I VERBALI del Consiglio Pastorale

VERBALE N° 4 CONSIGLIO PASTORALE DELLA COMUNITA’

 

SAN PIETRO DA VERONA

 

Assenti giustificati: Bianchi Giorgio, Bodio Walter, Sala Antonella,

Vicini Don Donato.

Assenti: Giussani Renata, Lanzani Davide, Riva Giorgio, Corbetta Don Luca

 

 

Alle ore 21.00 Don Carlo Pirotta , con la recita dell’Ave Maria, avvia l’odierna seduta del CPCP e, ricorrendo domani l’anniversario dell’apparizione a Lourdes della Vergine Maria a Santa Bernadette, invita i presenti a invocare la Madonna affinché anche noi possiamo dissetarci a quell’acqua che guarisce ogni ferita. Poi saluta e ringrazia affettuosamente il Vicario Episcopale, Don Patrizio Garascia, che è presente in mezzo a noi e che in questi giorni sta visitando tutte le comunità cristiane della nostra zona pastorale.                              Sollecita a rivolgergli quelle domande alle quali non abbiamo saputo dare risposta e a esternare riflessioni e speranze che abbiamo in fondo al cuore.

Don Patrizio prende la parola e spiega che l’incontro di oggi s’inserisce nella Visita Pastorale nel decanato di Seregno-Seveso alla quale l’Arcivescovo Scola ha dato avvio con la sua presenza il 19 gennaio a Meda presso la Chiesa Santa Maria Nascente e che ora continua attraverso il Vicario Episcopale, al  quale è stato affidato il compito d’incontrare la realtà feriale delle comunità per incoraggiare, consolare, guidare il popolo santo di Dio e per raccogliere osservazioni, riflessioni da riportare all’Arcivescovo.

 La Visita Pastorale prevede anche una terza fase che spetta proprio al Consiglio Pastorale: verificare come la nostra comunità sta mettendo in pratica gli orientamenti dell’Arcivescovo in comunione con il Papa e come sta diventando comunità evangelica di discepoli di Cristo.

 Don Patrizio afferma che quando l’Arcivescovo parla della comunità cristiana fa riferimento al brano degli Atti degli Apostoli (cap. II) dove è descritta la prima comunità che nasce nel Cenacolo il giorno di Pentecoste.                                                        Nel decreto della Visita Pastorale l’Arcivescovo dice che la verifica va condotta tenendo conto dei quattro pilastri fondamentali:

  • L’Eucarestia (memoria della Pasqua di Cristo presente in mezzo a noi)
  • La carità (come educazione al dono di sé)
  • Essere assidui all’insegnamento (pilastro a cui l’Arcivescovo è molto sensibile ed è presente nella Lettera “Educarsi al pensiero di Cristo” )
  • La testimonianza (essere dentro questo mondo come lievito)

Don Patrizio suggerisce che nella verifica della vita della nostra comunità, partendo dall’IC, spaziando alla pastorale giovanile, all’attenzione all’ammalato, ai bisogni delle persone, alle famiglie come soggetto pastorale, dobbiamo chiederci se esistono questi quattro pilastri, se ne manca qualcuno, su cosa facciamo fatica, quali sono le gioie di questa comunità, quali le sofferenze.

 

Alla richiesta di Don Patrizio di notizie sul CPCP San Pietro da Verona,                    Ferruccio De Toni spiega che questo è il secondo Consiglio Pastorale della Comunità San Pietro da Verona (quadriennio 2015 – 2019).                                                                        Sono previste quattro o cinque sedute nel corso dell’anno.                                                                       Il compito più importante finora affrontato è stato quello di preparare il Progetto Pastorale, iniziato con il precedente Consiglio e che dovrà essere portato a compimento. Per svolgere meglio il lavoro e per essere più efficaci ad affrontare i diversi temi sono state istituite varie commissioni, composte da uno o più rappresentanti del CP e da altri parrocchiani.

Rosaria Pellegrino aggiunge che attualmente il Consiglio è formato da quaranta membri, alcuni dei quali eletti per la seconda volta.                                                     Quindici giorni prima della seduta del CP si riunisce la giunta, formata da Don Carlo (presidente), da Ferruccio De Toni e Cesare Manzoni (con compito di moderatori nel corso delle varie sedute) e Rosaria Pellegrino (segretaria).                                        Nella riunione della giunta si stabiliscono i punti dell’o.d.g. e successivamente viene inviata la convocazione del CPCP agli interessati.                                                                                                              Dopo ogni seduta la segretaria redige il verbale, lo invia a tutti i membri e viene reso pubblico on-line sul sito della parrocchia.

