IL VANGELO DEL GIORNO

Risultati immagini per Dicevano questo per metterlo alla prova

Bar 1,15a; 2,9-15a; Sal 105; Rm 7,1-6a; Gv 8,1-11

16/2 DOMENICA DELLA DIVINA CLEMENZA [A]

È cosa giusta che anche noi, discepoli di Gesù, leggiamo quanto l’Autore della Lettera agli Ebrei dice sulla durezza del cuore dei figli d’Israele, perché non cadiamo nello stesso loro peccato. Anche noi potremmo essere incirconcisi di mente e di volontà: “Perciò, fratelli santi, voi che siete partecipi di una vocazione celeste, prestate attenzione a Gesù, l’apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo, il quale è degno di fede per colui che l’ha costituito tale, come lo fu anche Mosè in tutta la sua casa. Ma, in confronto a Mosè, egli è stato giudicato degno di una gloria tanto maggiore quanto l’onore del costruttore della casa supera quello della casa stessa. Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno; ma colui che ha costruito tutto è Dio. In verità Mosè fu degno di fede in tutta la sua casa come servitore, per dare testimonianza di ciò che doveva essere annunciato più tardi. Cristo, invece, lo fu come figlio, posto sopra la sua casa. E la sua casa siamo noi, se conserviamo la libertà e la speranza di cui ci vantiamo. Per questo, come dice lo Spirito Santo:

Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, il giorno della tentazione nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri mettendomi alla prova, pur avendo visto per quarant’anni le mie opere. Perciò mi disgustai di quella generazione e dissi: hanno sempre il cuore sviato. Non hanno conosciuto le mie vie. Così ho giurato nella mia ira: non entreranno nel mio riposo. Badate, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura questo oggi, perché nessuno di voi si ostini, sedotto dal peccato. Siamo infatti diventati partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda fino alla fine la fiducia che abbiamo avuto fin dall’inizio. Quando si dice: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, chi furono quelli che, dopo aver udito la sua voce, si ribellarono? Non furono tutti quelli che erano usciti dall’Egitto sotto la guida di Mosè? E chi furono coloro di cui si è disgustato per quarant’anni? Non furono quelli che avevano peccato e poi caddero cadaveri nel deserto? E a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che non avevano creduto? E noi vediamo che non poterono entrarvi a causa della loro mancanza di fede” (Eb 3,1-19). Mettere alla prova Dio e pensare di vincerlo, mostrando la sua inefficienza o la sua non perfetta sapienza, è proprio del cuore indurito, incirconciso, stolto, ribelle. Nessuno ha mai vinto Dio e nessuno mai lo vincerà. I pensieri dell’uomo sono stoltezza e vanità, insipienza e inutilità.

Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Basterebbe il miracolo della sapienza e dell’intelligenza compiuto da Gesù dinanzi ad ogni laccio teso a Lui dai Giudei, per convincersi della sua provenienza da Dio. Dinanzi ad ogni risposta essi avrebbero dovuto inchinarsi, prostrarsi e adorare Dio in Gesù che opera cosa prodigiose. Ecco cosa affermavano i pagani dinanzi a Daniele: “Ho inteso dire che tu possiedi lo spirito degli dei santi e che si trova in te luce, intelligenza e sapienza straordinaria” (Dn 5,13). Sapienza più grande di quella di Gesù non esiste sulla terra. Ogni sua risposta è miracolo più eloquente di ogni altro segno e prodigio.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il cristiano sempre compia il miracolo della luce.

©2020 Designed By Utility Line Italia

Search