IL VANGELO DEL GIORNO

Risultati immagini per dio non è dei morti ma dei viventi

Qo 3,10-17; Sal 5; Mc 12,18-27

25/2 MAR - ULTIMA DOPO L’EPIFANIA [II]

Ogni questione che attiene alla rivelazione va risolta dalla rivelazione. L’eternità si comprende secondo i principi che governano l’eternità, mai con i principi che regolano il tempo e la storia. È principio dell’eternità il non sposarsi, il non prendere né moglie né marito. È regola del tempo prendere moglie e prendere marito. Se si vogliono risolvere le questioni attinenti alla vita eterna partendo dai principi che regolano la storia, si cade nella grande confusione. Si è in grave errore. L’errore è nella procedura e anche nell’ignoranza dei principi eterni che regolano la vita dopo la morte. È verità che va applicata ad ogni altra questione di fede. Le regole della carne non valgono per lo spirito. Siamo in due ambiti diametralmente opposti. Le norme di un cuore di pietra non si addicono al cuore di Dio e tuttavia oggi tutta la teologia morale è governata dalle regole del cuore di pietra, pensando che il Signore nostro Dio si regoli con lo stesso cuore. Tutta l’escatologia oggi non è il frutto del cuore di pietra dell’uomo? Non diciamo noi che l’inferno non esiste e che, se esiste, esso è vuoto? Gesù parla dal cuore del Padre e dice che è pieno. Noi parliamo dal cuore di pietra e diciamo che esso è vuoto.

I sadducei sono in grave errore anche per un altro motivo assai semplice da mettere in evidenza. Essi escludono la risurrezione finale. Operata questa esclusione, si servono di principi del tempo per dimostrare la sua non esistenza. Vale quanto Giobbe dice ai suoi tre amici: “Voi imbrattate di menzogne, siete tutti medici da nulla. Magari taceste del tutto: sarebbe per voi un atto di sapienza! Ascoltate dunque la mia replica e alle argomentazioni delle mie labbra fate attenzione. Vorreste forse dire il falso in difesa di Dio e in suo favore parlare con inganno? Vorreste prendere le parti di Dio e farvi suoi avvocati? Sarebbe bene per voi se egli vi scrutasse? Credete di ingannarlo, come s’inganna un uomo? Severamente vi redarguirà, se in segreto sarete parziali. La sua maestà non vi incute spavento e il terrore di lui non vi assale? Sentenze di cenere sono i vostri moniti,             baluardi di argilla sono i vostri baluardi” (Gb 13,4-12). Veramente quelle dei sadducei sono sentenze di cenere. Ma che forse oggi molta predicazione, molta teologia, molta morale non sono vere sentenze di cenere? I nostri discorsi non sono baluardi di argilla contro le potenze della falsità e della menzogna? Questo accade perché ci serviamo del cuore di pietra per giudicare e condannare il cuore divino del nostro Dio. I sadducei di oggi sono più numerosi e più pericolosi dei sadducei di ieri.

Vennero da lui alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Ammiriamo la divina sapienza di Gesù. Nella Scrittura Santa la verità della risurrezione è affermata in molti luoghi. I sadducei non credevano in molti libri del canone delle Scritture. Gesù non si serve dei Libri da essi contestati, ma risale al libro dell’Esodo e alla rivelazione fatta da Dio a Mosè: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio si Isacco e il Dio di Giacobbe”. Non è stato il Dio di Abramo. È oggi il Dio di Giacobbe. Se è oggi, essi vivono in Dio. Se il cristiano oggi usasse la stessa metodologia di Gesù, scoprirebbe che quasi tutte le sue sentenze su Dio, su Cristo, sulla salvezza, sulla vita eterna, sull’uomo, sono tutte sentenze di cenere e baluardi di argilla. Ma chi crede più che la Scrittura è il solo principio di verità eterna per ogni uomo? Siamo in grave errore.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che nessuna nostra parola sia sentenza di cenere.

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