Gli AVVISI della Comunità Pastorale

Progetto di cammino preadolescenti

Appunti per comprendere

I cammini denominati “preado" spesso fanno fatica ad andare avanti.

Ecco alcune cause:

  • perché si continua con l'impostazione catechistica tipica del corso catechistico,
  • oppure si cerca una diversificazione dal percorso precedente che appare spesso, solo velleitaria; (quando si presenta il cammino preado dopo la cresima ai ragazzi si sente dire: “vieni al cammino preado, vedrai che non è come andare al catechismo - non si farà più catechismo”), in effetti si fa tutt’altro..;  spesso  perché si fa un percorso  dove si  trattano solo temi sociali legati alla loro crescita, con argomenti quali il cambiamento fisico, intellettuale, affettivo ed emotivo, (con tutte le problematiche annesse);
  • o ancora per come sono organizzati gli incontri, scegliendo orari o giorni infelici, (mai si potrà accontentare tutti per questo).
  • Alcune volte ci si sbilancia sul versante dell'interessamento dei ragazzi (attività, animazione, poca disciplina, frammentarietà di programma, …) per cui alla fine non viene svolta nessuna attività educativa e, come spesso capita, dopo un iniziale entusiasmo, l'iniziativa muore.
  • In altri casi l'offerta è centrata “troppo” su contenuti evangelici.
  • In altri casi ancora manca la guida di un leader che tenga le fila di tutto: preparazione incontri, modalità di invito ai ragazzi, mantenere con i genitori un feedback .

In queste situazioni si realizza una dipendenza emotiva e una relazione narcisista per cui il gruppo o viene abbandonato quando viene a mancare il leader (e proprio per questo l'educatore non deve svolgere questo ruolo), oppure non permette la crescita umana e cristiana dei partecipanti.

Ne scaturisce che:
una serie di offerte si qualificano per la loro selezione di attività: solo catechesi, o preghiera, o attività di servizio. In questi casi è facile che il post-cresima realizzi una selezione estrema dei partecipanti, raccogliendo i ragazzi "portati" ad una attività, ma con una difficile connessione con il servizio ecclesiale di maturazione della fede e della progressiva esperienza della globalità del fatto cristiano.
Da ultimo iniziano a comparire offerte educative caratterizzate da forte autocompiacimento e difesa dalle paure della relazione umana. Il gruppo offre sicurezza e rifugio ma non introduce alla missione ecclesiale e alla maturità umana.

Quali percorsi preado

  1. L'inizio
    Dopo la celebrazione del sacramento della confermazione solitamente gli educatori e il prete invitano i ragazzi a continuare l'esperienza educativa. Si preparano inviti, si contattano telefonicamente i ragazzi, si organizza una festa, si presentano gli educatori, si chiarisce il tipo di proposta. In questo contesto può capitare che si presentino ragazzi che non abbiano voglia di frequentare il percorso in oratorio, o meglio vanno perché c’è il gruppetto dei loro amici che lo frequentano, per stare in loro compagnia. Può essere che vengano ragazzi di altre parrocchie o altre esperienze religiose.
    Anche per questo l'educatore si trova davanti al problema di quale tipo di accoglienza realizzare, che livello educativo proporre ai ragazzi, che impostazione di comunicazione .
  2. La rifondazione del gruppo
    Comunque avvenga la partecipazione appare subito chiaro che, occorre procedere per la rifondazione del gruppo. Tenendo assolutamente conto che i ragazzi frequentano tutti la scuola media, ma i “primini” vengono dalla scuola elementare.., possiedono tradizioni e comportamenti diversi; i ragazzi si conoscono appena; l'impostazione rigida dei percorsi catechistici della cresima non permette una vera conoscenza e interazione per il fatto che molti ragazzi non desideravano partecipare alla catechesi.
    La rifondazione necessita di tempo e attività specifiche. Feste, autopresentazioni, attività di conoscenza e di aggregazione possono essere aiuti inizialmente ma non superano le difficoltà che gli educatori incontrano: appartenenza frammentata, non chiarezza di motivazione, comunicazioni sotterranee forvianti (i sottogruppi) o interrotte, veti comunicativi incrociati, incapacità a gestire il lavoro comune. Senza mai e poi mai dimenticare, che facciamo una proposta ecclesiale, e che non ci dovrebbe essere la paura “se parlo di Gesù non vengono più e li perdo”.
    La rifondazione del gruppo ha bisogno di almeno 2 anni e comporta per l’educatore pazienza e abilità da acquisire: il controllo della comunicazione, dello stile, delle motivazioni, delle proposte di lavoro, della gradualità di crescita dalle singole persone, dei contesti di provenienza.

Occorre inoltre tenere presente che, i ragazzi che ci sono affidati non sono “orfani”, hanno una famiglia e con essa occorre interfacciarsi spesso per costruire un’alleanza educativa, per non incorrere nell’errore di sostituirsi ai genitori.

