Gli AVVISI della Comunità Pastorale

 ESTRATTO DEL P.T.O.F.

Triennio 2018/2021

SCUOLA DELL'INFANZIA PARROCCHIALE PARITARIA

“BEATA VERGINE IMMACOLATA”

 

 

 

“ Se vuoi costruire una nave,                

non radunare uomini solo per raccogliere il legno

e distribuire i compiti,                  

ma insegna loro la nostalgia del mare ampio ed infinito”

                                                         (Saint Exupery)

PROGETTO EDUCATIVO

 

  1. L’IDENTITA’ DELLA NOSTRA SCUOLA DELL’INFANZIA

LO STILE DELLA NOSTRA SCUOLA si caratterizza per:

  • i BAMBINI sono AL CENTRO: la persona di ogni bambino è una risorsa della scuola stessa, la sua unicità interroga la progettualità educativa, ossia i percorsi incontrano i bisogni educativi di ciascuno;
  • la VALORIZZAZIONE DEL CORPO, DEL CUORE, DELLA PANCIA, DELLA TESTA: nella nostra scuola dell’infanzia ciascun bambino vive tante esperienze di possibilità espressiva, rispetto le tante dimensioni che abitano la sua persona;
  • le FAMIGLIE sono al CENTRO: la famiglia è il bene più prezioso per ciascun bambino, è corresponsabile del percorso educativo e con essa si costruiscono le condizioni di disponibilità al dialogo, nel riconoscimento dei rispettivi ruoli;
  • la CURA dei PROGETTI EDUCATIVI: ogni percorso è PENSATO, COSTRUITO con i BAMBINI, a misura di bambino, riorientato ogni volta dai loro interrogativi ed interessi.

Queste scelte poggiano sull’IDENTITA’ della nostra scuola dell’infanzia: una scuola che si riconosce nel PERSONALISMO CRISTIANO. L’attenzione alla persona trova nel messaggio evangelico un suo imprescindibile fondamento ed i principi educativi sono ispirati ai valori del Vangelo e dell’esperienza cristiana, che delineano la nostra peculiare identità di scuola d’ispirazione cristiana.

 

  1. LE FINALITA’ DELLA NOSTRA SCUOLA DELL’INFANZIA

Considerato il testo ministeriale delle Indicazioni Nazionali, bussola del lavoro nella scuola dell’infanzia, la nostra scuola si muove in relazione ad esse declinandole così:

  • favorire lo sviluppo dell’identità significa permettere a ciascun bambino di poter esprimere la sua complessità, in tutte le sue dimensioni: affettivo-emotiva, relazionale, corporea, cognitiva, etica. L’identità si definisce nella relazione con l’altro: la nostra scuola si caratterizza per essere palestra di relazioni, luogo di vita sociale. I bambini vengono accompagnati nell’esperienza di costruzione della propria “attrezzatura relazionale” per trasferire le competenze relazionali apprese in altri contesti;
  • favorire lo sviluppo dell’autonomia significa non tanto o solo abituare il bambino a fare da solo, ma riconoscere in sé le risorse per poter avere il desiderio di affermarsi come persona, nel pieno rispetto delle sue iniziative;
  • favorire lo sviluppo delle competenze intese come conquiste relazionali, linguistiche, logiche, emotive … che divengono strumenti trasferibili ad altri contesti;
  • favorire lo sviluppo della cittadinanza intesa come possibilità di far esperienza di un’appartenenza ad un contesto più grande della scuola, nella nostra specificità al territorio nel quale la scuola è ubicata ed ancor più alla comunità cristiana locale.

A partire dalle grandi finalità della scuola dell’infanzia, pensiamo ai percorsi educativi e didattici che consentono ai bambini di muoversi nei diversi campi d’esperienza che sono i luoghi del fare e dell’agire.

 

  1. LA PROGETTAZIONE EDUCATIVA

NELLA NOSTRA SCUOLA DELL'INFANZIA

La PROGETTAZIONE EDUCATIVA segue la metodologia dello SFONDO INTEGRATORE. Ogni anno viene scelto un tema che diventa un macro-contenitore contenutistico, un filo rosso di senso che unisce insieme le esperienze. La progettazione viene poi organizzata, intorno a quel tema, in più unità d’apprendimento. Ogni singola unità viene introdotta da un EVENTO, un accadimento straordinario, insolito che muove la curiosità e gli interrogativi ed è motore delle esperienze. In ogni evento torna un motivo ricorrente (un personaggio, un oggetto, una musica): riti e ritualità appartengono al mondo dei bambini e danno loro sicurezza.

L'evento è sempre seguito da un TEMPO del DIALOGO, durante il quale si dà la parola a ciascun bambino. Ogni progettazione educativa non può prescindere da questo: sondare le pre-conoscenze dei bambini per comprendere esattamente da dove partire.

