I VERBALI del Consiglio Pastorale

VERBALE N°15 CONSIGLIO PASTORALE DELLA COMUNITA’

SAN PIETRO DA VERONA SEVESO

2015 / 2019

 

Assenti giustificati: Bodio Walter, Celora Nicola, Don Colleone Massimiliano, Manuele Sabrina, Pozzoli  Alessandro, Sala Antonella, Simonetti Michele.

Altri assenti: Baio Laura, Cazzaniga Francesco, Don Vicini Donato, Galliani Piermario, Ghirardi Emilia, Riva Giorgio, Rusconi Luciano.

 

Nella seduta odierna, dedicata alla Pastorale Familiare intervengono Massimo Lancillotti, responsabile per la zona di Monza della Pastorale Familiare e Demetrio Bolis                 della Parrocchia Sant’Ambrogio di Seregno , che opera nel Decanato Seveso-Seregno.                         Oltre ai consiglieri del CPCP San Pietro da Verona, è presente un gruppo di “ascoltatori”.

Alle ore 21:00 Don Carlo dà avvio all’incontro con la lettura del passo del Vangelo di Marco della I domenica di Avvento (13, 1-27) e afferma che all’apparenza questo Vangelo può incutere paura ma in realtà ha in sé un messaggio di grande speranza.

Subito dopo, Ferruccio De Toni (moderatore) chiede l’approvazione del verbale della seduta precedente ( I PUNTO O.D.G.), cosa che avviene all’unanimità.

II PUNTO O.D.G. PROGETTO PASTORALE FAMILIARE.

Prende la parola Don Cesare e spiega che si è voluto dedicare questa seduta interamente alla Pastorale Familiare perché, dopo il Sinodo sulla famiglia e dopo la pubblicazione del documento Amoris Laetitia, è maturato il desiderio di ripensare a una Pastorale Familiare della comunità e non più di ogni singola parrocchia, di riflettere su che cosa è la Pastorale Familiare e cosa vuol dire rendere la famiglia soggetto di pastorale, di voler utilizzare questa serata per trovare la strada giusta a ricostituire una commissione che dovrà occuparsi di questo tema.

Massimo Lancellotti spiega che, insieme a sua moglie Cristina, fa parte del coordinamento diocesano di Pastorale Familiare con l’incarico di stimolare, coordinare, ma anche raccogliere i riscontri e i ritorni che arrivano dal territorio sulle attività di Pastorale Familiare e sottolinea che diversi sono i documenti che affrontano tale argomento, partendo da quelli del Concilio Vaticano II che, pur risalendo a più di cinquanta anni fa, contengono delle chiare ed utili indicazioni.                                                                                                                          Si sofferma a sottolineare alcune frasi estrapolate da documenti con l’intento di stimolarci a capire da che parte orientare i nostri sforzi per iniziare un percorso di Pastorale Familiare.

La prima frase è tratta dall’Esortazione Apostolica “Familiaris Consortio” del 22 novembre 1981, di Giovanni Paolo II, paragrafo 65

“Perciò è da sottolineare un volta di più l’urgenza dell’intervento pastorale della Chiesa a sostegno della famiglia. Bisogna fare ogni sforzo perché la Pastorale della Famiglia si affermi e si sviluppi, dedicandosi a un settore veramente prioritario, con la certezza che l’evangelizzazione, in futuro, dipende in gran parte dalla chiesa domestica”.

Massimo aggiunge che altre indicazioni si possono trovare nel Direttorio della Pastorale Familiare della Conferenza episcopale italiana 1993 nel capitolo 3, e che un documento                                                                   così ampio costituisce una guida importante che può illuminare il nostro cammino.

Dall’esortazione apostolica del 2016 di Papa Francesco “Amoris Laetitia”, Massimo asserisce di aver scelto dal capitolo VI che s’intitola “Alcune prospettive pastorali ” il punto 199, dove si legge:

“ Saranno le diverse comunità a dover elaborare proposte più pratiche ed efficaci che tengano conto sia degli insegnamenti della Chiesa, sia dei bisogni e delle sfide locali.”

Aggiunge  anche che il capitolo IV della suddetta esortazione potrebbe offrirci uno aiuto molto valido con l’Inno alla Carità di Paolo.

Don Carlo invita a fare degli esempi concreti di come fare Pastorale Familiare in una comunità e Massimo racconta ciò che lo scorso anno è stato fatto a Carate durante gli Esercizi Quaresimali, nel corso dei quali, prendendo spunto dall’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”, si è cercato di decentrare l’attività in tutte le sei parrocchie della comunità.                                                                                                                                                A sedici famiglie è stato affidato il compito di esporre i contenuti, ma anche quello di preparare la parte di applicazione concreta. Ogni famiglia ha operato in almeno due parrocchie e il risultato ottenuto è stato interessante.

A questo punto della discussione interviene Demetrio e sostiene che vanno benissimo i “documenti” che affrontano il tema della Pastorale Familiare e che danno degli input per lavorare, ma è indispensabile fare i conti con le risorse che si hanno a disposizione, pertanto è necessario chiedersi cosa si può fare e da dove si può partire.                                               Poi Demetrio porta a conoscenza dei presenti il lavoro che si è fatto e che ora si sta facendo a Seregno, dove c’è Don Francesco Scanziani che guida e dà supporto alla commissione famiglia, dove c’è già un gruppo familiare che s’incontra una volta al mese e che crea quel rapporto che deve essere alla base di tutto il percorso.                                                 Inoltre, come Comunità Pastorale, si sta cercando di coinvolgere in un lavoro comune tutte le parrocchie, anche se si fa una grande fatica a raggiungere risultati condivisibili.  