 

Don Patrizio asserisce che l’Arcivescovo nel dare alcune linee diocesane circa le comunità pastorali afferma che il CP è l’organo che esprime la comunione che c’è nella Chiesa ed ha il compito di orientare, mentre la diaconia è chiamata ad attuare gli orientamenti presi dal CP.

 

Interviene Michele Simonetti dicendo che ha partecipato all’incontro con l’Arcivescovo a Meda e ha vissuto momenti positivi. E’ pur vero che il lavoro da fare all’interno della comunità è faticoso, però  personalmente ha iniziato a nutrire un po’ più di ottimismo da quando il Cardinale ha affermato che per vedere dei buoni frutti  occorreranno almeno venti anni e in questa affermazione ha trovato spiegazione a tanti suoi perché.                                                                                                                       Michele non nega le attuali difficoltà esistenti nelle nostre quattro parrocchie, ma assicura che è anche bello vedere che insieme stiamo provando a fare determinate azioni nel miglior dei modi.                                                                                            Poi, standogli molto a cuore la Pastorale giovanile, afferma che ogni giovane possiede la propria “brillantezza” che va saputa cogliere e per questo è necessaria una giusta guida.

Ferruccio De Toni sostiene che l’esperienza che stiamo vivendo come comunità pastorale è bella perché occasione di scambi, di confronto, anche se il turnover dei preti verificatosi nelle nostre parrocchie ha arrecato tanti problemi, pertanto deve essere promossa una certa stabilità soprattutto nel settore della pastorale giovanile, altrimenti corriamo il rischio a ogni cambio di dover ricominciare da capo.

Anche Christian Russi lamenta la mancanza di una figura di riferimento stabile nella pastorale giovanile.

Ferruccio De Toni fa riferimento alla novità di rilievo portata avanti nella nostra comunità: per la prima volta i sacerdoti sono stati affiancati da alcuni laici (OPT), disponibili a incontrare le famiglie nel periodo di Avvento.

Rosaria Pellegrino, OPT nella parrocchia San Carlo, racconta brevemente l’esperienza vissuta: “ Con altri otto OPT ci siamo resi disponibili a portare il messaggio e la gioia del Natale cristiano a 478 famigli dell’Altopiano, mentre Don Donato ha visitato altre 226 famiglie e, con i ministri straordinari e un rappresentante dell’OFTAL (associazione molto attiva nella nostra parrocchia)  tutti gli ammalati.                                                                                                                      Siamo stati quasi sempre bene accolti, soprattutto dalle famiglie che vivono da molti anni nel nostro quartiere. Non tutte le porte sono state aperte, però abbiamo vissuto momenti di vera gioia, di condivisione e di preghiera.                                                      In tanti hanno domandato perché non fosse il sacerdote a “benedire” le famiglie, date le giuste motivazioni e costatata la disponibilità a metterci a disposizione della nostra comunità, hanno accettato questo cambiamento.                              Prossimamente ci incontreremo con Don Donato per raccontare ciò che abbiamo raccolto e per valutare quello che possiamo fare non soltanto nel periodo natalizio ma nell’arco dell’intero anno.

Don Patrizio reputa questa iniziativa un passo importante compiuto dalla Comunità Pastorale perché è così che s’instaura un legame tra il centro e la periferia, è questo che crea relazioni.                                                                                            E’ lo Spirito Santo che suscita queste iniziative e tutti i battezzati si devono prendere cura gli uni degli altri.

Cesare Manzoni, a completamento di quest’argomento, dice che c’è il desiderio di sviluppare e ampliare il progetto OPT.                                                                                      La nostra comunità intende raccogliere l’invito di Papa Francesco a farsi “Chiesa in uscita”; poi rende noti quali obiettivi s’intende perseguire , come è avvenuto il coinvolgimento dei laici disponibili a collaborare, quale formazione è stata necessaria, come le famiglie sono state informate di questa nuova forma di evangelizzazione.

 

Emilia Ghirardi sostiene che è “Chiesa in uscita” anche l’esperienza dei gruppi di ascolto, portata avanti nelle parrocchie di San Pietro, Seveso e Baruccana, che registrano presenze molto significative e i ventisei animatori, seguendo il cammino diocesano, incontrano una volta al mese i dodici gruppi di ascolto.                                                                                                                                                                                                                                             E’ necessario che questa esperienza diventi una scelta pastorale e sia presente in tutte le quattro parrocchie.

Il Vicario Episcopale apprezza i gruppi di ascolto e dice che l’evangelizzazione e la testimonianza non spettano solo ai preti e alle suore, ma a ogni battezzato e, quando Cesare Manzoni e Giuseppe Lecchi sollecitano una formazione più adeguata e un rinvigorimento del numero degli animatori, anticipa il possibile avvio di una scuola di teologia per laici dalla durata di cinque anni (17 incontri l’anno) presso il Centro Pastorale Diocesano (ex seminario), aperta anche a chi desidera approfondire dal punto di vista culturale la propria fede.

