IL VANGELO DEL GIORNO

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Sir 31,1-11; Sal 51; Mc 8,10-21

13/2 GIO - V DOPO L’EPIFANIA [II]

Mosè nel deserto viveva con un popolo che non comprendeva le grandi opera di Dio. Ecco cosa confessa alla fine, prima di morire: “Mosè convocò tutto Israele e disse loro: «Voi avete visto quanto il Signore ha fatto sotto i vostri occhi, nella terra d’Egitto, al faraone, a tutti i suoi ministri e a tutta la sua terra, le prove grandiose che i tuoi occhi hanno visto, i segni e i grandi prodigi. Ma fino a oggi il Signore non vi ha dato una mente per comprendere né occhi per vedere né orecchi per udire. Io vi ho condotti per quarant’anni nel deserto; i vostri mantelli non si sono logorati addosso a voi e i vostri sandali non si sono logorati ai vostri piedi. Non avete mangiato pane, non avete bevuto vino né bevanda inebriante, perché sappiate che io sono il Signore, vostro Dio” (Dt 29,1-5). Questa non comprensione è anche narrata dal Salmo: “Abbiamo peccato con i nostri padri, delitti e malvagità abbiamo commesso. I nostri padri, in Egitto, non compresero le tue meraviglie, non si ricordarono della grandezza del tuo amore e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso. Ma Dio li salvò per il suo nome, per far conoscere la sua potenza. Minacciò il Mar Rosso e fu prosciugato, li fece camminare negli abissi come nel deserto. Li salvò dalla mano di chi li odiava, li riscattò dalla mano del nemico. L’acqua sommerse i loro avversari, non ne sopravvisse neppure uno. Allora credettero alle sue parole e cantarono la sua lode. Presto dimenticarono le sue opere, non ebbero fiducia nel suo progetto, arsero di desiderio nel deserto e tentarono Dio nella steppa. Concesse loro quanto chiedevano e li saziò fino alla nausea. Divennero gelosi di Mosè nell’accampamento e di Aronne, il consacrato del Signore” (Cfr. Sal 106 (105) 1-16). L’uomo vede le grandi opere di Dio, ma è troppo cieco per vedere, troppo sordo per ascoltare, troppo muto per parlare. È il peccato che impedisce, ostacola, rallenta, ritarda la comprensione. Quando ci si libera dal peccato, quando si cresce nella grazia del Signore, anche in sapienza si cresce e si comprende.

Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà. Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva. Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Se è impossibile comprendere, perché Gesù chiede loro la comprensione? Perché con un po’ di buona volontà è sempre possibile comprendere le sue opere, entrare nella verità delle sue parole. Nel Vangelo secondo Giovanni, Gesù non attribuisce la non comprensione alla razionalità dell’uomo, bensì alla volontà: “Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita” (Gv 5,39-40). Quella dei Giudei è volontà malvagia, determinata a fare un grande male a Gesù. Quella degli Apostoli è una volontà distratta da desideri frutto nel loro cuore di una mentalità totalmente opposta a quella di Cristo Gesù. Essi erano accanto a Cristo, ma sempre nel loro piccolo mondo. Mancano ancora della visione di salvezza e di redenzione di Gesù Signore e per questo non comprendono. Oggi Gesù chiede loro di vigilare affinché i vizi della religione dei farisei e di Erode, che sono vizi ipocrisia e immoralità, mai entrino nella fede e nella religione che nasce dal Vangelo. È loro compito tenere questi vizi lontano dal loro cuore e dal cuore di ogni altro discepolo. La santità della fede obbliga.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il cristiano stia lontano da ipocrisia e immoralità.

 

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