IL VANGELO DEL GIORNO

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Gs 4,11-18; Sal 65; Lc 9,10-17

MERCOLEDÌ 24 LUGLIO

I discepoli devono dare da mangiare al mondo, non oggi, ma domani, quando Gesù sarà risorto, la sua Parola, il suo corpo, il suo sangue, la sua verità, la sua grazia, la vita eterna, la sua luce. Non solo dovranno dare da mangiare tutto Cristo Gesù nella pienezza del suo essere così come lo ha dato a noi il Padre, ma anche dovranno formare il corpo di Cristo, la sua Chiesa, aggiungendo per mezzo del Battesimo sempre nuovi membri, nuove vite, nuovi tralci. Dare da mangiare Cristo, formare Cristo, crescere in Cristo, crescendo in sapienza e grazia, nello Spirito Santo. Questo è il cibo che gli Apostoli dovranno sempre dare. Questa è la loro missione immutabile nei secoli fino alla venuta di Gesù sulle nubi del cielo. Gli Apostoli sono questa coscienza.

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola». Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani (At 6,1-6).

Anche Paolo è questa coscienza. Per dare da mangiare Cristo, Parola di vita eterna, redenzione, giustizia, salvezza, luce, santità, ha consumato fisicamente se stesso.

Nessuno mi toglierà questo vanto! Infatti annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo. Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: mi sono fatto come Giudeo per i Giudei, per guadagnare i Giudei. Per coloro che sono sotto la Legge – pur non essendo io sotto la Legge – mi sono fatto come uno che è sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. Per coloro che non hanno Legge – pur non essendo io senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo – mi sono fatto come uno che è senza Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono senza Legge. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io (1Cor 9,15-23).

Quando una uomo, chiamato da Dio per essere consacrato Vescovo o anche presbitero, deve sapere che la sua missione consisterà nel dare da mangiare Cristo, Parola, Vangelo, verità, luce, giustizia, giustificazione, redenzione, perdono dei peccati, riconciliazione, Eucaristia, pensiero del Padre, ad ogni altro uomo. Altre mansioni non gli competono. Per tutto ciò che riguarda la materia devono provvedere perché siano altri ad occuparsene. La Chiesa è vero corpo di Cristo. Il cuore non è piede e non è mano. Il cuore deve rimanere sempre cuore. Se fa altre cose, l’uomo muore.

Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che vescovo e presbiteri ci diano Cristo da mangiare.

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