IL VANGELO DEL GIORNO

Risultati immagini per Erano come pecore che non hanno pastore

II Sir 40,1-8a; Sal 8; Mc 6,30-34

5/2 MER - IV DOPO L’EPIFANIA [II]

Le conseguenze che si abbattono sulle pecore senza pastore sono manifestate dal Signore per mezzo dei suoi profeti. In Isaia, senza il pastore, le pecore vengono consegnate alle bestie della foresta che ne fanno stragi: “Voi tutte, bestie dei campi, venite a mangiare; voi tutte, bestie della foresta, venite. I suoi guardiani sono tutti ciechi, non capiscono nulla. Sono tutti cani muti, incapaci di abbaiare; sonnecchiano accovacciati, amano appisolarsi. Ma questi cani avidi, che non sanno saziarsi, sono i pastori che non capiscono nulla. Ognuno segue la sua via, ognuno bada al proprio interesse, senza eccezione. «Venite, io prenderò del vino e ci ubriacheremo di bevande inebrianti. Domani sarà come oggi, e molto più ancora»” (Is 56,9-12).Senza il pastore, le pecore diventano lauto pasto del diavolo. Triste sorte, ma vera sorte.

Senza il pastore, per le pecore vengono tempi duri. Ogni disastro spirituale, morale, economico, sociale, si abbatte sulle pecore: “«Ascoltate la parola del Signore, o figli d’Israele, perché il Signore è in causa con gli abitanti del paese. Non c’è infatti sincerità né amore, né conoscenza di Dio nel paese. Si spergiura, si dice il falso, si uccide, si ruba, si commette adulterio, tutto questo dilaga e si versa sangue su sangue. Per questo è in lutto il paese e chiunque vi abita langue, insieme con gli animali selvatici e con gli uccelli del cielo; persino i pesci del mare periscono. Ma nessuno accusi, nessuno contesti; contro di te, sacerdote, muovo l’accusa. Tu inciampi di giorno e anche il profeta con te inciampa di notte e farò perire tua madre. Perisce il mio popolo per mancanza di conoscenza. Poiché tu rifiuti la conoscenza, rifiuterò te come mio sacerdote; hai dimenticato la legge del tuo Dio e anch’io dimenticherò i tuoi figli. Tutti hanno peccato contro di me; cambierò la loro gloria in ignominia. Essi si nutrono del peccato del mio popolo e sono avidi della sua iniquità” (Os 4,1-8). Il pastore è la benedizione delle pecore, perché Lui le conserva nell’alleanza del suo Signore.

In Ezechiele è il cattivo pastore il più grande nemico delle pecore: “Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, profetizza contro i pastori d’Israele, profetizza e riferisci ai pastori: Così dice il Signore Dio: Guai ai pastori d’Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge. Non avete reso forti le pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza. Per colpa del pastore si sono disperse e sono preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate. Vanno errando le mie pecore su tutti i monti e su ogni colle elevato, le mie pecore si disperdono su tutto il territorio del paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura” (Ez 34,1-6). Un cattivo pastore è il più grande disastro che possa capitare alle pecore del Signore. Il cattivo pastore è il primo lupo delle pecore. Lui si pasce di esse, anziché dare la vita per esse. Inversione della missione.

Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Gesù è il Buon Pastore. Non appena vede le pecore del Padre, subito si mette ad insegnare loro molte cose. Qual è la prima cosa che Gesù insegna loro? Come si obbedisce alla vera Parola del vero Padre celeste. Scribi e farisei insegnano loro invece una falsa parola di un falso Dio, di un Dio creato da loro. Anche noi oggi siamo come scribi e farisei del tempo di Gesù. Diamo alle pecore una parola falsa di un Cristo falso. Quasi sempre il Dio e il Cristo di cui parliamo non sono il vero Cristo e il vero Dio.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il cristiano parli del vero Cristo e del vero Dio.

©2020 Designed By Utility Line Italia

Search