I VERBALI del Consiglio Pastorale

 Incontro commissioni 8 gennaio 2019

Pastorale battesimale

Odg:

Come sta procedendo il percorso progettato qualche anno fa della Messa di presentazione alla Comunità?

Come continuare a tenere vivo il legame tra le famiglie dei neobattezzati e l’Eucaristia domenicale?

Quali proposte per il futuro?

Presenti:

Suor Mary John (parrocchia SS Gervaso e Protaso) - presiede l’incontro

Antonietta Zugni (Parrocchia S. Carlo Altopiano)

Serena Besana e Cesare Manzoni (Parrocchia B.V. Immacolata – Baruccana)

Carlo Giani (Parrocchia S. Pietro M.)

Introduce i lavori Suor Mary John.

Ricollegandosi all’intervento introduttivo di Mons Luciano Angaroni  esprime apprezzamento per gli spunti offerti: l’immagine del pellegrinaggio è capace di riassumere tanto delle vicende della vita delle famiglie; gli elementi che lo caratterizzano (meta, guida, camminare insieme ad altri, attenzione a cosa mettiamo nello zaino) possono essere spunti di riflessione per i nostri incontri con le famiglie. 

Facendo riferimento all’esperienza dei suoi incontri nelle famiglie riferisce di come sempre sottolinei l’importanza della preghiera insieme (“il pregare insieme è un regalo al figlio”, “la famiglia che prega sarà sempre unita”).

I presenti si confrontano sul momento di incontro delle famiglie nelle loro case:

- la visita alla famiglia viene fatta in tutte le Parrocchie tranne S. Carlo

- è una buona opportunità di ascolto della famiglia

- Carlo sottolinea come la domanda di fede emerga di più dalle famiglie che poco frequentano

Cesare: sottolinea come in questi anni si siano sensibilmente ridotti i battesimi; sarebbe interessante capire se ciò è dovuto  ad una riduzione delle nascite, o ad una minor attenzione a questo sacramento.

Affrontando i punti all’odg

Come sta procedendo il percorso progettato qualche anno fa della Messa di presentazione alla Comunità?

E’ un appuntamento inserito nel percorso e quindi le famiglie aderiscono. Vengono celebrati durante la Messa i riti di accoglienza e prebattesimali; delle volte non riescono ad essere presenti entrambi i padrini/madrine.

E’ una preziosa occasione offerta alle famiglie, soprattutto a quelle che non frequentano, di riavvicinarsi alla Messa domenicale.  

La commissione chiede:

 - che nelle parrocchie dove già non avviene, si possa spostare questo momento alla celebrazione eucaristica della domenica mattina dove sono maggiormente presenti le famiglie

- che questo momento possa essere curato dallo stesso sacerdote che poi celebrerà il battesimo (evitando il rischio di percezione di  frammentazione a favore di una continuità e unitarietà).

Come continuare a tenere vivo il legame tra le famiglie dei neobattezzati e l’Eucaristia domenicale?

 In tutte parrocchie già ci sono momenti nel corso dell’anno dove le famiglie dei neobattezzati/bambini piccoli sono invitate a partecipare a momenti di preghiera:

Parrocchia S. Carlo:

Celebrazioni nel pomeriggio:

Divina Maternità di Maria

Giornata della Vita

Giornata in primavera

Giornata a conclusione anno pastorale

Parrocchia BV Immacolata

Giornata della Vita – invito alle famiglie dei neobattezzati alla S. Messa animata dai bambini della scuola materna

Parrocchia S. Pietro e Parrocchia S. Gervaso e Protaso

Giornata della Vita e Epifania  - S. Messa

Quali proposte per il futuro?

Giani. per la Parrocchia S. Pietro: con il coinvolgimento di 2 coppie visitate in occasione del battesimo vorrebbe organizzare in oratorio in primavera un momento per le famiglie dei neobattezzati e/o con bambini piccoli.

Trovare modalità per valorizzare maggiormente la Domenica del Battesimo di Gesù e la Giornata per la Vita.

Varie ed eventuali:

Giornata per la Vita – Domenica 3 febbraio

In tutte le parrocchie è pensato un momento a cui le famiglie sono invitate.