 

Don Carlo fa presente che per quanto riguarda l’evangelizzazione, negli ultimi tre anni si sta portando avanti la catechesi parrocchiale, aperta a tutti, ma in modo particolare rivolta ai genitori dei bambini di II elementare.                                                      La metodologia usata è quella promossa dall’Ufficio Catechistico nazionale: riscoprire il valore della domenica come momento di crescita nella fede. Mensilmente più di duecento persone partecipano alla catechesi e pian piano si stanno affezionando a questo percorso, ritrovando la bellezza di “vivere la domenica insieme”.

Don Carlo dice che un’altra esperienza straordinariamente significativa è la presenza nella nostra Comunità Pastorale delle scuole paritarie, su cui però il CP dovrà investire in modo adeguato; aggiunge inoltre che, arrivando a Seveso, ha trovato molto disordine soprattutto in ciò che riguarda le norme di sicurezza e nel rispetto della legislatura in campo amministrativo, ora non ci può più permettere di agire ignorando la trasparenza e la legalità.

 

Ferruccio De Toni segnala l’importanza del gruppo famiglia che tre volte l’anno si trova insieme per condividere un percorso di fede e Paola Monti specifica che tre sono i gruppi famiglia esistenti nella Comunità San Pietro da Verona: uno nato dall’esperienza della pastorale giovanile, formato da giovani  provenienti dalle quattro parrocchie e antecedente alla formazione dell’attuale Comunità Pastorale; un altro, nato a Seveso centro, è composto  dai genitori dei ragazzi dell’ I.C. che hanno partecipato alle domeniche insieme o che hanno trascorso le vacanze insieme.

Serena Besana fa presente che nella la catechesi pre battesimale ci si è impegnati a far vivere anche alle altre parrocchie la significativa esperienza sperimentata a Baruccana: far visita alle famiglie prima del battesimo di un figlio. Per quanto riguarda il gruppo famiglia, Serena pensa che non ci si debba incontrare solo per adempiere all’impegno di quella determinata domenica, ma è necessario far nascere in ciascuno il desiderio di vivere certe esperienze.

Rosaria Pellegrino interviene per dire che è vero che la Parrocchia San Carlo è l’unica in cui ora non ci sono i gruppi di ascolto, ma aggiunge che un po’ di anni fa c’erano e funzionavano molto bene.                                                                                      Nati subito dopo le missioni dei Padri di Rho, quando era parroco Don Carlo Rozzoni, erano frequentati da molti parrocchiani che si riunivano nelle case di  quelle famiglie che con gioia si erano rese disponibili ad ospitarli.                                                 In seguito i gruppi di ascolto sono stati sostituiti da una catechesi settimanale, tenuta da Don Adriano Colombini fino ha quando ha avuto l’incarico di Vicario Parrocchiale nella nostra comunità.

Rosaria non sa spiegare perché ora non ci siano più né gli uni né l’altra, auspica solo che si faccia qualcosa per poterli riavviare.                                                                         Poi aggiunge che anche il gruppo famiglia ad Altopiano era molto attivo: si ritrovava spesso per partecipare insieme alla Celebrazione Eucaristica, per animare altre celebrazioni, per partecipare alle vacanze insieme e per vivere anche momenti conviviali.

Attualmente non è noto quante famiglie ancora s’incontrano, né cosa fanno.

 

Per Elisabetta Manzoni la mancanza di una corretta comunicazione a tutti i livelli costituisce nella nostra Comunità una vera emergenza. Nonostante questa sera siano state dette tante cose interessanti, c’è un grande “non detto” che tutti noi conosciamo e che ancora una volta non è emerso.                                                                        Il non dire determinate cose anche questa sera non ci aiuta, non ci ha aiutato e continuerà a non aiutarci.

Elisabetta continua il suo intervento dicendo che in merito ai cambiamenti dei sacerdoti, che si sono succeduti in maniera molto rapida, è mancata la cura della comunicazione sia da parte di chi ha preso delle decisioni, sia da parte di chi le ha subite, sia da parte di chi non ha saputo dare delle motivazioni, anche se non sempre spiegabili, ma necessarie.

Da quando è nata la Comunità San Pietro da Verona anche nella pastorale giovanile si sono succeduti tanti responsabili a partire da Don Davide passando a Don Luca Rosonia ora a Don Luca Corbetta, questo continuo cambiare è stato faticoso e ancora oggi non si vede un orizzonte.

