IL VANGELO DEL GIORNO

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I 1Gv 3,10-16; Sal 132; Lc 17,3b-6

10/9 MAR - II DOPO IL MARTIRIO DI S. GIOVANNI [I]

Nella Scrittura Santa la fede prima di ogni cosa è obbedienza alla Parola del Signore, che accompagna il cammino dell’uomo nella storia particolare e universale. Ecco i primi cinque comandi e le prime cinque parole di Dio nella nostra storia: “Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra»” (Gen 1,28). “Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire»” (Gen 2,16-17). “Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai»” (Gen 4,6-7). “Allora Dio disse a Noè: È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori” (Gen 6,13-14). “Il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra»” (Gen 12,1-3). Il primo uomo, tentato dalla donna, non ha obbedito. Neanche Caino ha obbedito. Noè e Abramo hanno obbedito. La disobbedienza produce sempre un frutto di morte. L’obbedienza sempre un frutto di vita, oggi, domani, sempre.

Gli Apostoli chiedono a Gesù che accresca la loro fede. Gesù risponde che basta avere la fede quanto un granello di senapa per compiere ogni prodigio. Cosa in verità vuole insegnarci Gesù? Il gelso che si sposta e si trapianta nel mare è segno dell’impossibile umano. Se l’impossibile diviene possibile per la nostra fede, allora essa è veramente viva. Se non avviene, essa è debole, piccola, inferma, anche morta. Ma quando questo potrà avvenire? Solo quando la nostra obbedienza alla Parola del Signore è perfetta. Noi obbediamo al nostro Dio e Signore, le creature obbediscono ad ogni nostro comando. Se noi non obbediamo a Dio, secondo la sua Parola, neanche le creature ci obbediranno. Esse non ci riconoscono come veri figli devoti e fedeli. Noi rifiutiamo l’obbedienza a Dio. Esse la rifiutano a noi. Il gelso mai si trapianterà.

Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai». Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.

Per San Paolo l’impossibile umano è il raggiungimento della salvezza. Nessuna salvezza potrà essere raggiunta se si cade dalle fede: “Quindi, miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore. Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita” (Fil 2,12-16). Se noi trapiantiamo la nostra vita nella beatitudine eterna, allora la nostra fede è viva. Se falliamo questa missione, è segno che siamo di fede morta. Chi cammina verso il Paradiso attesta di possedere la vera fede, che è obbedienza alla Parola del Signore. Se invece camminiamo verso la perdizione eterna, non possiamo asserire di essere di fede pura. Urge la conversione alla Parola di Cristo Gesù, senza la quale è impossibile essere graditi a Dio.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano cammini verso la salvezza eterna.

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