Giani chiede che si possa confermare anche per quest’anno l’adesione al progetto Gemma, con la raccolta di fondi attraverso la vendita di primule. Lo scorso anno le somme raccolte hanno consentito di sostenere 1 mamma.  La Parrocchia di S. Pietro che da anni porta avanti questa iniziativa la proporrà anche per quest’anno e coordinerà il tutto. Giani chiede ai rappresentanti delle altre parrocchie di fare avere feed back entro la corrente settimana.

Serena Besana

11 gennaio 2019

 

Pastorale familiare

Non è sicuramente “bello” staccare i bambini dai genitori durante la celebrazione eucaristica. Certo pensando alla situazione delle famiglie odierne tante volte i bambini non sono accompagnati dai loro genitori: in questo caso diventa preziosa in assemblea, la presenza di qualcuno che dia una famiglia a chi non ha famiglia, ad esempio la catechista.

Dall’esperienza raccontata dei figli si raccoglie anche che per loro è motivo di crescita partecipare all’Eucaristia domenicale col gruppo dei loro coetanei: è sicuramente sempre possibile lasciare al bambino la scelta di partecipare alla Messa coi genitori o coi coetanei.

Un modo per coinvolgere durante l’Eucaristia domenicale, creare il clima di festa e di comunità è sicuramente il Canto. La familiarità col canto manca agli adulti ma anche ai bambini. Il canto è preghiera immediata anche a livello familiare. I canti non siano appannaggio solo del coro ma anche di tutta l’assemblea e si tenga conto della presenza dei bambini nello scegliere e proporre i canti della messa che vede la loro maggiore partecipazione.

Anche il canto può aiutare a comprendere che la celebrazione eucaristica è attraente. E certi canti una volta imparati non si dimenticano più… forse diventano anch’essi memoria dei contenuti della nostra fede lungo tutta la vita.

Alcuni gesti, da non ripetersi tutte le domeniche, e che magari dai più sono ritenuti fonte di confusione, andrebbero valorizzati, come ad esempio chiedere ai bambini presenti all’Eucaristia di scambiare la pace coi loro genitori presenti (se vi fossero).

Certamente i figli devono vedere nei genitori il modo “coinvolto e personale” di partecipazione all’eucaristia. Aiutiamoci a vivere così l’Eucaristia domenicale stimolando magari a confrontarsi in coppia, in famiglia sulla Messa a cui si partecipa. Le famiglie che hanno il coraggio di fare questo diventano davvero “famiglie in cammino” e hanno una marcia in più.

Da questo può nascere una testimonianza-presenza-partecipazione contagiosa alla Messa domenicale che faccia nascere la domanda in chi assiste a ripensare la propria vita e ad andare oltre la semplice logica del “è’ tutto a posto” e del “metto a posto tutto io”.

A PROPOSITO DELLA FESTA DELLA FAMIGLIA 2019

La Messa è al centro di questa festa. Si caldeggi, per quanto possibile, la partecipazione alla celebrazione, senza mettere i bambini/ragazzi davanti e i genitori dietro. Verrà preparata dalla Commissione l’introduzione alla celebrazione e le preghiere dei fedeli da leggersi in tutte le messe della Festa (il materiale verrà recapitato in seguito a ogni sacerdote) Si propone di valorizzare (a discrezione del Vicario locale e delle famiglie disponibili all’animazione) durante la messa alcuni gesti animati a carattere “familiare”:

la preparazione dell’altare fatta da una famiglia

il pane e il vino portati all’altare dalle famiglie

la “colletta-questua” fatta dalle famiglie

la distribuzione a tutti del cartoncino/preghiera, dopo la conclusione della Messa, fatta dalle famiglie

Cosa ci sarà sul CARTONCINO che verrà distribuito a tutte le messe della Festa (si propone che le famiglie lo facciano al termine della messa delle 11 mentre negli altri orari venga fatto da incaricati)?

