I VERBALI del Consiglio Pastorale

CONSIGLIO PASTORALE COMUNITA’ PASTORALE SAN PIETRO DA VERONA 7 SETTEMBRE 2020

ASSENTI Giustificati: Viviana Pontiggia, Eleonora Bottinelli, Giuseppe Pecorara, Antonella Sala, Carmela Augello

 

Alle ore 21.00 don CARLO PIROTTA accoglie e saluta i membri del Consiglio Pastorale,  felici di ritrovarsi nuovamente in presenza, dopo il periodo di lockdown.  Ci ricorda, che l’indomani il nostro arcivescovo darà formalmente inizio al nuovo anno pastorale  nella Festa della Natività della Beata Vergine Maria con la Celebrazione Eucaristica celebrata in Duomo, dedicato appunto a Santa Maria Nascente,   e ci invita ad affidarci alle braccia di Maria Vergine affinchè ci sostenga nel nostro cammino, pregando l’Ave Maria.

Don Carlo prosegue introducendoci alla lettera Pastorale del nostro Arcivescovo per l’anno 2020-2021 Infonda Dio Sapienza nel Cuore, illustrando i due punti cui l’Arcivescovo fa riferimento:

  • riferimento Biblico: Libro del Siracide
  • rifermento del Magistero: II Enciclica di Papa Francesco Laudato sii

cui avremo modo di sviluppare nel corso dell’ anno e le due modalità di lavoro proposte:

  • La preghiera
  • Il dialogo

modalità che devono camminare insieme e che dobbiamo tenere vivi.  Don Carlo ci invita quindi ad accogliere la sfida dell’”ascolto reciproco” contenuta nella Lettera Pastorale, e  per prima cosa,  ascoltandoci a vicenda, tentare di dare risposta alle domande proposte dall’Arcivescovo.

Saranno poi oggetto di discussione in Diaconia, i vari progetti proposti nella lettera Pastorale:

                Le modalità per programmare la ripresa delle attività oratoriane in attesa le più recenti disposizioni da parte delle autorità competenti della Diocesi; la giornata Missionaria Mondiale, la Domenica dell’Ulivo e altre iniziative.

La seduta  procede quindi con la lettura delle domande proposte dall’Arcivescovo a pagine 24 e 25 e riflessione da parte dei membri per tentare di dare una risposta.

MARIANGELA TIRENO riflette che ora è molto più facile parlare della drammatica esperienza che all’inizio le ha provocato molto spavento. La lontananza forzata dei nipotini e dagli impegni ha fatto sì che ci fosse più tempo da dedicare alla preghiera e per riflettere insieme al marito. Un’esperienza che ha colpito ma che li ha reso più uniti.

DON CARLO rivolge questa domanda ai partecipanti: Ma adesso la paura è scomparsa?

MARIANGELA risponde che forse ora la paura è meno forte dell’inizio, la paura rimane ma siamo più capaci di affrontare la situazione

PAOLO BROCADELLO aggiunge che la paura non scompare, che forse ci si abitua cercando di vedere come i genitori avevano affrontato la guerra, si apprezzano di più cose che prima si davano per scontato come vedere le persone, i parenti, gli amici che in quei momenti mancavano di più. Non si diventa più eroi ci si abitua e si affronta. In tutta questa negatività ci sono state cose che sono risultate molto positive, anche se è difficile usare questo termine. Si è cercato il possibile per essere vicini alle persone malate, con telefonate.

EMILIA considera che è stato un tempo che le ha obbligato a prendere la vita in mano per una riflessione su come si vive, sulle scelte che si compiono. Tempo per una conversione personale, non  un tempo vuoto. E’ stata occasione di crescita nella consapevolezza di un mondo globale. In tal senso, Emilia segnala l’opportunità che ha avuto in quel periodo di partecipare ad un corso per essere animatore dell’enciclica “Laudato sii” che le ha aperto gli occhi sul bisogno di fare una conversione ecologica; segnala la sua disponibilità ad operare a servizio per sensibilizzare all’ecologia. In questo periodo, inoltre ha dedicato il suo tempo al suo lavoro, ovvero al suo servizio con le persone disabili.

DON CARLO ringrazia per questa disponibilità, che terrà presente, in quanto quest’anno si lavorerà su questa enciclica come da indicazione sia del Papa che dell’Arcivescovo.

