto un male, ma perché è stata detta una verità o compiuta un’opera secondo Dio. In questo caso è chi si scandalizza responsabile del suo scandalo. Gesù è innocente e santo.

Venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.

Quando l’azione è santa secondo lo Spirito Santo di Dio, essa va compiuta. Per farisei e scribi tutta la vita di Gesù è uno scandalo, a causa del loro cuore cattivo e malvagio.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni nostra parola e azione siano sempre sante.

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