IL VANGELO DEL GIORNO

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Is 52,7-10; Sal 95; 1Cor 9,16-23; Mc 16,15-20

14/2 VEN - SS. CIRILLO E METODIO

Per ogni Apostolo del Signore vale la legge della sentinella, data da Dio al suo profeta Ezechiele: “Al termine di quei sette giorni mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. Se io dico al malvagio: “Tu morirai!”, e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu avverti il malvagio ed egli non si converte dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato. Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette il male, io porrò un inciampo davanti a lui ed egli morirà. Se tu non l’avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate, ma della morte di lui domanderò conto a te. Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato»” (Ez 3,16-21). È una legge di altissima responsabilità eterna verso tutti coloro che si dovessero perdere per mancato annuncio della Parola del Signore. Meglio non essere mai stati Apostoli.

San Paolo vive questa legge divina e attesta la sua innocenza dinanzi ad ogni uomo: “E ora, ecco, io so che non vedrete più il mio volto, voi tutti tra i quali sono passato annunciando il Regno. Per questo attesto solennemente oggi, davanti a voi, che io sono innocente del sangue di tutti, perché non mi sono sottratto al dovere di annunciarvi tutta la volontà di Dio” (Cfr. At 29,25-31). Nella Prima Lettera ai Corinzi attesta che lui veramente, realmente si è fatto tutto a tutti per guadagnare qualcuno a Cristo Gesù: “Infatti annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo. Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: mi sono fatto come Giudeo per i Giudei, per guadagnare i Giudei. Per coloro che sono sotto la Legge – pur non essendo io sotto la Legge – mi sono fatto come uno che è sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. Per coloro che non hanno Legge – pur non essendo io senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo – mi sono fatto come uno che è senza Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono senza Legge. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io (1Cor 9,16-23). Questa responsabilità oggi non è più avvertita. È come se la legge del Signore fosse stata abrogata.

E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Predicare il Vangelo per un Apostolo del Signore, secondo la verità dello Spirito Santo posta in ogni Parola di esso, non è un gesto di amore o un moto del proprio cuore, è vero comando. Al comando si può solo obbedire. Non ci sono motivi né antropologici, né psicologici, né religiosi, né sociali, né filosofici, né morali, né di altro genere che liberano dall’obbedienza. Il comando non viene da un uomo. Viene dal Redentore dell’uomo. Al comando si deve obbedire anche a prezzo del proprio sangue. All’apostolo l’obbligo dell’obbedienza. Allo Spirito Santo il mandato di raccogliere i frutti.

Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutateci a comprendere che il comando obbliga sempre

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