IL VANGELO DEL GIORNO

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1Gv 1,1-10; Sal 96; Rm 10,8c-15; Gv 21,19c-24

27/12 VEN - S. GIOVANNI APOSTOLO-EVANGELISTA

Giovanni è vero testimone di Lui perché lui ha seguito il Maestro dai giorni della testimonianza del Battista. Lui ha visto, ha toccato, ha udito, ha contemplato. Così nella sua Prima Lettera: “Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena. Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato” (1Gv 1,1-7). La storia è fatto testimoniato. La storia degli uomini è narrata secondo gli interessi degli uomini. La storia di Gesù è testimoniata secondo purissima verità, nello Spirito Santo. Il Vangelo è storia più vera di ogni altra storia. È testimonianza più vera di ogni altra testimonianza. Lo Spirito Santo garantisce la testimonianza degli evangelisti apponendo il sigillo della sua verità e ispirazione.

E, detto questo, aggiunse: «Seguimi». Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.

Osserviamo cosa Giovanni vive presso la croce e cosa vede: “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Gv 19,25-37). Ascolta le parole di Gesù che gli chiede di prendere Maria come sua vera Madre. Ecco cosa vede con gli occhi dello Spirito Santo: il compimento di due profezie dell’Antico Testamento. Gesù è l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. È il Nuovo Agnello della Nuova Pasqua. Gesù è il Nuovo Tempio del Signore. È dal suo cuore squarciato che nascono lo Spirito Santo e la grazia per operare la nuova creazione dell’umanità. La testimonianza di Giovanni è vera: ha visto, ha toccato, ha udito, ha contemplato.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci testimoni perfetti della verità di Gesù Signore.

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