IL VANGELO DEL GIORNO

Risultati immagini per Beato il grembo che ti ha portato

Mi 4,6-8; Sal 95; 2Cor 1,1-7; Lc 11,27b-28

30/12 LUN - VI GIORNO DELL’OTTAVA DI NATALE

Gesù non parla bene e non compie prodigi perché figlio di una grande Madre. Gesù fa bene ogni cosa perché sempre in obbedienza allo Spirito Santo. Lo Spirito comanda e Lui esegue. Lo Spirito ordina e Lui compie. Lo Spirito vuole e Lui lo ascolta. In Gesù lo Spirito Santo vi dimora con ogni potenza: “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra. Percuoterà il violento con la verga della sua bocca, con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio. La giustizia sarà fascia dei suoi lombi e la fedeltà cintura dei suoi fianchi” (Is 11,1-5). È lo Spirito Santo che lo guida nella missione che il Padre gli ha affidato e per la quale è stato mandato: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore” (Lc 4,18-19). Nessuno può compiere le opere di Dio, se non si lascia muovere dallo Spirito di Dio. Vale per Cristo. Vale per ogni suo discepolo.

San Paolo rivela che l’esaltazione di Gesù alla destra del Padre, il nome che ha ricevuto che è al di sopra di ogni altro nome, è frutto della sua obbedienza: “Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre” (Fil 2,6-11). Anche la Lettera agli Ebrei rivela la stessa verità: “Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchìsedek” (Eb 5,7-10).

Una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

Sappiamo che l’obbedienza di Gesù consiste nell’offrire al Padre il proprio corpo in olocausto e in sacrificio per l’espiazione dei peccati del mondo: “Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà». Dopo aver detto: Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà. Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre” (Eb 10,5-10). Se Maria è beata, non lo è perché ha generato Cristo. È beata perché ha creduto. Così Elisabetta, nello Spirito Santo: “E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto” (Lc 1,45). La misura della beatitudine è data dalla misura dell’obbedienza. Più grande è l’obbedienza e più grande sarà la beatitudine. Tutti potranno essere beati. Tutti potranno raggiungere il sommo della beatitudine, purché raggiungano anche il sommo dell’obbedienza. È via obbligatoria universale.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci obbedienti allo Spirito Santo in ogni suo comando.

©2019 Designed By Utility Line Italia

Search