IL VANGELO DEL GIORNO

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Qo 1,16-2,11; Sal 24; Mc 12,13-17

24/2 LUN - ULTIMA DOPO L’EPIFANIA [II]

Se Gesù non fosse stato governato dalla Sapienza divina ed eterna dello Spirito Santo, avrebbe fatto la stessa fine di Abner. Ioab lo ha ucciso fingendosi suo amico: “Ed ecco, i servi di Davide e Ioab tornavano da una scorreria e portavano con sé grande bottino. Abner non era più con Davide a Ebron, perché questi lo aveva congedato, ed egli era partito in pace. Quando arrivarono Ioab e la sua truppa, fu riferito a Ioab: «È venuto dal re Abner, figlio di Ner, ed egli l’ha congedato e se n’è andato in pace». Ioab andò dal re e gli disse: «Che cosa hai fatto? Ecco, è venuto Abner da te; come mai l’hai congedato ed egli ha potuto andarsene? Lo sai chi è Abner, figlio di Ner? È venuto per ingannarti, per conoscere le tue mosse, per sapere ciò che fai». Ioab si allontanò da Davide e mandò messaggeri dietro Abner e lo fece tornare indietro dalla cisterna di Sira, senza che Davide lo sapesse. Abner tornò a Ebron e Ioab lo prese in disparte dentro la porta, come per parlargli pacificamente, e qui lo colpì a morte al ventre, per vendicare il sangue di Asaèl, suo fratello. Davide seppe più tardi la cosa e disse: «Sono innocente io e il mio regno per sempre davanti al Signore del sangue di Abner, figlio di Ner. Ricada sulla testa di Ioab e su tutta la casa di suo padre. Nella casa di Ioab non manchi mai chi soffra di gonorrea o sia colpito da lebbra o si appoggi al bastone, chi cada di spada o chi sia senza pane». Ioab e suo fratello Abisài avevano trucidato Abner, perché aveva ucciso Asaèl, loro fratello, a Gàbaon in battaglia.

Davide disse a Ioab e a tutta la gente che era con lui: «Stracciatevi le vesti, vestitevi di sacco e fate il lamento davanti ad Abner». Anche il re Davide seguiva la bara. Seppellirono Abner a Ebron e il re levò la sua voce e pianse davanti al sepolcro di Abner; pianse anche tutto il popolo. Il re intonò un lamento funebre su Abner e disse: «Come muore un insensato, doveva dunque Abner morire? Le tue mani non sono state legate, i tuoi piedi non sono stati stretti in catene! Sei caduto come si cade davanti ai malfattori!». Tutto il popolo riprese a piangere su di lui. Tutto il popolo venne ad invitare Davide a prendere cibo, mentre era ancora giorno; ma Davide giurò: «Così mi faccia Dio e anche di peggio, se io gusterò pane o qualsiasi altra cosa prima del tramonto del sole». Tutto il popolo notò la cosa e l’approvò; quanto fece il re ebbe l’approvazione del popolo intero. Tutto il popolo e tutto Israele fu convinto in quel giorno che non era stato il re a far uccidere Abner, figlio di Ner. Disse ancora il re ai suoi servi: «Non sapete che oggi è caduto un capo, un grande in Israele? Io oggi sono tenero, sebbene già unto re, mentre questi uomini, i figli di Seruià, sono più duri di me. Provveda il Signore a trattare il malvagio secondo la sua malvagità»” (Cfr. 2Sam 3,1-38). L’ipocrisia è la veste del diavolo. Anche lui si presenta come angelo di luce per la rovina dei credenti.

Mandarono da lui alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.

Ci si può difendere dall’ipocrisia? C’è una via sicura per non essere vittime di essa? Basta la sola prudenza? Nessuna via umana basta. Occorre che si venga guidati parola per parola dallo Spirito Santo. Solo lo Spirito conosce i cuori e solo Lui può liberarci dalla loro volontà di male presentata a noi con le vesti di teneri agnellini. La risposta di Gesù: “Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio a Dio”, può venire solo dallo Spirito del Signore. Dinanzi ad un tale tranello, ogni uomo sarebbe caduto. Gesù non cade, perché governato dallo Spirito Santo. La parola è la prova dell’uomo. Chi vuole proferire parole di verità, senza che nessun male gli venga per la luce da lui offerta, deve sempre lasciarsi suggerire la parola dallo Spirito di Dio.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che mai siamo sommersi dalle ipocrisie del mondo.

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