C'è poi un TEMPO DELLA RICERCA: alla luce delle domande irrisolte emerse nel tempo del dialogo s'interroga la “cultura dotta” per trovare le risposte. La nostra scuola dell'infanzia, in tal senso, utilizza moltissimo la narrativa per l'infanzia: si convoglia la curiosità del bambino verso l'oggetto libro che è strumento di conoscenza, apre allo sviluppo di competenze linguistiche e metalinguistiche, traguardi di sviluppo della scuola dell'infanzia.

C'è poi il TEMPO DELLA COMUNICAZIONE che è il tempo nel quale si struttura tutta la proposta delle attività in senso più stretto. Le attività, costruite con i bambini, a partire da una struttura comune elaborata in collegio docenti, lavorano intorno allo sviluppo delle competenze legate ai traguardi della scuola dell'infanzia, con un riferimento particolare ai campi d'esperienza immagini, suoni, colori,  i discorsi e le parole, la conoscenza del mondo.

 

  1. I PROGETTI DELLA NOSTRA SCUOLA DELL'INFANZIA

Peculiari della nostra scuola dell'infanzia sono i progetti per fasce d'età omogenee.

Se la progettazione didattica annuale interessa l'attività di sezione nella sua eterogenità per età, i progetti lavorano organizzando i bambini per gruppi omogenei per età, con tutta l'attenzione e la sensibilità educativa di chi comprende che i bisogni  e le finalità di lavoro devono essere necessariamente diversificate in relazione anche all'età dei bambini.

Per i bambini del primo anno di frequenza, le marmotte, il progetto diventa occasione d'incontro con proposte volte alla stimolazione plurisensoriale, perchè è dall'incontro del proprio corpo con il mondo circostante che si favorisce la possibilità di “sporcarsi le mani” e dare forma alla realtà. Il contatto diretto con il mondo circostante consente ai bambini di manifestare i pensieri, le sensazioni, le emozioni caratteristiche di un'intelligenza ancora molto concreta.

Per i bambini del secondo anno, i leprotti, l'esperienza del progetto, pur nella diversità del tema scelto, ha un comune denominatore: la possibilità di fare esperienza di una molteplicità di linguaggi per coltivare un pensiero divergente, che è un pensiero creativo. Lavora nella direzione di traguardi più legati alla propriocezione per giungere ad una rappresentazione sempre più dettagliata dello schema corporeo in relazione anche allo spazio della pagina bianca. Lavora  sulla stimolazione linguistica, attivando nei bambini competenze metalinguistiche, utilizzando la lingua italiana come gioco.

Per i bambini del terzo anno, le volpi, il progetto lavora intorno ai pre-requisiti utili per affrontare con sicurezza l'esperienza della scuola primaria, a partire da una grande storia del mondo della letteratura per l'infanzia. Si giunge pertanto all'astrazione ed alla simbolizzazione, processi utili per l'acquisizione futura della letto-scrittura e della simbolizzazione matematica.

 

Caratterizzante e peculiare la nostra scuola dell'infanzia è il PROGETTO d'INSEGNAMENTO della RELIGIONE CATTOLICA. I valori etici universalmente riconosciuti incontrano l'esperienza cristiana, anche attraverso la lettura del testo biblico. In ogni progettazione educativa annuale contempliamo percorsi d'insegnamento della religione cattolica che si muovono intorno a tre grandi aree tematiche: Dio Padre creatore del mondo, Gesù di Nazareth, così come viene raccontato nel Vangelo, la Chiesa, intesa come comunità d'appartenenza dei bambini. La grande finalità della scuola dell'infanzia legata all'identità, in una scuola d'ispirazione cristiana, non può prescindere dal mostrare al bambino l'importanza dell'essere figlio di un Padre, che ha tutte le caratteristiche di amorevolezza e premura del proprio papà e di essere appartenente ad una comunità. Ancor più nell'esperienza cristiana il bambino trova le risposte alle sue domande di senso: il bambino si interroga continuamente su dov'era prima di nascere e si mette in relazione costantemente con il tema dell'oltre la vita terrena.

Arricchiscono l'offerta formativa della nostra scuola i progetti di psicomotricità e di lingua inglese condotti da specialisti esterni. La psicomotricità consente al bambino di utilizzare il corpo nelle sue molteplici possibilità espressive e di trovare in quest'esperienza occasione di sviluppo globale della sua persona, attraverso un setting di gioco. L'approccio alla lingua inglese consente ai bambini di essere immersi in una sonorità altra, intuendo inizialmente, e poi utilizzando, i suoni della seconda lingua, in modo sempre più consapevole, per comunicare.

 

 

  1. LE SCELTE METODOLOGICHE ed ORGANIZZATIVE

DELLA NOSTRA SCUOLA DELL'INFANZIA

 

Le sei sezioni sono tutte eterogenee per età, ossia ospitano al proprio interno i bambini di tre, quattro, cinque anni. Questa è una scelta motivata dall'intenzionalità educativa di offrire ad ogni bambino un maggior interscambio di competenze, di modelli, di linguaggi e di comportamenti. E' una grande risorsa per i bambini: permette di esercitare un tutoraggio del più grande rispetto al più piccolo, di chi è più competente in un certo campo d'esperienza rispetto a chi lo è meno, proponendo dei modelli vicini. Queste relazioni sono la concretizzazione del muoversi nell'area di “sviluppo prossimale” che il più grande o chi ha maggiori competenze è in grado di sollecitare rispetto al più piccolo o chi ha minori competenze.

