IL VANGELO DEL GIORNO

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I 2Pt 3,1-9; Sal 89; Lc 19,37-40

26/9 GIO - IV DOPO IL MARTIRIO DI S. GIOVANNI [I]

Oggi, mentre Gesù entra in Gerusalemme, ogni lingua muta, perché senza alcuna voce nella storia, grida la sua gioia perché finalmente è venuto il re, che sarà per loro Parola di giustizia, pace, verità, libertà, amore, compassione, misericordia, perdono. Si compie la profezia di Isaia: “Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio. Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio. Egli viene a salvarvi». Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso sorgenti d’acqua”(Is 35,1-7). Il re che viene porta dignità a quanti sono privati di ogni loro diritto, primo fra tutti del diritto di essere ammaestrati sulla verità del loro Creatore, Signore, Dio. Questo è un diritto inalienabile della persona umana e nessuno potrà esserne privato. I ministri di Dio, del vero Dio, devono porre ogni attenzione. Ogni falsità da essi insegnata, ogni distorsione, cambiamento, trasformazione della Parola del Signore diviene grave peccato contro l’uomo, cui è dovuto il dono della più pura verità.

Nella scrittura vi è però un altro grido, quello delle pietre. Queste gridano il peccato dell’uomo commesso ai danni dell’uomo: “Guai a chi accumula ciò che non è suo, – e fino a quando? – e si carica di beni avuti in pegno!». Forse che non sorgeranno a un tratto i tuoi creditori, non si sveglieranno e ti faranno tremare e tu diverrai loro preda? Poiché tu hai saccheggiato molte genti, gli altri popoli saccheggeranno te, perché hai versato sangue umano e hai fatto violenza a regioni, alle città e ai loro abitanti. Guai a chi è avido di guadagni illeciti, un male per la sua casa, per mettere il nido in luogo alto e sfuggire alla stretta della sventura. Hai decretato il disonore alla tua casa: quando hai soppresso popoli numerosi hai fatto del male contro te stesso. La pietra infatti griderà dalla parete e la trave risponderà dal tavolato. Guai a chi costruisce una città sul sangue, ne pone le fondamenta sull’iniquità. Non è forse volere del Signore degli eserciti che i popoli si affannino per il fuoco e le nazioni si affatichino invano? Poiché la terra si riempirà della conoscenza della gloria del Signore, come le acque ricoprono il mare” (Ab 2,6-14). Conviene ai farisei che gridino più quanti non hanno voce, anziché le pietre. I senza voce esaltano il Re che viene senza arrecare alcun danno ad altri uomini. Mentre le pietre griderebbero i loro peccati e questo li metterebbe in seria cattiva luce dinanzi a tutto il popolo del Signore. In questo momento i farisei sono una cosa possono fare: ritirarsi in buon ordine e lasciare che tutti gridino la loro gioia.

Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!». Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

Gesù è acclamato vero Messia, vero Cristo di Dio. Non sono solo i Dodici che gridano la loro gioia ed esultanza, ma tutta la folla che stava salendo nella Città Santa per la celebrazione della Pasqua. Un popolo in festa non lo si può fermare. L’esultanza è troppo grande perché la si possa fermare. I farisei vorrebbero che questa gioia venisse smorzata. Ma ci sono momenti in cui nulla si può fare contro la storia. Ciò che deve accadere, deve accadere. Oggi tutta Gerusalemme deve sapere chi è colui che sta venendo a visitarla: il suo re. Si sta compiendo la profezia di Zaccaria. Se la profezia si compie, Gesù potrà essere anche crocifisso, rimarrà in eterno il loro re, perché così il Padre ha decretato dall’eternità. Nulla può l’uomo contro i decreti eterni del Padre.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che oggi con potenza il cristiano gridi la verità di Gesù.

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