Un tempo ricco spiritualmente, in quanto è aumentato il tempo libero aggiunge MATTEO. Non avendo famiglia con bimbi piccoli ha avuto occasione per fare silenzio e per gustare i vari momenti proposti dalle celebrazioni online: momenti quali le celebrazioni con il Papa o con l’Arcivescovo, che magari altrimenti non avrebbe avuto modo di seguire. Dispiace che tornando alla vita di prima la spiritualità costruita e le tante cose buone programmate prima siano state messe da parte.

Ad ANNA è mancata molto la presenza della Comunità: il pregare da soli, il digiuno eucaristico le hanno pesato tanto: partecipare alla Santa Messa non è un’abitudine, è una necessità. Il frutto che ha portato la digitalizzazione è stata la possibilità di seguire delle Messa insieme a sua figlia, senza la quale non avrebbe avuto gli strumenti per farlo. Inoltre, l’attenzione ai poveri e ai bisognosi, che purtroppo non ha avuto modo di esercitare, ha generato in lei un senso di impotenza.

DON CARLO sottolinea la bellezza di ciò che ha detto Anna paragonando il suo vissuto all’esperienza monastica, monaci che vivono una solitudine vissuta in comunità.

GIANCARLO ALFONSETTI con riferimento alla domanda sulle declinazioni che ha assunto la pratica della Carità sottolinea la grande generosità espressa dagli operatori Caritas e da altre persone che sono venuto in aiuto in un momento nel quale le richieste, specie di generi alimentari erano aumentate da parte di famiglie in difficoltà. Il magazzino non è stato mai così pieno. In questo periodo di bisogno e smarrimento, precisa, c’è stata una grande risposta cristiana. La sua giornata è stata scandita dal “Libro delle Ore” e rimpiange un po’ i momenti di solitudine ma ricolmi di spiritualità. Un periodo di grande tristezza, ma estremamente ricco interiormente.

Un tempo di tante domande e tante scoperte: FILIPPO CRISTOFERI descrive così il suo vissuto in famiglia con quattro figli maschi durante il periodo di lockdown: tra le lezioni online dei figli e la gestione del tempo libero nei pomeriggi. In questo tempo di ricerca di senso, lo sguardo di sua moglie, vedere come i figli imparavano ad adattarsi a questa nuova circostanza erano per Filippo tutti segni della presenza di Dio. Dio presente indipendentemente dalle circostanze e dalla natura di questa situazione. Lavorando a contatto con strutture sanitarie Filippo ha notato che forse questo Covid ha creato uno spirito di comunità: le persone abbandonavano le ripicche personali, il carrierismo, o altre dinamiche distruttive e creavano uno spirito di unità, di comunità.  Sulla prima domanda Filippo aggiunge che la Chiesa riprenderà secondo la volontà di Dio, secondo le circostanze che ci sarà dato da vivere.

DON CARLO aggiunge che ciò che lo ha più segnato di questa esperienza è stato l’accompagnamento delle persone defunte e dei loro familiari: il primo dei 17 defunti della comunità, morto in completa solitudine la cui ceneri sono state sepolte alla presenza di solo  due familiari, in preghiera sotto la pioggia; i familiari di un altro defunto di coronavirus hanno chiesto di poter trasmettere la piccola funzione al cimitero in streaming video la tristezza degli altri familiari che solo sul monitor di un pc o di un cellulare potevano salutare il proprio caro, poiché non era possibile partecipare alla funzione per via delle normative. Circostanze, considera don Carlo, che fanno pensare sì alla brevità della nostra vita, ma ci fanno riflettere sull’importanza della presenza della comunità nel momento della morte, attraverso il sacramento dell’Unzione degli Infermi o il saluto dato insieme in una celebrazione comune.

 

Don Carlo ringrazia poi tutti coloro che sono intervenuti e dà inizio alla seconda parte della seduta che vuole dare il quadro di cosa accadrà dell’Iniziazione Cristiana quest’anno. Per L’iniziazione Cristiana occorrerà fare riferimento alle disposizioni vigenti in ambito scolastico, ciò crea grossi problemi per le nostre Comunità, perché in alcune parrocchie lo spazio non è sufficientemente grande per poter svolgere le catechesi. L’unico spazio agibile è la chiesa. In altre comunità ci sono degli spazi in più ma la chiesa non è sufficientemente grande. Quindi come fare? Un’altra problematica che non preoccupa solo i preti è la disaffezione dei bambini alla Celebrazione Eucaristica, da febbraio non partecipano ad una Messa. Come compensare questo? Nascono due tipologie di proposte la prima presentata da don Cesare che sarà adotta presso la Parrocchia San Pietro Martire e presso la Parrocchia San Carlo.

