IL VANGELO DEL GIORNO

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Sir 38,34c-39,10; Sal 62; Mc 8,1-9

12/2 MER - V DOPO L’EPIFANIA [II]

La compassione in Dio è vero amore di salvezza, redenzione, liberazione dell’uomo dalla sua triste schiavitù del peccato e della morte. La compassione del nostro Dio giunge fino a dare il suo Figlio unigenito per la nostra salvezza: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio»” (Gv 3,16-21).

San Pietro ci rivela che la compassione di Dio è così grande da rinviare la fine del mondo perché vuole che nessuno si perda: “Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi. Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta. Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia. La magnanimità del Signore nostro consideratela come salvezza: così vi ha scritto anche il nostro carissimo fratello Paolo, secondo la sapienza che gli è stata data, come in tutte le lettere, nelle quali egli parla di queste cose. In esse vi sono alcuni punti difficili da comprendere, che gli ignoranti e gli incerti travisano, al pari delle altre Scritture, per loro propria rovina” (Cfr. 2Pt 3,1-18). Veramente il Signore vuole la salvezza di ogni uomo. Per questo mai smette di operare quanto è santo e giusto per la conversione di tutti. In nulla il Signore si è mai risparmiato. Tutto ha fatto e farà.

In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.

Gesù è venuto sulla nostra terra per essere in mezzo a noi la compassione del Padre. Lui sa che nessuno potrà compiere il viaggio di ritorno verso la casa del Padre, se non è confortato con il pane e il vino della salvezza, che sono il suo corpo e il suo sangue. La moltiplicazione dei pani è vera figura dell’Eucaristia. Domani nel Cenacolo sarà Lui a dare il suo corpo e il suo sangue agli Apostoli. Dopo la sua gloriosa risurrezione dovranno essere gli Apostoli e presbiteri, loro collaboratori nell’ordine episcopale, a fare il corpo di Cristo e a darlo da mangiare a quanti hanno fame e sete di Lui. Finché ci sarà un vescovo sulla terra che è nella successione apostolica, sempre ci sarà l’Eucaristia e sempre Lui potrà consacrare un altro vescovo o altri presbiteri perché questo pane mai venga a mancare agli uomini. Sono senza la compassione di Cristo Gesù tutte quelle comunità cristiane che sono prive dell’apostolo del Signore. Lasciano il popolo perire lungo il cammino per una fede non vera, non pura, eretica o scismatica, che è il frutto del peccato dei cristiani nella storia. Chi ha compassione dell’uomo abbandona il peccato di ieri, ritorna nella vera fede. Si nutre e nutre di Cristo i cuori.

Madre di Dio, Angeli, Santi, rivestite ogni cristiano della compassione di Gesù Signore.

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