I VERBALI del Consiglio Pastorale

CONSIGLIO PASTORALE 9 NOVEMBRE “LE OPERE CARITATIVE E LA CARITAS”

Presentazione del fascicolo sulle realtà caritative del nostro territorio clicca qui per leggerlo

SPUNTI PER RIFLESSIONI ED ULTERIORI PROPOSTE

Durante la seduta del Consiglio Pastorale Comunitario tenutasi lo scorso 9 novembre che riguardava la tematica delle opere caritative e la Caritas,  sono emerse le seguenti riflessioni sulle criticità riscontrate sul nostro territorio.

Don Carlo s’ interroga e ci interroga: ma  le  numerose e belle risorse presenti sul territorio  rispondono a tutte le povertà esistenti sul territorio o ci sono delle povertà che non si vedono e non si sentono ma che creano tanto dolore e come possiamo noi tutti e la  Caritas  diventare  coloro che spingono, sensibilizzano e rendono consapevoli di queste povertà? Come vediamo le nostre parrocchie impegnate sui temi della povertà e della carità?

Filippo Cristoferi, Responsabile rapporti istituzionali della Fondazione Maddalena Grassi,  segnala tre fragilità rilevanti che sono venuti a crearsi a seguito del momento pandemico che continua a caratterizzarci. La prima è il sostegno psicologico e psichiatrico, purtroppo ci sono situazione che si stanno manifestando anche in età pediatrica con disturbi dell’alimentazione, difficoltà di inserimento sociale in ambito scolastico su cui è necessario intervenire, anche attraverso l’Iniziazione Cristiana o con altre iniziative che non riguardino sono la popolazione adulta ma anche in maniera significativa quella pediatrica. Segnala anche come l’ATS riscontra la difficoltà di gestione di disturbi di ordine psicologico e psichiatrico in età pediatrica, infantile e adolescenziale. Il secondo bisogno è delle famiglie in difficoltà, di coppie anche giovani, di famiglie magari con figli disabili  che dopo la logorante gestione famigliare durante la pandemia e la precarietà o assenza lavorativa derivata dalle chiusure dovute all’emergenza, si sciolgono. C’è poi  problema dei genitori separati, la gestione del domicilio.

Terza criticità  è quella della disabilità adulta, la difficoltà che sta nella realizzazione dei progetti governativi “Dopo di noi” che richiedono sinergie di realtà solidamente strutturate. Una volta le persone con disabilità avevano aspettative di vita molto più brevi e reti familiari molto più solide. La persona disabile oggi raggiunge età nelle quali i genitori e la rete parentale che si occupa della persona vengono meno;  in assenza di questa forte rete famigliare non è possibile definire chi si occuperà di questa persona con disabilità.  Il Comune nella giunta passata aveva mostrato interesse a rilevare per  sistemare e mettere a disposizione per progetti di questo tipo une edificio sequestrato ad attività di tipo  mafioso,  la Fondazione Maddalena Grassi potrebbe realizzare progetti in tal senso.

 

 Il dr. Ambrogio Bertoglio, psichiatra,  dà conferma dell’ incremento del disagio piscologico e psichiatrico.

 Il disagio nasce quando siamo impotenti. Si constata un divario tra la drammaticità dei problemi e le forze in campo per affrontarli e contrastarli. I numeri di casi in tal senso sono a doppia cifra . C’è la  problematicità degli adolescenti cosiddetti “digitalmente modificati”. Sempre più evidente è l’attaccamento degli adolescenti a questi device. Uno studio recente evidenzia come il 40% degli adolescenti chatta di notte all’insaputa dei genitori; il 40/50% dei bambini  in occasione della Prima Comunione ricevono uno smartphone, immaginando che  questo sia il dono che li salvi o li metta in comunicazione con i genitori. In realtà non ci si rende conto che dando loro questi strumenti li si introduce in un mondo che è pesantemente drammatico vedi il cyberbullismo o i contenuti a sfondo sessuale all’ordine del giorno. Purtroppo non ci si rende conto della pervasività di questi strumenti, pervasività tale che negli studi si parla addirittura di modifiche di tipo genetico.  Studi documentano come i collegamenti effettuati con questi strumenti provochino il rilascio di sostanze nel sistema neurologico del bambino cosicché l’utilizzo dei device non è più regolato dalla volontà del bambino bensì da una  condizione molto simile a ciò che avviene con l’utilizzo delle droghe.  Senza dimenticare l’isolamento provocato  dall’uso di questi strumenti  da parte degli adolescenti,  i quali  si creano  un mondo loro  personale, molto diverso dalla realtà. Dopo la pandemia, i ragazzi fanno fatica ad uscire dalla loro stanza per andare a scuola,  per incontrarsi, per mettersi in una vita normale attaccata alla realtà. I casi sono sempre più numerosi .E’ più che mai necessario informare i genitori attraverso incontri con numeri e fatti inerenti all’aggravarsi della problematicità relativa all’ abuso nel utilizzo di questi strumenti.

