IL VANGELO DEL GIORNO

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Gen 41,1b-40; Sal 118, 129-136; Pr 29,23-26; Gv 6,63b-71

MARTEDÌ 9 APRILE

Gesù annunzia ai Giudei il mistero del vero pane che discende dal cielo, che è Lui, nella sua Parola, nel suo Corpo e nel suo Sangue, come nutrimento dato loro da Dio, e la loro risposta, dopo aver ascoltato è stata di un rifiuto pieno con conseguente allontanamento. Quanto Gesù chiedeva loro è umanamente impossibile e impensabile. Nel Vangelo, nella Rivelazione, vi è qualcosa di umanamente possibile e pensabile? Non è tutto oltre la nostra mente? Il mistero della Trinità dell’unico e solo Dio, dell’Incarnazione, della morte espiatrice e redentrice, della gloriosa risurrezione, dell’immacolato concepimento di Maria, della Chiesa, dei sacramenti, del corpo di Cristo, della moralità sana, possono essere compresi dalla sola mente dell’uomo? Oggi, tempo in cui l’uomo ha perso la fede, non ha anche smarrito il mistero della sua umanità? Il mistero delle differenze fisiche, metafisiche, spirituali, soprannaturali, eterne, è forse compreso dalla mente dell’uomo? L’uomo che si consegna alla sola sua mente nulla potrà comprendere. Neanche riesce a fare un discorso di sana e saggia analogia perché dal visibile venga introdotto nell’invisibile divino. Oggi l’uomo dalla sola umanità, senza l’aiuto della trascendenza, non ha dichiarato i più grandi crimini e nefandezze contro la sua natura, diritto inalienabile dell’uomo e della donna?

Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao. Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla » (Gv 6,52-63).

Ora Gesù si trova dinanzi ad una scelta: ritirare la sua verità su se stesso e salvare i discepoli o ribadire la sua verità e perdere i discepoli. Gesù sa che fare discepoli senza verità a nulla serve. Meglio farne uno solo con la sua verità, nella sua verità, che un milione senza la sua verità. Senza la verità non c’è il passaggio dalla carne allo Spirito. Si è solo corpo di peccato per il peccato, corpo di morte per la morte. Lui, la verità, il discepolo sono una cosa sola. Separare la sua persona dalla verità e la verità dal discepolo non è più missione di salvezza. È abbandonare l’umanità alla sua morte eterna. Lui si lega alla verità. Lascia però liberi gli altri di andarsene.

Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici.

Ai Dodici Gesù chiede se anche loro vogliono andarsene. La risposta di Pietro è immediata: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. Pietro ancora nulla ha compreso del mistero dell’Eucaristia. Sa però che la Parola di Gesù è vera, perché Parola del Messia di Dio. La fede di Pietro non nasce dalla credibilità di Cristo, ma dalla sua natura.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano diventi natura di vera fede.

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