su un lato ci sarà il motto “Cresce lungo il cammino il suo vigore” – Festa della famiglia 2019 e una preghiera alla Santa Famiglia

     sull’altro lato ci sarà l’impegno assegnato a ogni famiglia (riprendendo il suggerimento diocesano): compiere un pellegrinaggio verso qualche luogo caro della storia familiare, per ringraziare per i doni ricevuti, per affidare le situazioni di fatica e di sofferenza e per richiedere qualche grazia speciale). Verranno fornite indicazioni anche iscriversi per partecipare alla giornata Diocesana di spiritualità familiare, il 7 aprile, che verrà vissuta nella nostra Zona Pastorale e avrà la forma di un piccolo pellegrinaggio. Si chiede gentilmente al sacerdote celebrante di commentare questi impegni prima della conclusione della celebrazione. Ecco il testo della preghiera che sarà proposto sul cartoncino della Festa di quest’anno: 

                                        

CAECP

Presenti:

Filippo Ponti, Massimo Monti, Angelo Asnaghi, Giulia Mauri, Daniela Ronchi, Fabio Rivolta, Ferruccio De Toni.

Temi del confronto e riflessioni emerse

Quale rapporto tra l’Eucaristia e la gestione economica?

Il tema è certamente complesso e a tratti può apparire contradditorio perché la dimensione economica e le relative scelte, spesso poco si conciliano con i valori che scaturiscono dall’Eucaristia. Si condivide l’idea che il nostro agire e consigliare come CAEP debbano certamente essere ispirati ai criteri di buona gestione, di oculatezza e allo stile del “buon padre di famiglia”, ma al tempo stesso debbano avere al centro del proprio riferimento valoriale e di stile, le attenzioni ai valori che l’Eucaristia ci propone. Quanto sopra dà modo di esprimere alcuni spunti che pare opportuno tenere presente nell’agire del CAEP:

mantenere lo stesso spirito di carità che scaturisce dall’Eucaristia: pur nell’oculatezza nelle spese non deve essere dimenticata la dimensione della carità e l’agire della Provvidenza;

mettere al primo posto le reali necessità della Parrocchia;

I criteri di spesa e di risparmio devono avvenire secondo scale valoriali che mettano ai primi posti della nostra attenzione le persone e poi le cose;

Alzare il livello di consapevolezza e attenzione circa l’attività affidata e il suo “valore”, tra coloro che partecipano alla gestione del CAEP, magari con un momento annuale di formazione e riflessione;

proseguire con lo stile di dialogo e condivisione nella gestione delle tematiche della CAEPC;

Avere sempre maggiore oculatezza nelle spese che se poco presente, rischia di penalizzare la sostenibilità delle Parrocchie e le azioni più orientate alla carità. 

Come valorizzare il momento della colletta nell’Offertorio?

Può sembrare strano ma pare necessario rinnovare il senso liturgico della colletta, l’abitudine ha portato a non cogliere in pieno il senso e l’importanza di partecipare concretamente a questo gesto. Si ritiene opportuno venisse spiegato e illustrato nuovamente ai fedeli in ogni S. Messa dal Sacerdote celebrante, scegliendo una domenica per tutta la CPCP. Pare necessario sensibilizzare le persone sullo stato delle finanze delle Parrocchie utilizzando criteri di trasparenza, dicendo le cose come stanno, oltre che con i consueti strumenti di comunicazioni, anche direttamente durante le Celebrazioni eucaristiche da parte di ogni Sacerdote celebrante, poiché la figura del Sacerdote è certamente più incisiva e coinvolgente di un laico.

Una volta al mese, potrebbe essere significativo, fare la colletta durante ogni Celebrazione eucaristica invitando i fedeli a portare personalmente la propria offerta all’altare; questa modalità può essere un gesto di maggior coinvolgimento concreto.

Quale rapporto con le tante raccolte che vengono fatte alle porte delle chiese?

Le tante proposte che vengono fatte alle porte della chiesa rappresentano una concreta e diversificata possibilità di esercitare concretamente la dimensione caritativa da parte dei fedeli, occorre però razionalizzare e fare ordine al fine di evitare una eccessiva dispersione.

