IL VANGELO DEL GIORNO

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Ez 11,14·20; Sal 88; 1Ts 5.12·23; Mt 19,13·15

SABATO 6 APRILE

Sia nell’Antico Testamento che nel Nuovo alcuni bambini sono di Dio, prima ancora di essere concepiti nel grembo materno. Così è di Isacco e di Sansone. Samuele fu dato al Signore appena svezzato. La madre lo aveva promesso al Signore prima del concepimento. Lei era sterile. Il Signore gli avrebbe dato un figlio e lei lo avrebbe ridato al Signore. La preghiera è stata ascoltata e Anna ha mantenuto fede alla parola data.

Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore. Ella aveva l’animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente. Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo» (2Sam 1,9-11).

Il bambino apparteneva al Signore già all’ottavo giorno dopo la nascita. Ma anche che era il padre incaricato ad obbligare i figli e la sua famiglia ad osservare la via del Signore. Il padre era il primo maestro dei suoi figli. Lui insegnava loro le vie di Dio.

Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra voi ogni maschio. Vi lascerete circoncidere la carne del vostro prepuzio e ciò sarà il segno dell’alleanza tra me e voi. Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra voi ogni maschio di generazione in generazione, sia quello nato in casa sia quello comprato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe. Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comprato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne. Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del prepuzio, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza» (Gen 17,10-14).

Il Signore diceva: «Devo io tenere nascosto ad Abramo quello che sto per fare, mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? Infatti io l’ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui a osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore compia per Abramo quanto gli ha promesso». Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!» (Gen 18,17-21).

Figlio, se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della prova. Stai unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni. Accetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose, perché l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Nelle malattie e nella povertà confida in lui. Affìdati a lui ed egli ti aiuterà, raddrizza le tue vie e spera in lui (Sir 2,1-6).

Cosa aggiunge Gesù che non sia già stato detto sui bambini? Lui aggiunge una verità altissima. Il Regno dei cieli appartiene a chi è come loro. Nel bambino nulla è da lui stesso. Tutto è dal padre. È il padre la vita del bambino. È il Padre la vita dei figli del suo Regno. È Regno di Dio che è dal Padre sempre, in ogni cosa. Chi è da se stesso, mai potrà appartenere al Regno di Dio. Gli manca la verità essenziale: essere da Dio.

Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

Da Dio si deve essere nella verità, nella luce, nella giustizia, nella grazia, nella misericordia, nella vita eterna, nella missione, nella vocazione, nei carismi, nei ministeri. Non solo da Dio si deve essere, in Dio si deve rimanere per essere sempre da Lui. La tentazione, ogni tentazione, ha questa unica finalità: farci essere da noi, perché se siamo da noi, di sicuro finiremo per essere da Satana. O si è da Dio e si rimane da Dio sempre, oppure si cambierà padrone. Da Dio si passa a Satana.

Madre di Dio, Angeli, Santi, non permettete che lasciamo il Signore per il diavolo.

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