Chiunque ripudia la propria moglie

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Gen 13,1b-11; Sal 118,33-40; Pr 5,15-23; Mt 5,31-37

10/3 MAR - II DI QUARESIMA [II])

Il ripudio è rottura peccaminosa dell’unità del solo corpo che si è creato nel matrimonio tra uomo e donna, il solo possibile matrimonio, perché la sola possibile formazione di un solo corpo. Così all’inizio della creazione: “Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo su ogni essere vivente che striscia sulla terra»” (Gen 1,26-38). “E il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta». Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne” (Gen 2,18-24).

Questo mistero non è un frutto della fede. La fede lo rivela, ma come realtà della natura creata. Poiché la natura creata è realtà appartenente alla storia, questa rivela e conferma quotidianamente la sua verità: un figlio non può nascere se non da un uomo e da una donna. Il mondo può anche dichiarare non vera la famiglia, ma rimane sempre la verità della sola carne. Un figlio nasce quando un uomo e una donna formano una sola carne. Come il figlio è il frutto della sola carne tra un uomo e una donna, così esso vive nutrendosi dell’amore della sola carne creata nel matrimonio. Quando si distruggono le verità della natura, sempre la natura distrutta ci offre frutti di morte. La grande sofferenza odierna della vita che nasce e che cresce è da attribuire alla famiglia che è stata sradicata dalla sua verità eterna. Ogni danno causato alla natura, che viene dal pensiero eterno del Signore, è un danno che colpisce tutta l’umanità. E prime vittime sono proprio coloro che il danno causano. Le leggi della natura sono infallibilmente vere. Nessuno le può distruggere.

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno.

Una volta che la sola carne è stata realizzata, formata, si rimane sola carne fino alla morte. Essa può essere rotta per volontà, ma non per natura. Per questo chi si risposa commette adulterio. Diviene una sola carne con una seconda persona, essendo già una sola carne. È verità eterna. Mai la natura obbedirà alla nostra volontà, alle nostre leggi. Possiamo deturparla, svilirla, opprimerla, distruggerla, mortificarla, ma essa mai si piegherà alla nostra volontà. Oggi c’è un odio contro la natura umana così grande da rivelare il nostro distacco, la nostra piena separazione dalla sorgente della nostra vita che è il Signore nostro Dio. Più si odia Lui e più si odiano le cose da Lui create. L’odio contro la natura rivela l’odio contro il suo Creatore. È un odio che distrugge noi. Non Lui. Lui è il Signore, l’Onnipotente, il Giudice, l’Immortale. Possiamo odiare Lui finché Lui lo permette. Poi Lui interviene con il suo infallibile giudizio e noi odieremo noi in eterno. Tutto l’odio contro di Lui si trasformerà in odio eterno contro di noi per la nostra stoltezza, insipienza, follia. Oggi sembra essere proprio l’era della follia generale, universale. Questa follia ci consumerà rendendoci pazzi per l’eternità.

Madre di Dio, Angeli, Santi, liberateci da questa follia generale in cui siamo caduti.

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