IL VANGELO DEL GIORNO

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I 3Gv 1-8.13-15; Sal 36; Lc 18,18-23

19/9 GIO - III DOPO IL MARTIRIO DI S. GIOVANNI [I]

Creazione, redenzione, salvezza, giustificazione, vita eterna, grazia, verità, luce, Cristo Gesù, Spirito Santo, Chiesa, sacramenti, ogni altro dono spirituale e materiale è frutto della bontà del Signore nostro Dio. San Pietro così esorta i cristiani: “Allontanate dunque ogni genere di cattiveria e di frode, ipocrisie, gelosie e ogni maldicenza. Come bambini appena nati desiderate avidamente il genuino latte spirituale, grazie al quale voi possiate crescere verso la salvezza, se davvero avete gustato che buono è il Signore. Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso. Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo. Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. Un tempo voi eravate non-popolo, ora invece siete popolo di Dio; un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia” (1Pt 2,1-10). Ogni bene è frutto nell’uomo della bontà del Signore. È Lui la sorgente eterna dalla quale in eterno scaturisce tutto il bene che regna nell’universo creato. Ci si separa da Dio, muore il vero bene. Sorge ogni bene falso. Oggi, l’uomo senza Dio non chiama bene l’aborto, il divorzio, l’eutanasia, ogni amore disordinato, ogni delitto e iniquità? Se l’uomo vuole ritornare nel vero bene, deve ritornare nel vero Dio, in Cristo, per lo Spirito Santo.

Anche Gesù, nell’eternità e nel tempo, è dal Padre. È dal Padre per generazione eterna. Ma è anche dal Padre perché tutto Lui attinge dal Padre e dona agli uomini. Anzi è il Padre che lo ha costituito Mediatore universale: “In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero»” (Mt 11,25-30). Cosa chiede Gesù al notabile che vuole sapere qual è la via per ereditare la vita eterna? Che si faccia anche lui interamente dal Padre. Che gli doni la vita. Prima però dovrà separarsi dei suoi beni, trasformandoli in elemosina. Poi dovrà tornare e mettersi a servizio di Gesù, per essere domani ministro di luce e verità nel suo regno.

Un notabile lo interrogò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.

Quest’uomo non accoglie l’invito. Sceglie di essere dai suoi beni, dalle sue ricchezze. Si rifiuta di essere dalla bontà del Padre in tutto per divenire ministro della stessa bontà. I suoi beni mai potranno essere fonte di vita per lui. Neanche per gli altri saranno fonte di vita, perché fonte di ogni vita è solo il Padre. Così decidendo, quest’uomo si è posto fuori dalla legge eterna della bontà. Anche se osserverà i Comandamenti lo farà per un fine egoistico. Poi si stancherà. Perderà la vita eterna.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano sia sempre dalla bontà del Padre.

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