DON CESARE segnala che è ancora un “cantiere aperto”. La proposta nasce dal voler porre la centralità del cammino sulla Domenica, tenendo presente il vissuto dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie  e allo stesso tempo la verifica su questa questione: “ La celebrazione Eucaristica è solo celebrazione o ha anche la capacità di “spiegare” la fede? I segni,  i gesti dell’Eucaristia sono solo ritualità o hanno dentro la capacità di accompagnare  uno che sta facendo l’Iniziazione? Questa si chiama la mistagogia che nella Chiesa è sempre stata fatta. Il Vescovo amministrava i sacramenti durante la Domenica di Pasqua e nelle Domeniche Pasquali spiegava a coloro che avevano ricevuto i sacramenti, Battesimo, Cresima e Eucaristia, quello che avevano ricevuto, il significato dei gesti che avevano fatto, quello che gli era stato tramandato. Nasce quindi questa possibilità:

  • inserendo una Celebrazione Eucaristica pomeridiana, celebrata con il Messale dei Fanciulli, magari più snella nell’impianto celebrativo, per dare tempo durante la celebrazione di puntualizzare e consegnare dei contenuti di fede a dei ragazzi che si stanno preparando all’Iniziazione. Dividendo i ragazzi in due fasce: II e III elementare, che iniziano ad affacciarsi ma il cui cammino è stato interrotto dopo Natale – IV e V elementare: tenendo presente che quelli di IV si devono preparare a ricevere la Comunione, ma anche quelli di V hanno iniziato a prepararsi ma il cammino è stato interrotto, e scandendo così le domeniche il cammino potrebbe essere efficacemente svolto.

I bimbi di II e III elementare si potrà partire con delle celebrazioni per loro con i loro genitori e poi arrivare alla Celebrazione Eucaristica. Interessante è mantenere la centralità della domenica, anche se sembrerebbe una proposta un po’ troppo alternata, a “targhe alterne”, a scapito della continuità. Per evitare ciò si potrebbe consegnare alle famiglie che desiderano partecipare a questo cammino degli esercizi, delle buone prassi da fare la domenica dopo: pregare in casa, partecipare a un’ Eucaristia in un altro luogo prendere nota, fare fotografie per ovviare l’idea che la Domenica è importante due volte al mese, le altre due domeniche vacanza. L’altra cosa è che alla presenza dei genitori, potrebbe essere interessante anche per loro, magari per capire meglio alcune cose; sarebbe in tal senso si potrebbero creare dei momenti anche appositamente per loro. Un cammino in divenire, stando a vedere come muteranno le disposizioni legislative. Su una proposta del genere potrebbero alleggerirsi anche i ritmi e tempi di una famiglia, venendo meno l’impegno del catechismo infrasettimanale.

I ragazzi di I media dovranno affacciarsi alla Cresima, in quanto l’anno scorso non hanno ricevuto questo sacramento: perciò si pensava di chiedere alla Comunità Cristiana di accogliere questi ragazzi alla Messa delle 11.00, magari chiedendo loro di arrivare un po’ prima, di ragionare con loro coinvolgendoli nella celebrazione, se cambieranno le norme, in quanto alcuni gesti non sono ancora possibili. Si potrebbero provare i canti con loro, oppure facendo il servizio liturgico. Si potrebbero chiedere ad alcuni rappresentanti della Comunità Cristiana (potrebbero essere un medico, una professoressa, un allenatore…) di regalare a questi ragazzi, dopo la Comunione una breve testimonianza sul dono dello Spirito Santo che legato al Tempo Liturgico o al momento che si sta vivendo può essere dato a loro. Questi testimoni potrebbero inoltre scrivere una lettera ai ragazzi, lasciando loro i loro recapiti così da poter essere contattati, qualora i ragazzi lo desiderassero. La prima domenica, la domenica dell’Ulivo, vorremmo consegnare loro non l’ulivo ma l’Oliva, quale frutto dell’ulivo, che verrà poi spremuta per fare l’olio, per alimentare la lampada della preghiera in Avvento, questo olio poi prenderà il profumo di Gesù a Pasqua. L’Olio più il profumo fa il Crisma e il Crisma e il Crisma sarà quello con cui verranno consacrati il giorno della Cresima.

Sarà poi da vedere se ci sono le forze per portare avanti questa proposta, chi animerà le celebrazioni, magari con canti pensati per i ragazzi, mandati via YouTube affinché li possano imparare. Inoltre è da verificare riflettere e mediare se l’accoglienza dei ragazzi di I media alla Messa delle 11.00 sia fattibile anche nella parrocchia San Carlo che dispone, per via delle disposizioni legislative, di un numero inferiore di posti (85). E’ questo il cantiere su cui si sta lavorando.