Lavorare con bambini di diverse età consente di esercitare una maggiore responsabilizzazione da parte dei “grandi” ed un effetto stimolo significativo per i “piccoli”: è una relazione di tutoraggio che sviluppa competenze relazionali significative legate alla cura in senso più lato ed alla sintonizzazione emotiva con l'altro.

La didattica ha un'impostazione co-costruttivista: i saperi non sono pre-confezionati dall'adulto e trasmessi al bambino, che apprende nella misura in cui è in grado di riprodurre in modo pedissequo il modello proposto, quanto piuttosto costruiti con i bambini, attraverso l'azione di un adulto che predispone il setting d'apprendimento, stimola, monitora, rilancia, propone... Metodologia principe in tal senso è il lavoro di gruppo che attiva cognitivamente e relazionalmente importanti processi di negoziazione d'idee, valorizzazione delle competenze e dei ruoli di ciascuno.

L'inserimento dei bambini prevede gradualità e rispetto dei tempi individuali. Questa è una scelta educativa che non solo concerne i primi mesi di scuola ed in particolare la fascia d'età dei più piccoli, ma è l'atteggiamento quotidiano di accoglienza delle insegnanti che permettono ad ogni bambino di entrare nella sezione, o con l'irrefrenabile desiderio di gettarsi immediatamente nel gioco e nelle relazioni con i pari, oppure accompagnandolo nel distacco e nell'inserimento nel gruppo, con una cura ed attenzione alle strategie educative da mettere in campo. La cura dell'ingresso e del percorso di ogni giorno nella sua ritualità, che è sicurezza, garantisce il benessere per ciascun bambino nel tempo trascorso a scuola.

 

  1. LA VALUTAZIONE E L'AUTOVALUTAZIONE

“L’attività di valutazione nella scuola dell’infanzia risponde a una funzione di carattere formativo, che riconosce, accompagna, descrive e documenta i processi di crescita, evita di classificare e giudicare le prestazioni dei bambini, perché è orientata a esplorare e incoraggiare lo sviluppo di tutte le loro potenzialità” (Indicazioni nazionali per il curricolo, 2012.)

Alle insegnanti compete la responsabilità della valutazione, la cura della documentazione didattica e la scelta dei relativi strumenti.

La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari, attiva le azioni da intraprendere, regola quelle attivate, promuove un bilancio critico su quelle condotte a termine.

Valutare dunque, nella scuola dell’infanzia significa accentuare e perfezionare l’osservazione e l’ascolto dei bambini, contestualizzando e storicizzando i processi di crescita che emergono dalle esperienze di apprendimento.

Inoltre valutare è un’azione professionale che la scuola mette in atto per verificare il proprio progetto educativo e didattico. Infatti, per una valutazione autentica, i dati valutativi devono consentire di riprogettare le proposte educative dei docenti, di impostare un lavoro attento ai reali bisogni educativi emergenti dei bambini, rivelare le prospettive pedagogiche della scuola e degli insegnanti e gli elementi legati al contesto educativo.

 

  1. L'INCLUSIONE INTERROGA LA NOSTRA SCUOLA DELL'INFANZIA

La nostra scuola dell'infanzia è autenticamente inclusiva. E' un contesto nel quale costruiamo spazi e tempi di riflessione circa il modo in cui i progetti educativi che pensiamo incontrano ciascun bambino nella propria unicità, rispondendo ai suoi bisogni più veri. L'intento è quello di pensare ad una scuola che non è genericamente rivolta a tutti, ma che è rivolta a ciascuno.

L'unicità dei bambini con bisogni educativi speciali e disabilità interroga ancor più la scuola, che riflette sulle modalità concrete perchè sia possibile l'approccio alle attività progettuali della scuola, in un'ottica d'integrazione scolastica, ma con una riflessione accurata sul punto di partenza di questi bambini, sulla sostenibilità cognitiva ed emotiva delle proposte e su una rivisitazione dei percorsi, cucendoli su ciascun specifico e diverso bisogno.

Il personale educativo crede fortemente e coltiva la condivisione delle osservazioni delle insegnanti in momenti di lavoro d'equipe, che vedono la presenza di diversi profili e competenze professionali (competenze pedagogiche e psicologiche). Attiviamo anche un lavoro di rete con le strutture del territorio presso le quali vengono costruiti percorsi affini e collaterali quelli scolastici, percorsi che lavorano su un consolidamento delle abilità individuali, perché possano essere poi trasferite nel contesto di vita sociale allargato della scuola, diventando risorse per il bambino. Il lavoro di rete è prezioso per attivare strategie comuni a tutti gli operatori che ruotano intorno ai bambini, consapevoli che trovare le medesime risposte educative consente di essere vincenti rispetto ai progressi e prevedibili, agendo anche in termini di sicurezza per il bambino.

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