Il MATERIALE della Comunità Pastorale

(libera trascrizione)

La Parola di Dio ci dice “Kaire”, cioè c’è motivo di gioia, c’è un annuncio di gioia e questo motivo di gioia non è un annuncio per una persona da sola, ma è per diventare capaci di costruire una comunità. Maria è chiamata a diventare la madre dell’Uomo Nuovo, di Gesù, intorno al quale tutti siamo chiamati a radunarci.

Dunque, si cercano uomini di Fede che invitino le persone e che dicano “Kaire”.

La gioia è il messaggio di Dio, tu sei pieno di Grazia, cioè il tuo valore è immenso perché il Signore è con te, la comunione sia con te.

C’è da cercare persone che portino oggi questo messaggio per contrastare l’insidia del serpente.

Diceva don Carlo all’inizio che questa comunità ha affrontato fatiche per costruire questa Chiesa per il popolo. Mi ricordo don Carlo Branca, il suo darsi da fare, le sue preoccupazioni, la decisione di costruire il centro parrocchiale con gli spazi per l’educazione dei ragazzi.

Questa comunità qualche volta è tentata di scoraggiarsi, è tentata dal dire “ma qui non possiamo mai stare un po’ tranquilli, ad avere serenità, ad avere un procedere festoso”.

Qui vediamo l’insidia del serpente, può darsi che egli sia anche qui e che convinca a dire “ecco vedete il Signore ci ha abbandonato, quanto fatto non vale niente, non possiamo fare niente, siamo stati abbandonati, era meglio far così, era meglio far cosà” cioè dividersi.

Siamo qui questa sera per celebrare la festa patronale, la festa patronale che vuol dire quel momento in cui la comunità si raduna, si sente unita a invocare Maria, si sente richiamata a essere un segno di speranza per questo territorio, per Baruccana, per questa Comunità Pastorale.

Io sono qui per dirvi che non ci saranno soluzioni magiche e improvvise per i problemi che ci sono.

La Diocesi dovrà aiutare nell’affrontare le spese impreviste, per questo danneggiamento, per questa fragilità che si è creata, questa comunità non sarà lasciata sola ad affrontare queste spine.

Però non di deve essere solo il dire “qualcuno ci aiuti” ma occorre ridare quel senso della missione che ci dice anche l’Arcivescovo cerca messaggeri per contrastare l’insidia del serpente: ecco ci facciamo avanti, eccoci, siamo qui pronti a rimboccarci le maniche come lo siamo sempre stati, siamo qui a condividere la gioia di essere cristiani, sapendo che l’essere cristiani non è un posto delle favole dove va tutto bene, ma è una sfida, è una inimicizia con  il male, dunque dobbiamo essere forti.

Ecco siamo qui perché ci riconosciamo chiamati con una vocazione santa, ciascuno di noi è protagonista, ciascuno di noi ha la sua parola da dire, il suo aiuto da dare. Eccoci pronti per contrastare le insidie del serpente, cioè per diffondere la gioia, cioè per costruire una comunione più intensa, cioè per condividere un rapporto più profondo con il Signore, una fede voluta.

Ci sono alcuno di noi, fra di noi che si fanno avanti, che dicono “eccomi” davanti ai bisogni di questa comunità, che dicono “eccomi” davanti ai bisogni della Chiesa nel tempo, persone che dicono “io desidero rispondere al Signore che mi ha fatto”.

Io mi faccio avanti, voglio essere come un Angelo di Dio che percorre la terra ad annunciare la gioia.

Voglio essere come un angelo di Dio che visita le persone che incontra, che testimonia che una persona ha dei talenti, è di valore, che deve aver stima di se per affrontare la vita.

 

“Ti ringrazio il Signore è con te”.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 10 persone, persone in piedi e spazio al chiuso

©2022 Designed By Utility Line Italia

Search