  1. Modelli generali
    I post-cresima si ispirano alle grandi intuizioni sperimentate nel campo ecclesiale. Le grandi agenzie che si occupano dei ragazzi (e che normalmente non hanno la preoccupazione del conferimento del sacramento) organizzano, infatti, i loro percorsi secondo scopi specifici.
    L'ACI insiste maggiormente sulla formazione della personalità cristiana e la maturazione progressiva del laicato intesa come idoneità a svolgere la missione della chiesa. Gli Scouts mirano alla formazione permanente e integrale del ragazzo sottolineando lo sviluppo dell'autonomia, della responsabilità e il suo inserimento nella società inteso come servizio. In questo contesto si parla di offerta educativa di frontiera (dove non si chiede espressamente l'adesione al Vangelo). CL, con la proposta dei “cavalieri di sobieski” mira ad una formazione spirituale fortemente caratterizzata dalla condivisione del gruppo (compagnia).
    Anche gli Oratori cercano di mantenere unite le caratteristiche di formazione umana e religiosa, intesa come offerta di formazione e di presenza educativa nel territorio in cui vive la parrocchia.
    Magari cercando di individuare un nucleo di ragazzi più disponibile al servizio ecclesiale.
    La formazione umana NON ESCLUDE quella cristiana.
  2. La discussione attorno agli obiettivi.
    La difficoltà maggiore che si avverte nella pratica è la parcellizzazione degli obiettivi. Da dove cominciare? Cosa sottolineare? Cosa privilegiare? Tenere sempre strettamente unite le dimensioni proprie dell'educazione della fede e la risposta ai bisogni-aspirazioni umane dei ragazzi.
  3. La dimensione sacramentale

Manca la consapevolezza che è lo Spirito Santo nella grazia dei Sacramenti che agisce e i nostri sforzi sono solo un supporto all’azione di Dio.
Vanno a Messa i “nostri ragazzi”? Hanno capito a pieno il valore del sacramento della confessione? Gli educatori in questo sono per loro degli esempi? La professione di fede è un vero passaggio che fa maturare la persona nella fede?

OLTRE IL POST-CRESIMA

Deve essere nostra (degli adulti) la convinzione che si debba cominciare a pensare la pastorale dei ragazzi in termini di pluralità di itinerari e forme di educazione religiosa. Vivono in un mondo bersagliato dai social e da modelli di vita, che provengono dallo sport, dallo spettacolo, per loro irraggiungibili; vivacchiano nelle compagnie dove hanno rispetto dei leader e sono pronti a non fare cattiva figura se coinvolti in azioni non sempre ammirabili.

Ci arrendiamo? La tentazione del “tanto torneranno da adolescenti per fare gli animatori all’oratorio estivo” è forte, abbiamo tre anni per far capire loro che non sono ancora adolescenti. Anche se l’epoca fa pensare che i preadolescenti sono più “svegli” degli adolescenti, non è così. Ogni età ha le sue priorità. Il suo percorso e le sue fatiche

Proposta per la nostra Comunità

Proposta:

Luoghi e spazi

I predo hanno bisogno di spazi di libera aggregazione, devono potersi trovare prima tra di loro e devono poter fermarsi anche semplicemente a chiacchierare fra di loro, tirare 4 calci a pallone, o a guardare le “ storie “ sui social anche dopo l’incontro. L’attività con i preado non può essere rinchiusa dalle… alle..

Teniamo conto che hanno bisogno di un loro spazio, un’aula o una sala, che sia il “posto” dei preado. Nei nostri 4 oratori occorre provare a verificare se ci sia il luogo per loro. 

 

I contenuti

Per poter realizzare tutto questo occorre ritmare lungo i mesi i momenti di:

  • catechesi, approfondimento della Fede che ci è consegnata, a partire dalla Scrittura, confrontandosi con la Tradizione, in modo dialogico, aiutati dal sussidio diocesano Una pietra per volta
  • servizio: ai preado occorrerà far conoscere le varie possibilità di servizio presenti nella nostra comunità così che nella professione di Fede possano scegliere quale servizio desiderano donare ai fratelli. Guidati dal sussidio diocesano Oratorio è carità - proposte e animazioni
  • spiritualità, impostata come “scuola di preghiera”, aiutati dal sussidio diocesano X vivere con Te!
  • Festa, con un’attenzione particolare ai tre pellegrinaggi proposti dalla Diocesi

 

Il calendario

Ottobre 

festa dell'accoglienza

Pellegrinaggio Sacro Monte (per i nuovi preado)

Novembre

Solennità dei Santi e commemorazione dei fedeli defunti

Esercizi Spirituali di comunità

  Dicembre

Solennità del Natale

Febbraio

Settimana Eucaristica

Marzo-Aprile 

Solennità della Pasqua

Pellegrinaggio Assisi (II media)

Pellegrinaggio Roma (III media)

Giugno

Professione di Fede

Gli educatori

In ogni gruppo un adulto ,  uno o più giovani.

Alcune attività dovranno essere svolte per classi separate e altri insieme,  momenti comuni dei 4 oratori. Programmare gli incontri secondo le esigenze di età e sensibilità.

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