Ecco alcuni spunti concreti:

pare opportuno dare priorità alle iniziative della Parrocchia, in secondo luogo a quelle di altre realtà della comunità locale;

evitare le sovrapposizioni di iniziative nella stessa Celebrazione eucaristica, magari aumentando le domeniche in cui accogliere tali iniziative

mantenere la prima domenica del mese solo per le iniziative straordinarie della Parrocchia

mantenere la terza domenica del mese per le altre iniziative di raccolta caritativa,

predisporre uno specifico calendario preventivo in cui le varie realtà parrocchiali e della comunità locale possano prenotarsi per tempo

Come riportare nell’Eucaristia domenicale i tanti gesti di carità delle nostre comunità?

Al fine di rendere maggiormente incisiva l’azione dei gesti di carità e dare agli stessi anche un senso unitarietà della comunità si evidenziano i seguenti aspetti:

proseguire nell’azione di focalizzazione le iniziative caritative della Parrocchia su pochi progetti ben individuati per evitare dispersioni, utilizzando anche un criterio di rotazione delle iniziative adottate;

I gesti di carità della Parrocchia devono essere sostenuti da una attenta e ripetuta azione comunicativa e al tempo stesso, si ritiene utile vengano illustrati e richiamati anche durante le Celebrazioni eucaristiche.

 

È percorribile l’idea che ciò che concerne la carità venga comunicato all’Offertorio e non negli avvisi?

Pare opportuno ed efficace che all’Offertorio venga comunicato verso quale gesto di carità sia indirizzato il concreto contributo delle comunità della Parrocchia.

Iniziazione Cristiana

Nel gruppo abbiamo raccolto le esperienze del percorso di II elementare, per poter valutare la nuova proposta di catechismo.

Il cammino strutturato ogni 15 giorni alla domenica è ritenuto positivo perché c’è la S. Messa, alla quale partecipano i bambini e le famiglie.

Purtroppo, risulta limitato il tempo per presentare il contenuto della catechesi: vengono dati solo alcuni spunti che richiederebbero invece un maggior approfondimento.

I temi affrontati sono identici in tutte le parrocchie. A San Pietro partecipano circa i 2/3 dei bambini e delle famiglie, all’Altopiano la presenza è buona.

L’incontro di catechesi alla domenica è positivo perché dà valore e importanza alla S. Messa, dal momento che nei percorsi delle altre classi si nota purtroppo uno scollamento tra l’impegno assunto per il catechismo e la partecipazione alla Messa domenicale.

Ricevere il Sacramento significa, per molti ragazzi e le loro famiglie, partecipare unicamente agli incontri di catechismo.

Ma la S. Messa dovrebbe essere il momento privilegiato per poter imparare l’amicizia vera con Gesù.

Ci siamo chieste quali possano essere i motivi di una tale disaffezione che aumenta sempre più. La mancanza del bisogno di Dio, un individualismo crescente, la “moda”, la mancanza di conoscenza del valore della S. Messa, la mancanza del senso del peccato nel trasgredire il terzo comandamento.

È notevolmente cambiato il contesto sociale in cui vivono i ragazzi: anni fa il loro “mondo” era costituito da casa – scuola – chiesa e oratorio. Ora hanno maggiori possibilità per vivere diverse esperienze, grazie alla facilità con cui si possono raggiungere luoghi lontani o, attraverso le nuove tecnologie, collegarsi con molte persone o chiudersi in un “mondo virtuale”.

Sono ragazzi più fragili, con minore capacità di mantenere l’attenzione, la concentrazione e non abituati a riflettere. L’educazione che tende a soddisfare immediatamente i bisogni, impedisce loro di confrontarsi in maniera positiva con tutte le esperienze in cui si vive in gruppo: scuola, catechismo, gioco... Occorre tener presente anche questo aspetto per comprendere meglio la loro difficoltà a partecipare alla S. Messa.

Ma anche una Comunità poco accogliente e la S. Messa celebrata con poca cura non attirano i fedeli a partecipare. Tra le proposte è emersa quella di provare a tenere alla domenica gli incontri di catechismo per tutte le classi: pur nella consapevolezza delle difficoltà organizzative, potrebbe essere un forte richiamo alle famiglie per comprendere la centralità della S. Messa.  La S. Messa deve essere vissuta non come un dovere ma come un bisogno.

