
Es 20,2-24; Sal 18; Ef 1,15-23; Gv 4,5-42
8/3 DOM - II DI QUARESIMA [A]
La fede nasce dalla fede. La fede che nasce dalla fede, se vera fede, diventa a sua volta fede che genera fede, ma anche fede che fa crescere la fede. Giovanni il Battista annunzia così Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Andrea, frutto di questa fede, rimane con Gesù una giornata ed ecco cosa dice di Gesù al fratello: “«Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo”. Gesù è l’Agnello di Dio. L’Agnello di Dio è anche il Cristo di Dio, il suo Messia. Gesù si rivela alla donna. Le dice che Lui è il Messia. La donna, generata alla fede direttamente dalla Parola di Gesù, genera alla fede gli abitanti del suo villaggio. Questi vengono da Gesù e cosa testimoniano alla donna? Le dicono: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo». il passaggio è grande: da Messia a Salvatore del mondo.
Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui».
Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Oggi si parla molto di dialogo. Per il cristiano esso è sapienza, scienza, intelligenza, luce nello Spirito Santo finalizzate a condurre un uomo dalla falsità nella più pura verità. Perché il dialogo sia fruttuoso, è necessario che il cristiano sia pieno di Spirito Santo. Solo lo Spirito del Signore conosce i cuori e sa come parlare loro. Il cristiano sa chi è Cristo Gesù e sa che generare Cristo in ogni cuore è il fine di tutto ciò che lui fa. Nessuna sua parola dovrà cadere a vuoto. Tutte dovranno entrare nel cuore perché si lasci attrarre da Cristo. Chi però attrae a Cristo è solo lo Spirito Santo. Chi è senza lo Spirito non dialoga secondo la regola del Vangelo, ma secondo il mondo.
Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che per la nostra Parola lo Spirito attragga a Cristo.

