IL VANGELO DEL GIORNO

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Rt 2,19-3,4a; Sal 17; Est 7,1-6; 8,1-2; Lc 1,57-66

20/12 VEN - IV FERIA PRENATALIZIA DELL’ACCOLTO

La missione cristiana obbliga a mostrare tutta la potenza della grazia e della verità, tutta l’onnipotenza di misericordia, perdono, compassione del Padre nostro, tutta la luce dello Spirito Santo, generatrice della vita nuova nell’uomo, da lui rigenerato e fatto corpo di Cristo e partecipe della divina natura. Tutte le opere di Dio sono visibili. Sono visibili quelle operate negli uomini e quelle compiute attraverso la natura. Ecco cosa grida il Salmo: “Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro, Giuda divenne il suo santuario, Israele il suo dominio. Il mare vide e si ritrasse, il Giordano si volse indietro, le montagne saltellarono come arieti, le colline come agnelli di un gregge. Che hai tu, mare, per fuggire, e tu, Giordano, per volgerti indietro? Perché voi, montagne, saltellate come arieti e voi, colline, come agnelli di un gregge? Trema, o terra, davanti al Signore, davanti al Dio di Giacobbe, che muta la rupe in un lago, la roccia in sorgenti d’acqua” (Sal 114 (113A),1-8). La natura vede Dio che opera su di essa e per mezzo di essa. Anche i popoli vedono le opere di Dio.

Anche i frutti spirituali operati dalla fede in Cristo Gesù sono ben visibili: “Intanto quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirene, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore. E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore. Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia. Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore. Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani” (At 11,19-26). Se la grazia di Dio, operatrice di vita nuova, stili nuovi di essere e di operare, modalità nuove nelle relazioni, non si vede, è segno che essa non è nei cuori. Il Dio invisibile nel suo mistero di creazione, redenzione, salvezza, rigenerazione, santificazione, grazia, verità, vita eterna deve essere reso visibile dal cristiano. Se l’invisibile non è reso visibile, esso non è nel discepolo di Gesù. È un annunciatore vuoto di Cristo quel cristiano che non mostra visibilmente i frutti della sua fede.

Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Il Signore ha operato cose prodigiose in Giovanni, il figlio di Zaccaria e di Elisabetta. L’opera di Dio è ben visibile. Quanti sono vicini e vedono questi eventi sanno che Dio è all’opera. Quanto è accaduto è solo opera di Dio, non dell’uomo. Essi vedono e confessano: “Che sarà mai questo bambino? Cosa farà di Lui il Signore? Quale grande missione lo attende?”. La nostra visibilità non dovrà mai essere artificiale. Il mondo distingue ciò che è artificiale e ciò che è naturale. La nostra visibilità dovrà essere simile a quell’albero. Come la visibilità naturale dell’albero sono i suoi frutti, così anche per il cristiano la sua visibilità naturale sono i suoi frutti di vera fede, speranza, carità.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano produca veri frutti di salvezza.

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