Chiediamo ai sacerdoti di aiutare la Comunità a riscoprire il significato e il valore della S. Messa, anche attraverso la catechesi della domenica mattina o durante le omelie, per dare maggior certezza a una scelta che potrebbe essere fatta per abitudine. Chiediamo loro anche di valorizzare la presenza dei bambini, favorendo quei piccoli gesti che aiutano a una partecipazione più consapevole: preghiere dei fedeli scritte da loro, offerta dei doni, l’esecuzione di alcuni canti che conoscono….

I catechisti potrebbero organizzare uno o due incontri con le famiglie del proprio gruppo per aiutarle a comprendere meglio il percorso fatto con i ragazzi, rendendole maggiormente consapevoli della scelta fatta. Questi incontri potrebbero favorire un clima di fiducia, accoglienza e risvegliare il desiderio di conoscere Gesù e capire come l’incontro con Lui possa cambiare la vita. 

 

Commissione pastorale giovanile

Per gli adolescenti e preadolescenti, il numero dei partecipanti agli incontri è nella media. Seguono i percorsi soprattutto chi viene seguito nella fede dalle famiglie. La partecipazione all’Eucarestia domenicale a volte supera la partecipazione agli incontri. Non abbiamo riscontri di quelli che frequentano gli incontri nei vari gruppi, associazioni e movimenti.

Occorre fare degli incontri sui sacramenti (andrebbero proposti negli incontri mensili di spiritualità) .  Molte volte rischiamo di ripetere temi che nel corso degli anni vengono proposti più volte. Coinvolgere i ragazzi anche nelle celebrazioni eucaristiche, con il canto, le letture, offertorio ecc., portandoli a fare esperienza nelle realtà caritative presenti sul territorio, Almeno una volta al mese farli partecipare alle celebrazioni eucaristiche non sempre nello stesso luogo e allo stesso orario. Ripensare anche agli adolescenti di 4 e 5 superiore che non frequentano i percorsi a loro dedicati. Occorre capire perché molti giovani , cresciuti in oratorio, arrivati all’università , smettono di frequentare gli incontri e di fare gli educatori. Si chiede una nuova seduta della commissione al più presto . Bisogna  pensare già a cosa si farà ad ottobre con l’avvio dei nuovi percorsi, di tutte le fasce, pensando soprattutto ai numerosi ragazzi che faranno la cresima nei mesi prossimi.

 

Commissione Consigli Oratori

La riunione è incominciata con l'introduzione di don Massimiliano che ha illustrato il progetto oratorio 20 20.  Si tratta di lavorare insieme per ripensare l'oratorio del futuro. Possiamo notare come l'oratorio, come anche la società e il contesto in cui viviamo, sia cambiato. Ci dovremo interrogare su quale sia il significato del vivere l'oratorio oggi. L'oratorio è l'aggregazione, in senso cristiano, che dà continuità a quanto avviene nella Messa domenicale. L'oratorio è la casa nella quale la comunità cristiana educa i propri figli. L'oratorio è il luogo in cui i ragazzi imparano a vivere da cristiani, rispettando le regole, vivendo la fraternità e la carità. Il progetto oratorio 20 20 ci mette a disposizione 20 schede da analizzare. La scheda utilizza la metafora dell'ambiente per far passare dei contenuti. Le proposte che saranno elaborate nelle commissioni verranno presentate in una assemblea diocesana il 9 febbraio a Bollate.

L'oratorio Paolo Sesto aveva già deciso di approfondire le schede 8 14 17 18.

 Gli altri oratori hanno scelto tra le rimanenti, in base a questa suddivisione: Altopiano schede 2, 4, 6, 11 San Pietro schede 3, 5, 9, 19 Baruccana schede 1, 7, 15, 16. Non si è presa nessuna decisione rispetto a date ed eventuali eventi comuni tra gli oratori della comunità pastorale che precedano la data del 9 febbraio. Ogni commissione oratorio dovrà trovare date e modalità per approfondire il contenuto delle schede ed elaborare qualche documento da inviare, tramite i delegati, all’assemblea diocesana. È emerso che questo momento, al di là della fase diocesana, può essere fecondo anche per fare il punto sulla situazione di ogni oratorio, con una modalità differente rispetto alla progettazione di fasi esecutive in cui le commissioni sono maggiormente impegnate.

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