Alfredo Di Meglio sottolinea la criticità degli anziani soli, vedovi, che non soffrono sotto l’aspetto materiale; soffrono di solitudine psicologica non avendo  una rete familiare di supporto affettivo, di calore.  Si riferisce in modo particolare alla popolazione maschile anziana, in stato di solitudine che può trovare più difficoltà nella gestione  logistica della casa o nel avere relazioni con altre persone. Potrebbe essere opportuno per le persone che operano nelle parrocchie di far loro compagnia, di passare del tempo con loro, magari dedicare loro del tempo in più.

 Che idea si è fatto, il neo Assessore ai Servizi Sociali prendendo in mano questa responsabilità?

Miche Zuliani, assessore Servizi Sociali ringrazia per l’opportunità che gli è stata data nel prendere in mano questo assessorato il quale rispecchia l’impegno che la Lista Civica cui appartiene sostiene: messa a disposizione del Sindaco a seconda della motivazione che ha spinto i membri della Lista a scendere in politica, ovvero rispondere ai bisogni della gente; nella memoria di San  Paolo VI che sosteneva che la politica è la prima forma di Carità. La situazione è drammatica e nota con piacere guardando il fascicolo che i volontari non mancano. Ci sono tante realtà che operano nella Comunità e sarà sua premura incontrarle il prima possibile. Seveso è in emergenza educativa, in emergenza di bisogni a livello sociale e di rapporti. C’è tanto da fare e tanto da ricostruire. Però c’ è tanta gente che partecipa e che da valore a ciò che fanno altri. A nome del Sindaco conferma la disponibilità alla valorizzazione di tutto ciò che già esiste per rispondere ai bisogni delle persone  e  sostegni economici per quanto sarà possibile. Ribadisce che tanti sono problemi e difficoltà, ma non si parte da zero: tante sono le persone che operano gratuitamente e seriamente. Segnala al presidente della Caritas la messa a disposizione di fondi destinati all’emergenza alimentare entro la fine dell’anno.

Riflessioni di Giancarlo Alfonsetti – Presidente Caritas Comunitaria

Quello che emerge, in questo tempo “non dopo Covid”, ma di cui stiamo ancora subendo le conseguenze è la drammaticità nell’aumento delle fragilità nei bambini e nei ragazzi; anche  Stefano Pelizzoni, Preside di un Istituto Superiore a Monza e vicePresidente Caritas Comunitaria,  ha più volte evidenziato questo incremento di fragilità adolescenziale. I ragazzi a scuola  hanno espresso più volte il loro desiderio di tornare in DAD, facendo emergere così la loro difficoltà di tornare in gruppo, di tornare ad una normale socializzazione. Importante la difficoltà che incontra il genitore, l’adulto  nel togliere i device ai ragazzi.

Fondamentale potrebbe essere tornare ad incontrare e informare e a sostenere i genitori, base di qualsiasi progetto educativo da affrontare.  Anche l’Iniziazione Cristiana dovrà coinvolgere maggiormente i genitori, primi educatori dei ragazzi. 

Sul versante della povertà oltre alla difficoltà alimentare, sta emergendo la necessità di reperire alloggi. Sono in aumento le persone che hanno perso la casa o sono state sfrattate. Purtroppo la nostra Comunità e il nostro territorio è carente di bandi per l’allocazione di alloggi.

Propone un appello di ricerca di professionisti di ogni ordine che mettano a disposizione gratuitamente le loro prestazioni  a coloro in condizioni di necessità.

 Ribadisce l’attenzione a cui siamo tutti chiamati ad avere nei confronti di coloro che non frequentano abitualmente la nostra Comunità e di segnalarne le difficoltà e criticità.

Segnala inoltre che il fascicolo “ le espressioni di carità nel nostro territorio” contenente  le informazioni  sullo stato attuale delle varie opere di Carità presenti sul nostro territorio  è in fase di completamento e verrà successivamente messo a disposizione di tutti.

 Intervento di Farice Germanò

.. vi ho seguito dal canale YouTube ... Come educatrice che tutti i giorni lavora spalla a spalla con i ragazzi a scuola ... Assicuro che gli adolescenti sono veramente un' emergenza educativa! Loro saranno il futuro più imminente e dunque la società non può permettersi di non salvarli! Aggiungo anche di coinvolgere maggiormente le famiglie della scuola materna nelle iniziative parrocchiali di carità e via dicendo... Con un attenzione particolare anche verso i nostri più piccoli perché loro davvero sono stati molto bravi in tutta questa pandemia più dei grandi molte volte ma adesso è arrivato anche per loro il momento di ricevere più attenzioni che comunque sicuramente la nostra scuola materna non fa mancare con le sue alte proposte pedagogiche educative e con molto altro sia per i bambini che per le famiglie!

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