

EDITORIALE: Una sosta utile
Sarà perché, da piccolo, non avevo la pista delle macchinine ma il tondo delle rotaie con locomotiva e due carrozze o perché il libro di religione cattolica, adottato a scuola nelle medie, parlava della libertà usando l’immagine dei binari, io che sono del clero, non “sclero”, per ora, al passaggio a livello con le stanghe abbassate.
È una sosta utile. Infatti penso a dove sto andando e a chi poi incontro. Col telefono rispondo a messaggi e recupero le telefonate perse. La radio propone una canzone piacevole od una intervista interessante che mi fa pensare. Spengo la radio e prego il Signore che, essendo Risorto e Vivente, è lì con me. Guardo le persone in attesa che chiacchierano e ridono. I nonni premurosi che tengono i nipotini per mano andando verso l’asilo mi fanno piacere. La mamma che spinge il passeggino con la sua creatura rivela una grande tenerezza. Incrocio due adolescenti che guardano insieme un video sul cellulare. Scambio qualche parola con chi mi conosce. Mi isolo e rifletto su un problema che mi è stato indicato. Vedo una persona che è lenta nel suo camminare e mi fa pensare alla fatica dell’età. È un “mondo” che mi scorre accanto mentre sono in sosta, lo vedo e in cui sono immerso.
Nasce una preghiera: “Signore salvaci, accompagnaci e continua ad avere misericordia di tutti noi … siamo tuoi figli e figlie”.

di don Maurilio
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