Maria Cerliani, pensando al nostro vissuto e al passaggio da singole parrocchie a comunità pastorale, dice che arriviamo da realtà diverse tra loro: ogni parrocchia ha avuto una commissione famiglia caratterizzata dallo stile del sacerdote che l’aveva “fondata” e che ha operato sul proprio territorio. Oggi essendo in grosse difficoltà chiediamo aiuto, è necessario che qualcuno ci sproni e ci aiuti a ripartire.

Filippo Cristoferi si pone la domanda: “ Ma perché oggi a una famiglia conviene essere cristiana?”  E poi asserisce di essersi reso conto che tale domanda interessa la sua vita a 360°, e visto che il mondo porta in ben altri posti, sostiene di aver bisogno di persone che testimoniano che vale la pena di vivere cristianamente la famiglia; propone di organizzare dei momenti di pastorale familiare a tema, con domande di stimolo o con test che richiamano problemi di vita comune familiare su cui confrontarsi.

Don Carlo illustra la situazione attuale di Seveso dove l’animatore del percorso fidanzati è una vedova, asserisce che sulla carta esistono quattro gruppi familiari che chiedono di continuo attenzione su loro stessi, ma non manifestano attenzione alla vita pastorale, sebbene sia stato compiuto un grosso sforzo per portare sul territorio delle attività validissime come i gruppi di ascolto nelle case, gli OPT che dovrebbero far visita due volte all’anno alle famiglie, il percorso d’iniziazione cristiana dove si fa una fatica enorme a far passare il concetto che il primo oggetto della formazione non sono i bambini ma la famiglia.                                                                                                                                          Infine chiede al Consiglio Pastorale suggerimenti da dove iniziare, come iniziare, con chi iniziare per formare una commissione per la Pastorale Familiare.

Serena Besana risponde che basterebbe una coppia per parrocchia per dare inizio a un percorso ed è sicura che si riusciranno a trovare persone disponibili a far parte di tale commissione se interpellate personalmente.

Alla domanda posta da Filippo Cristoferi se nella Parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso esista un gruppo familiare, da chi è formato, dove e quando si trova, risponde affermativamente Ferruccio De Toni, che fa parte di questo gruppo e specifica che quest’anno non si sono ancora trovati, mentre l’anno scorso, sotto la guida di Don Cesare, si riunivano il primo sabato del mese presso l’oratorio Paolo VI.                                        Anche Ferruccio sostiene la necessità d’istituire al più presto la commissione famiglia e, partendo dai testi di riferimento bisognerà riflettere sulle esperienze di ciascun gruppo famiglia delle quattro parrocchie.

Ancora una volta prende la parola Don Cesare e ribadisce l’urgenza di costituire la commissione per la Pastorale Familiare, il cui compito sarà studiare con umiltà quello che la Chiesa chiede, i tempi in cui viviamo, le risorse, i bisogni, le necessità, capire che cosa sono i gruppi famiglia, a cosa servono, come si collegano, come si confrontano.                                     E’ necessario curare la comunicazione, è indispensabile che un gruppo famiglia renda noto quando, dove, perché s’incontra.

Giovanni Traina, ancora una volta, asserisce che il punto di partenza per la buona riuscita di ogni percorso è la stima reciproca; mentre Giancarlo Alfonsetti si pone la domanda cosa può consigliare dopo aver ascoltato i diversi interventi e, condividendo quanto detto da Don Cesare, aggiunge che bisognerà anche formarsi perché, oggi non è facile, per esempio, avvicinarsi ai fidanzati se non si ha una buona formazione, non perché sono cambiati i valori cristiani, ma perché sono cambiati il modo di vedere la famiglia, il modo di vedere il fidanzamento…...                                                                                                                Giancarlo sollecita l’avvio della commissione e consiglia di richiedere a coloro che si assumeranno l’impegno di far parte di questa commissione uno sforzo in più che è quello dello “studio” e della formazione.

E’a questo punto che Don Carlo propone a tutti coloro che hanno qualcosa da dire o da dare nell’ ambito della Pastorale Familiare di partecipare, il cinque dicembre nel Centro Parrocchiale di Via Arese, alla serata dedicata alle commissioni e insieme si potrà pensare, ragionare, consigliare e costituire la commissione.

Don Cesare suggerisce di trovare modalità adatte per portare a conoscenza delle quattro comunità la possibilità di partecipare al suddetto incontro.

III PUNTO O.D.G.  VARIE ED EVENTUALI

Don Carlo ricorda che il 16 gennaio a Meda ci sarà l’incontro col l’Arcivescovo per tutti i Consigli Pastorali della zona 5 di Monza; dopo aver fatto notare che la nostra discussione sulla Pastorale Familiare è stata dominata dall’ultimo stendardo ritrovato in una delle cantine della Prepositurale  che riporta proprio la Sacra Famiglia, asserisce che Gesù ci ha guardato illuminato dallo Spirito Santo e dal calore della vicinanza di Giuseppe e Maria e ci invita a elevare la nostra preghiera chiedendogli di sorridere sulle nostre attività e di farci arrivare il suo sorriso e la forza e il coraggio che vengono dalla sua grazia.

Insieme si recita il Gloria e alle ore 23:00 circa l’assemblea è sciolta.

 

    La segretaria                                                                           Il presidente

Pellegrino Rosaria Maria                                                         Pirotta Don Carlo

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