IL VANGELO DEL GIORNO

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Is 66,18b-22; Sal 32; Rm 4,13-17; Gv 4,46-54

9/2 DOM - V DOPO L’EPIFANIA [A]

La Parola rivela l’essere di una persona. I segni, che sono i frutti della persona, attestano se il suo essere è da Dio o è dal diavolo: “Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui” (Gv 3,31-36). Gesù viene da Dio, dice le parole di Dio. I segni attestano che ogni sua parola è Parola di Dio. Scribi e farisei vengono dal Maligno, hanno per padre il diavolo, dicono le parole del diavolo: “Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».

Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio» (Gv 8,34-47). Il funzionario del re chiede a Gesù la guarigione del figlio che è malato. Gesù gli dice: “Va’, tuo figlio vive”. Il funzionario si avvia verso casa, gli vengono incontro i servi. Gli annunciano che il figlio è guarito. Lui si informa sull’ora della guarigione, e appura che è guarito proprio nel momento in cui Gesù gli aveva detto: “Tu figlio vive”. Prima il funzionario del re ha creduto nel miracolo. Ora passa dalla fede nel miracolo alla fede nella verità di Gesù. Crede che Gesù è veramente mandato da Dio per dire le parole di Dio, che sono parole di salvezza e di vita eterna. La sua fede è perfetta.

Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

Anche per il cristiano vale questa stessa regola. Lui dice la parola. Essa si trasforma in opera. Dall’opera vista si deve sempre passare alla verità del suo essere che è da Cristo Gesù. Se il passaggio non viene fatto, perché vi è contraddizione tra le parole e le opere, lui è responsabile di ogni uomo che per lui non giunge alla vera fede in Cristo.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che parole e opere del cristiano siano purissima verità.

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