DON CARLO aggiunge che per quanto riguarda la Parrocchia Centrale (SS. Gervaso e Protaso), nonostante l’entusiasmo iniziale per il progetto di don Cesare, purtroppo questo si è rivelato non percorribile per via dell’insufficienza di capienza della chiesa, sia per il percorso dei ragazzi di II-V elementare, sia per l’accoglienza alla Messa delle 11.00 dei ragazzi di I media. Quindi il ragionamento fatto con le catechiste è stato quello di introdurre ogni domenica la Messa dei Fanciulli alle 10.00 del mattino invitando una classe per ogni domenica; invitando nelle altre domeniche a seguire la Messa del Fanciullo, in quanto uno dei problemi emersi confrontandosi con molte famiglie è stato che le Messe in streaming del Papa, dell’Arcivescovo durante il periodo di lockdown erano poco adatte per i bambini. D’altra parte se una domenica si va a Messa,  gli altri momenti si continua con il catechismo tradizionale presso l’Oratorio Paolo VI che dispone di aule e su cui si sta lavorando per rendere ancora più agibile.

DON MARIO illustra la proposta presso la Parrocchia Beata Vergine Immacolata a Baruccana dove la situazione numerica dei ragazzi coinvolti nel cammino di Iniziazione Cristiana e i loro genitori rende impossibile l’attuazione del progetto di don Cesare per insufficienza di posti per disposizioni legislative e propone di orientarsi più verso una proposta simile a quella espressa da don Carlo .Per quanto riguarda le classi III, IV e V: una domenica pomeriggio verso le 16.30 una classe con i genitori, lasciando anche tempo per fraternizzare, riposare o svagare, per poi invitarli alla Messa delle 18.00, senza aggiungere altre Messe. Ogni tanto poi, nell’arco dell’anno non più di due o tre volte una delle Messe potrebbe essere didattica per riprendere tutta la spiegazione, introduzione e cura al Mistero della Liturgia, che è un aprire gli occhi e il cuore al Mistero di Dio. La Liturgia, prosegue don Mario, non va banalizzata, non va adattata. E’ già animata per suo conto: lo Spirito ci introduce al Mistero del Padre, nella Parola del Figlio e nell’Azione dello Spirito che ci raduna e ci fa vedere concretamente questo volto unico della chiesa che è il volto di Cristo in ciascuno di noi che partecipa, che vive. In settimana si prospetta un giorno in cui si fa la catechesi classica secondo le disposizioni legislative che sono applicata nelle scuole (distanziamento, sanificazione, ecc. )  L’oratorio di Baruccana ha molti spazi all’esterno; le aule sono collocate al primo piano e richiedono un accurato intervento di sanificazione. Il terzo momento che si propone è quello di un momento di incontro in famiglia, in cui i genitori si sforzano di prendere in mano una parte della proposta di catechesi, studiarla attraverso una spiegazione/introduzione per poi condividerla con i figli. Si voleva inoltre individuare, attraverso le conoscenze delle catechiste,  possibili legami di amicizie tra le famiglie; magari due o tre famiglie potrebbero riunire i bambini e proporre loro questo incontro catechetico famigliare, supportato per qualche minuto da un video che si pensava di consegnare a queste famiglie, in modo che si potesse essere più chiari e avere indicazioni più precise.  La classe II avrà una proposta simile, ma i ragazzi cominceranno dopo Natale, con loro si vuole introdurli all’essere Figli di Dio, alla bellezza di far parte di una famiglia, una famiglia che si raduna nei momenti tipici del pranzo, nelle occasioni di festeggiare con i parenti. Per quanto riguarda invece la I media, si voleva proporre un percorso attingendo alla proposta dei  preadolescenti, in quanto possono già definirsi preadolescenti; magari con dei catechisti diversi dalle mamme, con persone più o meno adulte, molto  chiare e attrattive che possano anche intrattenere dei rapporti con i  ragazzi, magari dei giovani papà, non con figli preadolescenti, ma che hanno esperienza, profondità di vissuto.

DON CARLO propone uno spazio per la riflessione e per eventuali domande o dubbi. Questo è un momento di condivisione, per cui se qualcosa non è chiaro, se non lo si ritiene opportuno questa è l’occasione per esprimerlo.

FILIPPO CRISTOFERI esprime la necessità di un breve riassunto sulle proposte.

