IL VANGELO DEL GIORNO

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Es 30,34-38; Sal 96; 2Cor 2,14-16a; Lc 1,5-17

29/2 SAB - ULTIMA DOPO L’EPIFANIA [II]

Il Signore non esaudisce le nostre preghiere secondo la nostra saggezza e i desideri del nostro cuore. Lui le esaudisce sempre vigilando affinché giunga a Lui la più grande gloria. Nessuno mai dovrà dire “la mia mano ha fatto questo, la mia saggezza ha pensato questo, la mia bravura a realizzato questo”. Visibilmente la storia deve attestare che quanto sta avvenendo è per sola azione del nostro Dio Onnipotente, Signore, Creatore della nostra storia. Gedeone ha un esercito di trentaduemila uomini. Il Signore glielo riduce a soli trecento. In più neanche i trecento ottengono la vittoria, ma solo una stratagemma suggerito dal Signore: “Divise i trecento uomini in tre schiere, mise in mano a tutti corni e brocche vuote con dentro fiaccole e disse loro: «Guardate me e fate come farò io; quando sarò giunto ai limiti dell’accampamento, come farò io, così farete voi. Quando io, con quanti sono con me, suonerò il corno, anche voi suonerete i corni intorno a tutto l’accampamento e griderete: “Per il Signore e per Gedeone!”». Gedeone e i cento uomini che erano con lui giunsero all’estremità dell’accampamento, all’inizio della veglia di mezzanotte, quando avevano appena cambiato le sentinelle. Suonarono i corni spezzando la brocca che avevano in mano. Anche le tre schiere suonarono i corni e spezzarono le brocche, tenendo le fiaccole con la sinistra, e con la destra i corni per suonare, e gridarono: «La spada per il Signore e per Gedeone!». Ognuno di loro rimase al suo posto, attorno all’accampamento: tutto l'accampamento si mise a correre, a gridare, a fuggire. Mentre quelli suonavano i trecento corni, il Signore fece volgere la spada di ciascuno contro il compagno, per tutto l’accampamento. L’esercito fuggì fino a Bet Sitta, verso Sererà, fino alla riva di Abel Mecolà, presso Tabbat” (Cfr. Gdc 6,1-25). La vittoria è del Signore, solo sua. L’uomo è stato strumento necessario del suo Dio. Tutto però opera il Signore. Nulla potrà essere operato senza il Signore. Questa scienza deve avere il credente.

l tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».

Zaccaria ed Elisabetta sono strumenti necessari per il Signore, possiamo dire come le mani del sacerdote, il pane e il vino per l’Eucaristia. Ma chi opera tutto è il Padre per mezzo del suo Santo Spirito. Chi opera in Zaccaria e in Elisabetta è il Padre per opera del suo Santo Spirito. Elisabetta e Zaccaria concepiscono per l’onnipotenza del Padre. Giovanni viene colmato di Spirito Santo mentre è nel grembo della madre. Oggi questa verità manca a noi discepoli di Gesù. Ogni cristiano, ognuno secondo il sacramento ricevuto, è strumento necessario nelle mani del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Se il cristiano si sottrae alla sua strumentalità, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non possono compiere l’opera della salvezza e della redenzione. L’umanità è come un altare senza sacerdote, senza pane e senza vino. Questa fede oggi è venuta meno. Questa fede va messa in ogni cuore. Il cristiano dona se stesso come strumento a Dio, e Dio per mezzo suo farà la sua opera. È legge universale e immodificabile. Gesù ha dato il suo corpo al Padre ed è venuta la redenzione dell’uomo sulla nostra terra.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che i cristiani credano nella loro strumentalità.

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