Il MATERIALE della Comunità Pastorale

La Nostra Parrocchia, vanta di possedere un antico dipinto rappresentante San Gerardo dei Tintori (Monza, 1134, 6 giugno 1207), risalente presumibilmente alla fine del XVII secolo.

Nel 1525 il voto, tramite il Prevosto Baldi, di un pellegrinaggio votivo a S.Gerardo in Monza, in occasione di una peste

 Dal regesto delle Visite pastorali di Federico Boromeo, ( XVII secolo),  possiamo apprendere che gli abitanti di Seveso devono osservare il giorno festivo di S.Rocco, come se ciò derivasse da un voto della chiesa assunto a motivo di una peste; in questo giorno ha solito luogo una processione dalla chiesa prepositurale fino alla Chiesa di S.Gerardo Confessore a Monza. E ancora (sono dovute) offerte fino alla somma di 14 libbre; oppure sempre per il medesimo voto uno qualsiasi del popolo offre una certa somma di denaro.

Nell’inventario de Beni mobili e immobili del 1703 possiamo apprendere che la Nostra parrocchia possiede Due altri quadri uniformi grandi e Vechi, uno di S.Gherardo, e l’altro di S.Carlo al naturale.

E ancora nell’inventario dei Mobili per categoria del 1942 leggiamo che il quadro di S.Gerardo possiede una ricca cornice di noce eseguita da Ventura per £ 90.30.

A oggi, la ricca cornice dorata in stile settecentesco appare in buone condizioni.

L’iconografia tradizionale lo rappresenta anziano, canuto e con la barba, vestito di un saio, con un bastone dal quale pende un rametto di ciliegie; ai suoi piedi si trova un cesto con pane, vino e uova, o una scodella con un cucchiaio, che simboleggiano la sua  attività di assistenza ai poveri e agli infermi.

Il  nostro dipinto invece, lo vede raffigurato Santo in preghiera, con una mano sul cuore e gli occhi rivolti al Cielo, vestito con un saio e una cappa nera e con il bastone recante il suo attributo, le ciliegie.

Queste ultime sono da identificarsi nella leggenda che narra di una notte di gennaio, quando Gerardo aveva promesso  e mandato in dono ai custodi del Duomo di Monza, un cesto di ciliegie, per poter avere accesso e pregare durante la notte. Le ciliegie non erano frutto di stagione e quindi venne visto come un miracolo.

Furono diversi i miracoli attribuiti al Santo, tra i quali quello che durante un’inondazione del Lambro, che lo sorprese al di là della riva del fiume, presso la chiesa di S. Giovanni Battista dove si recava spesso a pregare, traversò le acque del fiume camminando sul suo mantello, raggiunse gli edifici dell’ospedale e riuscì con la preghiera, a evitare che l’acqua raggiungesse le stanze dei malati. La cura con cui San Gerardo accudiva i suoi assistiti è evidenziata dal racconto che vuole che Egli stesso cercasse i malati indigenti e li conducesse alle sue case.

Si cominciò a venerare come Santo dal 1247 circa. La sua santità venne confermata definitivamente da San Carlo Borromeo nel 1583.

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