IL VANGELO DEL GIORNO

Risultati immagini per se avrete fede nulla vi sarà impossibile

Lv 25,1-17; Sal 98; Rm 13,11-14; Lc 7,20-23

SABATO 20 LUGLIO

Giovanni il Battista manda alcuni suoi discepoli perché chiedano espressamente a Gesù: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. Gesù non risponde in modo diretto, ma indiretto. Invita i discepoli di Giovanni a riferire al loro maestro quanto essi stanno vedendo e udendo: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia”. Si stavano compiendo due profezie di Isaia. Poiché la Parola di Dio è una, se una parte si compie, anche le altre parti si compiranno.

Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio. Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso sorgenti d’acqua. I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli diventeranno canneti e giuncaie. Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa; nessun impuro la percorrerà. Sarà una via che il suo popolo potrà percorrere e gli ignoranti non si smarriranno. Non ci sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà o vi sosterà. Vi cammineranno i redenti. Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto (Is 35,1-10).

Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per dare agli afflitti di Sion una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell’abito da lutto, veste di lode invece di uno spirito mesto. Essi si chiameranno querce di giustizia, piantagione del Signore, per manifestare la sua gloria. Concluderò con loro un’alleanza eterna. Sarà famosa tra le genti la loro stirpe, la loro discendenza in mezzo ai popoli. Coloro che li vedranno riconosceranno che essi sono la stirpe benedetta dal Signore. Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto con il mantello della giustizia, come uno sposo si mette il diadema e come una sposa si adorna di gioielli. Poiché, come la terra produce i suoi germogli e come un giardino fa germogliare i suoi semi, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le genti (Is 61,1-11).

“Mi ha mandato per portare il lieto annunzio ai miseri”. Ma chi sono in realtà miseri o poveri ai quali Gesù reca il lieto annunzio? Sono tutti coloro che attendono la salvezza dal loro Dio e Signore. Quanti riconoscono che essi nulla possono operare per ritornare in vita, perché quanto è nel mondo non dona vita. Misero è colui che vede se stesso con visione soprannaturale e sa che ogni vita viene dal suo Signore, che è il suo Dio, Creatore, Redentore, Padre, Provvidenza. Misero è il povero di vita eterna, vita divina, vita dell’anima e dello spirito, vita della volontà e del cuore. Questa vita non si trova sulla terra. Si trova solo Dio ed è annunciata da Gesù e data nello Spirito Santo.

Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Il povero di cose è nella condizione di accogliere il lieto annuncio. Ma non sono i poveri di cose che Gesù deve evangelizzare. Lui è venuto per ogni uomo e a tutti deve far sentire il lieto annuncio. Lo ascolta però solo quanti desiderano ritornare nella vera vita che è manifesta dalla Parola di Cristo Gesù. La vera povertà è desiderio di Dio.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni uomo senta nel cuore il desiderio di vera vita.

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