DON CARLO risponde chiarendo la proposta che riguarda la parrocchia Ss. Gervaso e Protaso. Il grosso cambiamento che implica lo spostamento della centralità sulla Domenica rispetto al sabato o un giorno feriale sarà presso le parrocchie San Pietro Martire e San Carlo.

MARZIA MAZZON chiede delucidazioni sulla proposta Preadolescenti/Adolescenti.

DON CARLO risponde che i preadolescenti di II e III media e gli Adolescenti continueranno il loro cammino, secondo le norme Diocesane che verranno fornite riguardanti gli spazi, il distanziamento; la stessa cosa varrà per gli Adolescenti: bisognerà pensare a come e dove poterle attuare le proposte Diocesane con i coordinatori. Ci sarà da riflettere, come diceva don Mario sul passaggio dei Cresimandi (I media), valutare se potrebbe essere opportuno da un certo punto dell’anno mescolare il percorso dei pre Adolescenti con il percorso dei ragazzi che si stanno preparando alla Cresima. Figure adulte, simili a coloro cui pensava don Mario, nelle varie Parrocchie ci sono, per accompagnare i preAdolescenti, come anche adulti educatori per accompagnare gli Adolescenti.

Don Carlo prosegue ribadendo che sarà un anno con molte incognite, specie sul piano organizzativo e logistico, specie per via delle necessità di aereazione in inverno, con le basse temperature.

DON EMILIANO osserva che sarebbe necessario richiamare all’attenzione coloro che in chiesa non portano correttamente la mascherina, che occorre essere buoni cittadini prima di essere buoni cristiani. Inutile fare tanti ragionamenti sulle normative se poi le persone non si comportano correttamente, se non si osservano le regole fondamentali nelle nostre chiese, inutile discutere sull’aereazione dei locali.

DON CARLO risponde che lui nota che ci sia un grosso rispetto delle regole, tutti portano sì la mascherina, magari a qualcuno non copre il naso. Talvolta, qualcuno, per impaccio, toglie la mascherina prima di fare la Comunione mentre la regola dice che la mascherina sarebbe da togliere dopo che la Comunione è stata ricevuta in mano, prima di portarla alla bocca.

FILIPPO CRISTOFERI chiede se l’oratorio riaprirà.

DON CARLO: Siamo in attesa di indicazioni da parte della Curia. Le attuali disposizioni, fatto salvo le attività sportive (che pure hanno parecchie restrizioni), non consentono il normale svolgimento delle attività.

FILIPPO CRISTOFERI chiede chiarimenti in merito a quei ragazzi che quest’anno non hanno ricevuto il sacramento dell’Eucaristia. Quando la faranno?

DON CARLO risponde che i bambini della scorsa IV elementare faranno la comunione in V elementare (in primavera) e la Cresima durante l’anno di I media. Di fatto l’anno prossimo ci saranno due gruppi che riceveranno la Prima Comunione: quelli che l’anno scorso non l’hanno ricevuta e quelli che dovrebbero riceverla quest’anno. (Coronavirus permettendo). Saranno in giornate diverse, con più turni per ogni gruppi, in quanto i posti in chiesa sono contingentati.

FILIPPO CRISTOFERI chiede delucidazioni in merito ai bimbi che hanno sì ricevuto la prima Riconciliazione, ma che poi non hanno più avuto modo di confessarsi. Ci potrebbe essere un momento dedicato a questi piccoli.

DON CARLO  risponde che sicuramente sarà oggetto di considerazione che purtroppo è difficile a pensare ad un momento così senza creare assembramento.

MICHELA…riflette che la parola d’ordine in tempi come questi è “l’essenzialità” e che la proposta sull’iniziazione cristiana risponde a questa esigenza. I ragazzi, continua Michela dovranno affrontare un anno scolastico pieno di difficoltà, per cui moltiplicare eccessivamente altri momenti strutturati, nei quali comunque non si potranno muovere troppo, sia controproducente. Il cuore è la Celebrazione Eucaristica, per cui cerchiamo di valorizzare questo.

DON CARLO conferma che si è in regime di essenzializzazione e riduzione delle attività. Si dovrà ragionare comunque tenendo presente che ogni contesto ha la sua situazione particolare,  che ci sono ancora molte incognite sulla situazione che si andrà a sviluppare. Bisognerà tenere a mente la grande crisi che gli oratori dovranno affrontare, ovvero il venire meno del principio della “libera aggregazione”.

 

Alle ore 22.30 DON CARLO conclude l’incontro invocando il Nostro Padre che è nei cieli e guidandoci alla recita del Padre Nostro.

 

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