Gli AVVISI della Comunità Pastorale

Lettera aperta ai candidati sindaci di Seveso

 Nell’imminenza delle elezioni amministrative, nel cuore di una campagna elettorale talmente breve che rischia di diventare vorticosa e frenetica, desideriamo richiamare al rispetto reciproco che non può e non deve mancare anche in una contesa elettorale. Ci auspichiamo che tutti possano dialogare così come descrive Papa Francesco: “Il dialogo nasce da un atteggiamento di rispetto verso un’altra persona, dalla convinzione che l’altro abbia qualcosa di buono da dire; presuppone fare spazio, nel nostro cuore, al suo punto di vista, alla sua opinione e alle sue proposte. Dialogare significa un’accoglienza cordiale e non una condanna preventiva.”

Vi invitiamo a mettere la “persona” al centro della progettazione politica.

È nostra speranza che, nell’intera campagna elettorale, venga dato spazio al dialogo su temi legati allo sviluppo della comunità e non ad un continuo battibecco su strutture, su opere e su risorse materiali. Vorremmo che i candidati sindaco e le forze politiche che li sostengono, portino avanti l’idea di una azione amministrativa efficace che si ispiri a una politica che metta al centro dell'attenzione i cittadini come persone, che necessitano di una Città in cui migliori la qualità del vivere e la capacità di dialogo e confronto, utilizzando le risorse economiche come strumento per realizzare progetti e iniziative a vantaggio della collettività. Vorremmo ascoltare proposte di collaborazione e partecipazione capaci di stimolare processi che possano accompagnare la città di Seveso verso una maggiore consapevolezza dei propri bisogni e delle proprie risorse al fine di compiere un progetto di sviluppo per il bene di tutti. Ci auguriamo che questo progetto si sviluppi consentendo  di raggiungere un pensiero comune riguardo all'importanza del lavoro di rete. Sottolineiamo anche la necessità di applicare in forme nuove il principio di sussidiarietà così da valorizzare gli strumenti amministrativo-istituzionali (Piano Di Zona e Tavoli Istituzionali, …), l'associazionismo locale e la ricchezza umana dei nostri cittadini.

L’attenzione alle nuove forme di povertà

Già nei due anni precedenti l’emergenza pandemica, abbiamo assistito ad una radicale evoluzione delle situazioni di emergenza nel nostro territorio. Come avvenuto anche a livello decanale, la coda della crisi economica nello scorso decennio ha portato ad un aumento delle situazioni di bisogno da parte della popolazione locale, che già due anni fa ha sostanzialmente annullato il gap con gli stranieri, da sempre utenza prevalente della Caritas. La percentuale di sevesini, tali anche da generazioni, che si è rivolta alla Caritas per un aiuto economico ha superato quella dei richiedenti aiuto stranieri. Tale tendenza si è ulteriormente accentuata nei lunghi mesi della pandemia, che hanno comportato un allargarsi della fascia di persone e famiglie povere sia economicamente che con situazioni di fatica di ogni genere. In generale un aumento di povertà significativo che sfiora il 30%.

Speriamo che possa continuare ed essere implementata la collaborazione tra la Caritas della Comunità Pastorale e i Servizi Sociali della nostra Amministrazione, in particolare attraverso il comune fondo “Seveso Solidale” e con un costante dialogo tra le associazioni che operano in questo ambito sul territorio. Tale collaborazione, che si è concentrata soprattutto nell’incremento dei fondi destinati a sostenere le esigenze primarie e le utenze domestiche, deve sicuramente indirizzarsi anche verso l’aiuto ad un reinserimento nel mondo del lavoro, oggi agevolato, ma in misura non sufficiente, dalle risorse messe in campo da Caritas diocesana.

Segnaliamo l’aumento esponenziale di persone con problemi di depressione e salute mentale ingenerati o favoriti dal distanziamento e dalle tante paure create soprattutto dalla pandemia. Da un’analisi concreta sulla vendita di antidepressivi e psicofarmaci effettuata nelle nostre farmacie di zona, la vendita di tali farmaci ha superato il 25% rispetto agli anni pre-pandemia. Questa situazione che si scontra con la povertà di servizi offerti ai nostri cittadini in tale ambito.

 

L’attenzione all’educazione

Le nostre Parrocchie hanno sempre investito molto nel campo dell’educazione attraverso due strumenti: gli oratori e le scuole paritarie.

Il tempo della pandemia ha interrotto nelle nostre parrocchie l’esperienza degli oratori che, bloccati dai protocolli sanitari e da enormi difficoltà economiche, non hanno potuto svolgere progetti, come ad esempio, tra le altre, le attività estive, che aiutavano migliaia di famiglie sevesine. Sarebbe giusto che si possa ritrovare concretezza e collaborazione per svolgere tali attività e condivisione di spazi di valorizzazione reciproca e di aiuti economici. Negli ultimi anni le amministrazioni che hanno governato la città di Seveso non hanno mai fornito aiuti economici ai nostri oratori a differenza dei comuni limitrofi.

 I nostri oratori sono luoghi dove i ragazzi e le famiglie cercano e sperimentano relazioni, socialità, impegno verso sé e gli altri, luoghi preziosi in cui vivere l’accoglienza e l’attenzione reciproca. Dobbiamo dare risposte al disagio e alla sofferenza psicologica di molti adolescenti sempre più disorientati e fragili.

Un tema fondamentale nel cercare di far ripartire il Paese e superare il momento critico è quello dell’educazione, per la quale sembra prospettarsi un futuro irto di difficoltà. Bisogna quindi cercare di dare risposte concrete a tutti coloro che hanno a cuore la formazione dei ragazzi e dei giovani.

Anche Papa Francesco ha affermato in diverse occasioni che stiamo assistendo oggi a una “catastrofe educativa”, invitando a non rimanere inerti, per il bene delle future generazioni e dell’intera società. Per questo c’è bisogno di una rinnovata stagione di impegno educativo, che coinvolga tutte le componenti della società.

Le difficoltà ideologiche, che hanno sempre confuso le scuole paritarie (che sono pubbliche) con le scuole private, hanno comportato un progressivo calo del sostegno economico che l’ente pubblico erogava alle famiglie che sceglievano, secondo un diritto sancito dalla Costituzione Italiana, di optare per altri percorsi.

Quale sarà l’atteggiamento della nuova amministrazione nei confronti di tutte le problematiche legate all’emergenza educativa?

Auguriamo a tutti che la campagna elettorale sia uno strumento onesto e accessibile ad ogni cittadino.

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