E, riferendosi alla frase più volte ripetuta questa sera “I frutti del lavoro di oggi si vedranno fra venti anni”, Elisabetta è sicura che i frutti si vedranno solo nella misura in cui faremo quei passi che ancora non stiamo facendo.

Rispetto all’incontro del Vicario episcopale con le associazioni e i movimenti presenti sul territorio di Seveso è rimasta molto sorpresa perché più che vedere una pluralità nell’unità le sembra di vedere una pluralità un po’ nel disorientamento.                                                                                                                              Non è facendo un incontro con le associazioni, con i movimenti, dove ognuno racconterà la propria esperienza, che facciamo comunità.

Le cose belle raccontate questa sera esistono perché ci sono persone che hanno la passione di portarle avanti, che s’impegnano nonostante il silenzio e l’indifferenza.

Elisabetta conclude il suo intervento con l’affermazione che il gruppo famiglia dei giovani è nato non in seguito a una proposta della comunità, ma perché alcuni giovani hanno sentito questa esigenza già ai tempi di Don Alessandro e nessuno ha mai chiesto loro qualcosa, né mai hanno ricevuto un aiuto concreto.

 

Don Patrizio risponde che la comunicazione avviene proprio nel racconto; noi siamo un corpo, dove ciascuno ha il suo dono da mettere in comunione ed è proprio nella conoscenza reciproca che cresce la comunità.

L’incontro di questa sera è stato una grande occasione di ascolto, dove anche il non detto è stato recuperato dentro quello che è stato detto; ci sono cose che devono essere affrontate con discrezione, carità, benevolenza e amorevolezza.

 Tutti dobbiamo avere la consapevolezza che il negativo si supera puntando al positivo.

 

Don Carlo, in mancanza di altri interventi, passa a commentare il II punto all’o.d.g. “Varie ed eventuali (Quaresima 2016 – Progetto OPT).

Per la Quaresima è stato programmato quanto segue:

  •  Dal 23 febbraio, tutti i martedì,Via Crucis con il Cardinale Angelo Scola  in Duomo o in diretta alle 20-45 su Radio Marconi, Radio Mater, Telenova.                   E’ possibile seguire insieme la Via Crucis e condividere al termine le proprie riflessioni in sala teatro dell’Oratorio di Baruccana.
  • Tutti i venerdì Via Crucis h 17.45 San Pietro (Santuario)

                                          h 08.15 San Pietro (Parrocchia)

                                         h 08.00/ 15.00 Santi Gervaso – Protaso

                                         h 08.30 B.V. Immacolata e San Carlo

                                        h 17.00 tutte le parrocchie (per i ragazzi)

  • Venerdì 4 marzo Via Crucis h 21.00 San Clemente / San Carlo
  • Venerdì 19 e 26 febbraio saranno dedicati a due incontri.

Nel primo incontro sarà presente Fiorenzo De Molli, Direttore accoglienza Casa della carità e ci farà riflettere sulle opere di misericordia corporale, nel secondo incontro con Don Fausto Gilardi, Penitenziere maggiore del Duomo di Milano, rifletteremo sulle opere di misericordia spirituale.

  • Per venerdì  4 e sabato 5 marzo sarà organizzata l’iniziativa voluta da Papa Francesco “24 ore per il Signore”.

In queste due giornate presso il Santuario di San Pietro è possibile confessarsi e pregare davanti a Gesù Eucarestia.                                                            I gruppi, le associazioni, i movimenti della nostra Comunità Pastorale saranno presenti e animeranno i vari momenti dell’evento.

  • Venerdì 11 marzo sarà proposto un momento giubilare “Pregare Dio per i vivi e per i morti” presso il Centro Pastorale Ambrosiano.
  • Venerdì 18 marzo, come ormai da diversi anni, ci troveremo presso il Bosco delle Querce per partecipare comunitariamente alla Via Crucis cittadina.

 

Poi Don Carlo ricorda che il progetto OPT, approvato dal CPCP, prevedeva almeno due visite alle famiglie nel corso dell’anno, per cui sollecita i rappresentanti delle quattro parrocchie di promuovere un incontro per decidere di rivedere in Quaresima le stesse famiglie già conosciute in Avvento e d’individuare le modalità per intercettare e formare nuovi OPT che dovranno incontrare le restanti famiglie.

Alle ore 23.00 conclude il suo intervento asserendo che solo se ognuno si farà carico di un angolo della nostra Parrocchia il nostro Progetto avrà senso.

Don Patrizio saluta i presenti e invita a recitare il Padre nostro per chiedere al Signore la benedizione e affidargli tutte le nostre intenzioni, tutte le persone a noi cari, soprattutto chi in questo momento sta vivendo delle difficoltà.

 

        La segretaria                                                            Il presidente

Pellegrino Rosaria Maria                                            Pirotta don Carlo

 

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