IL VANGELO DEL GIORNO

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II Sir 36,1-19; Sal 32; Mc 6,1-6a

4/2 MAR - IV DOPO L’EPIFANIA [II]

Gesù insegna nella Sinagoga di Nazaret e tutti rimangono colpiti dalla sua sapienza. Poiché essi sono privi di sapienza, non sono cresciuti in sapienza, non sanno convertirsi alla sapienza. Alla sapienza ci si converte dalla sapienza. Dalla sapienza inferiore si approda alla sapienza superiore. Quanti ascoltano Gesù rimangono prigionieri della loro stoltezza. Non conoscono le profondità della luce che promana dalla vera sapienza. Gesù non possiede parte della sapienza, la possiede tutta, perché tutto lo Spirito di Sapienza è sopra di Lui: “Ogni sapienza viene dal Signore e con lui rimane per sempre. La sabbia del mare, le gocce della pioggia e i giorni dei secoli chi li potrà contare? L’altezza del cielo, la distesa della terra e le profondità dell’abisso chi le potrà esplorare? Prima d’ogni cosa fu creata la sapienza e l’intelligenza prudente è da sempre. Fonte della sapienza è la parola di Dio nei cieli, le sue vie sono i comandamenti eterni. La radice della sapienza a chi fu rivelata? E le sue sottigliezze chi le conosce? Ciò che insegna la sapienza a chi fu manifestato? La sua grande esperienza chi la comprende? Uno solo è il sapiente e incute timore, seduto sopra il suo trono. Il Signore stesso ha creato la sapienza, l’ha vista e l’ha misurata, l’ha effusa su tutte le sue opere, a ogni mortale l’ha donata con generosità, l’ha elargita a quelli che lo amano. L’amore del Signore è sapienza che dà gloria, a quanti egli appare, la dona perché lo contemplino. Senza sapienza non si può compiere nessuna missione che viene dal Signore. Senza sapienza neanche la Legge potrà essere osservata.

Quelli di Nazaret avrebbero dovuto fare una sola confessione. Se Gesù è così sapiente, Lui può venire solo dal Signore. Il miracolo della sapienza è superiore ad ogni altro miracolo. La sapienza perfetta è purissimo dono che può venire solo dal nostro Dio e Signore: “Il timore del Signore è gloria e vanto, gioia e corona d’esultanza. Il timore del Signore allieta il cuore, dà gioia, diletto e lunga vita. Il timore del Signore è dono del Signore, esso conduce sui sentieri dell’amore. Chi teme il Signore avrà un esito felice, nel giorno della sua morte sarà benedetto. Principio di sapienza è temere il Signore; essa fu creata con i fedeli nel seno materno. Ha posto il suo nido tra gli uomini con fondamenta eterne, abiterà fedelmente con i loro discendenti. Pienezza di sapienza è temere il Signore; essa inebria di frutti i propri fedeli. Riempirà loro la casa di beni desiderabili e le dispense dei suoi prodotti. Corona di sapienza è il timore del Signore; essa fa fiorire pace e buona salute. L’una e l’altra sono doni di Dio per la pace e si estende il vanto per coloro che lo amano. Egli ha visto e misurato la sapienza, ha fatto piovere scienza e conoscenza intelligente, ha esaltato la gloria di quanti la possiedono. Radice di sapienza è temere il Signore, i suoi rami sono abbondanza di giorni. Il timore del Signore tiene lontani i peccati, chi vi persevera respinge ogni moto di collera” (Sir 1,1-21). Non vi è miracolo più grande della sapienza attraverso la quale un uomo parla. Con la sapienza si porta il cuore di Dio nel cuore di ogni uomo.

Partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.

Scandalizzarsi perché una persona parla con grande sapienza è frutto solo del peccato che è nel cuore dell’uomo. Il peccato genera stoltezza, insipienza, durezza di cuore, sordità e cecità spirituali. Dinanzi alla sapienza vengono svelati i segreti del cuore più che dinanzi ai miracoli. Sarebbe stata sufficiente solo la “visione” della sapienza di Cristo per convertirsi a Lui. Nel Vangelo secondo Giovanni le guardie lo dicono: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo”. La sua sapienza è divina.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il cristiano parli sempre con grande sapienza.

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