IL VANGELO DEL GIORNO

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Ger 31,15-18.20; Sal 123; Rm 8,14-21; Mt 2,13b-18

28/12 SAB - SS. INNOCENTI MARTIRI

L’Evangelista Matteo, illuminato dallo Spirito Santo, vede nel martirio dei bambini, uccisi da Erode in Betlemme, il compimento della profezia di Geremia. Essa non è una parola di tristezza, lutto, dolore infinito, ma di grande conforto e speranza. Il Signore darà a Rachele i suoi figli: “Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione e li raduno dalle estremità della terra; fra loro sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta e la partoriente: ritorneranno qui in gran folla. Erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni; li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua per una strada dritta in cui non inciamperanno, perché io sono un padre per Israele, Èfraim è il mio primogenito». Ascoltate, genti, la parola del Signore, annunciatela alle isole più lontane e dite: «Chi ha disperso Israele lo raduna e lo custodisce come un pastore il suo gregge». Perché il Signore ha riscattato Giacobbe, lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui. Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion, andranno insieme verso i beni del Signore, verso il grano, il vino e l’olio, i piccoli del gregge e del bestiame. Saranno come un giardino irrigato, non languiranno più. La vergine allora gioirà danzando e insieme i giovani e i vecchi. «Cambierò il loro lutto in gioia, li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni. Nutrirò i sacerdoti di carni prelibate e il mio popolo sarà saziato dei miei beni». Il nostro Dio è il Dio della speranza, della consolazione, della gioia, della pace. Tutte quelle madri hanno perso i loro figli sulla terra, il Signore li ha ridati loro nella gloria del cielo. Essi sono martiri per Gesù Signore.

Ecco il grido della speranza che viene dal cuore del nostro Dio: “Oracolo del Signore. Così dice il Signore: «Una voce si ode a Rama, un lamento e un pianto amaro: Rachele piange i suoi figli, e non vuole essere consolata per i suoi figli, perché non sono più». Dice il Signore: «Trattieni il tuo pianto, i tuoi occhi dalle lacrime, perché c’è un compenso alle tue fatiche – oracolo del Signore –: essi torneranno dal paese nemico. C’è una speranza per la tua discendenza – oracolo del Signore –: i tuoi figli ritorneranno nella loro terra” (Ger 31,8-17). Ogni martirio per Cristo Gesù non è morte, ma vita eterna. Non è lutto, ma gioia. Non è tristezza, ma infinita consolazione. Ogni sacrificio per il Vangelo produce un frutto di gloria divina. Oggi questa fede è in decadimento e urge che ogni cristiano prima la riedifichi nel suo cuore e poi aiuti ogni altro uomo perché impari a vivere di Cristo e per Cristo. La sua speranza non sarà delusa. Mai. Sempre il Signore darà il suo compimento eterno, che è il solo vero.

Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.

Vivere il dolore nella fede, secondo le regole della fede, è quanto oggi serve all’uomo. Ma chi può vivere la sofferenza nella fede, secondo le regole della fede? Solo chi è con Cristo un solo corpo, una sola vita, una sola fede, una sola speranza, una sola carità. Oggi l’uomo si è separato dal corpo di Cristo. Vive il dolore nella disperazione. Esce dal dolore con il suicidio e con ogni altro orrendo peccato. La natura risponde al dolore secondo le regole della carne e queste regole sono tutte generatrici di morte. La fede risponde al dolore secondo le regole della fede, nella luce dello Spirito Santo e nella grazia di Cristo Gesù, e queste norme sono tutte generatrici di salvezza, redenzione, vita eterna gloria immortale. La vera fede in Cristo è la sola medicina efficace per vincere il dolore causato dal peccato dell’uomo. Ogni vita è da Cristo.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci una cosa sola in Cristo, per vivere con Cristo.

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